In Svezia sulle orme di Pippi Calzelunghe

Da dove cominciare a raccontare il nostro meraviglioso viaggio in Svezia?

Ma da lei ovviamente, la nostra beniamina.

image

Per gli amici Pippi Calzelunghe, all’anagrafe Pippilotta Viktualia Rullgardina Succiamenta Efraisilla Calzelunghe.

Tanto per essere precisi.

La più piccola di casa non ha mai visto una puntata e, malgrado tutto, ne è follemente innamorata. Dorme, si fa per dire, con la sua bambolina di Pippi, mi chiede in continuazione di vedere le foto e vuole che le canti la canzone.

Un amore a prima vista.

Nonostante le incomprensioni linguistiche perché quella che per lei è Pippi, ovvero l’attrice del parco di Vimmerby, a quanto pare non parla inglese.

Nel nostro itinerario abbiamo ripercorso tre tappe fondamentali alla scoperta di questa adorabile monella che fa sembrare un angelo anche il più scatenato dei bambini. Ma che si riscatta regalando monete a chiunque ne abbia bisogno. Perché Pippi, per chi non lo sapesse, è ricchissima. Nonostante si metta calze spaiate, indossi scarpe gigantesche davvero improponibili e sia vestita come una sottospecie di giullare, in casa nasconde un forziere lasciatole dal padre, il Capitano Efraim Calzelunghe.

Pippi è il frutto della penna di Astrid Lindgren, una gran donna.

“Non capisco come possiate nominarmi personaggio dell’anno, io che sono cieca, sorda e mezza pazza. Faremo meglio a non dirlo troppo in giro, se no penseranno che in Svezia siano tutti come me”.

Questa la sua reazione quando viene nominata personaggio svedese dell’anno nel 1997.

Come si fa a non amarla?

E come spesso succede, il caso di Harry Potter creato durante un viaggio in treno ne è un celebre esempio, Pippi nasce per puro caso. La figlia di Astrid, Karin, malata di polmonite, è costretta a rimanere a letto per un lungo periodo e chiede alla mamma di raccontarle la storia di un personaggio dal nome decisamente ridicolo: Pippi Calzelunghe. In linea con il nome, anche la protagonista assume subito connotati assurdi e divertenti. La narrazione delle avventure di Pippi continua nel corso degli anni finché la Lindgren, immobilizzata per una caviglia rotta, decide di mettere nero su bianco il frutto della sua fantasia.

Nasce così uno dei suoi libri più celebri, accanto ad Emil, una sorta di alterego maschile di Pippi. Basti dire che questo scatenato monello di soli cinque anni appende la sorellina Ida all’asta di una bandiera e la lascia penzolare a mezz’aria. Per il nostro maschietto alle prese con due sorelle è già un eroe.

Pippi dicevamo.

La casa gialla e rosa in cui Pippi vive con la scimmietta Signor Nilsson e il cavallo Zietto si chiama Villa Villacolle.

E in Svezia di Villa Villacolle ce ne sono ben tre, per la gioia dei bambini.

C’è la casa vera, cioè quella in cui è stata girata la serie televisiva che tutti conosciamo. E per visitarla bisogna fare tappa all’isola di Gotland, meravigliosa per mille altri motivi.

image
Casa di Pippi a Gotland

Poi c’è la casa di Stoccolma all’interno dello Junibacken, una sorta di museo dei bambini in cui si ripercorrono non solo i racconti di Astrid Lindgren ma anche altre favole tipicamente svedesi.

image
Casa di Pippi allo Junibacken

Infine c’è quella che per noi resta LA casa di Pippi con la C maiuscola, quella inserita all’interno del parco di Vimmerby interamente dedicato alla celebre autrice svedese nata proprio qui.

image
Casa di Pippi a Vimmerby

La Villa Villacolle che delude di più è proprio quella originale. E non perché sia brutta, tutt’altro, ma perché inserita in un luna park a cui si accede pagando un biglietto salatissimo, 1000 corone per 4 persone, sui 110 euro per intenderci. Ho provato a implorare pietà alla cassa arrivando verso l’orario di chiusura ma mi hanno proposto soltanto uno sconto della tariffa. E per vedere una casa era comunque troppo.

E poi era un po’ una questione di principio. La Lindgren non avrebbe approvato un business del genere che oserei definire furto legalizzato.

Però insomma arrivare fino a Gotland e non vedere la casa di Pippi sembrava un po’ un sacrilegio e allora… ho fatto l’italiana.

Qui lo scrivo e qui lo nego.

Il luna park in questione si trova in un resort-campeggio molto carino dove abbiamo soggiornato per tre notti. Entrando nel negozio dove si vendono i souvenir e le bibite ci si imbatte in una porta scorrevole che dà proprio sul parco, davanti alla casa della nostra eroina.

Non ho commesso reato perché il cassiere mi ha pure sorriso. Evidentemente deve aver capito che non ero svedese.

E così siamo entrati senza spendere un centesimo, abbiamo visitato la casa, fotografato la macchina di Pippi e siamo usciti soddisfatti con totale nonchalance.

image
Pippi che russa nel suo letto
Locandina di Pippi con sciarpa usata dall'attrice che l'ha interpretata
Locandina di Pippi con sciarpa usata dall’attrice che l’ha interpretata
image
L’immancabile Zietto

Il giro al luna park non l’abbiamo fatto, anche se avremmo potuto, ma in quel caso la mia coscienza si sarebbe fatta sentire.

Passiamo allo Junibacken, sicuramente molto più conosciuto. E’ una delle attrazioni svedesi più famose ed è tappa obbligata per chi trascorre un weekend a Stoccolma con i bambini. E’ un museo interamente al chiuso, il che può rivelarsi un vantaggio nelle giornate di pioggia (ma perché? In Svezia piove davvero??).

All’ingresso si viene proiettati nella Piazza delle Fiabe, ciottoli, vecchi lampioni, casette, alberi… la riproduzione di un piccolo villaggio dove ci si può scatenare arrampicandosi, correndo, scivolando, cucinando e molto altro ancora.

image

Poi ci si mette pazientemente in fila per salire sul Treno delle Favole. Le luci si spengono e si parte per un viaggio fiabesco con tanto di audioguida in italiano. Qui abbiamo conosciuto Emil ed è stato subito amore.

Al termine del viaggio si scende a Villa Villacolle. La casa è a totale disposizione dei bambini. Piccole teste bionde che si scatenano ma i nostri non sono da meno. Si sale dalle scale e si scende dallo scivolo, ci si sbizzarrisce ai fornelli nella cucina di Pippi, ci si sdraia nel suo letto, si ammira il suo tesoro e si sale in groppa al suo cavallo.

image

Beh quello non solo i bambini.

image

Nella stessa sala, da cui si gode una splendida vista sul museo Vasa e sul mare, c’è una sezione dedicata ai più piccoli che, all’interno di un piatto gigante, possono cimentarsi con le costruzioni in gommapiuma.

Insomma uno spazio dove divertirsi in famiglia o dove rilassarsi un pochino dopo aver visitato musei più seri e impegnativi.

O dove trascorrere l’ultima mattinata a disposizione come premio per essere stati pazienti e aver gironzolato per tutta la città senza battere ciglio.

Con buona pace di tutto quello che non siamo riusciti a vedere.

Il podio come miglior casa se lo aggiudica Vimmerby che merita però un post a parte.

Un luogo magico che non solo ci ha stregati e incantati ma che è stato anche spunto di riflessioni.

Dove è avvenuto l’incontro con la nostra Pippi.

Ma di questo vi parlerò prossimamente.

In Svezia sulle orme di Pippi Calzelunghe: consigli utili

Il luna park di Gotland è inserito in una struttura ricettiva molto ampia a 4 chilometri da Visby: Kneyppbyn.  Abbiamo soggiornato per due notti in una bellissima casetta tutta per noi. Due notti splendide in cui, dopo aver messo a letto i bimbi, ci siamo goduti una birra avvolti nei piumoni nel silenzio totale della nostra veranda.

image

Un’altra notte invece l’abbiamo trascorsa, sempre all’interno della stessa struttura,  in un piccolo cottage rosso e bianco davvero economico ma super-spartano. E non solo per il bagno in comune. Per una notte direi che è un giusto compromesso.

Nella casa di Pippi alle 15 si svolge uno spettacolo, ma bisogna verificare bene il periodo.

Lo Junibacken è una meta molto gettonata. Apre alle 10 del mattino, come gran parte dei musei di Stoccolma. Il mio consiglio è di arrivare un po’ prima dell’apertura e di essere tra i primissimi a entrare per godersi il museo con una certa calma, fare poca coda al trenino ed evitare la ressa. Ai bambini viene consegnato un braccialetto nel caso dovessero smarrirsi, ed è un’eventualità non troppo remota.

L’ingresso è compreso nella Stockholm Card, che consiglio di acquistare, soprattutto se siete soci Ikea Family.

Se volete comprare un libro in italiano, fatelo qui. A Vimmerby, per quanto possa sembrare assurdo, sono tutti in inglese. Ovviamente io ho commesso questo errore gravissimo per il quale sono stata abbondantemente rimproverata. Cercherò di farmi perdonare.

Importante da sapere: non si può entrare con i passeggini che vanno obbligatoriamente lasciati all’esterno.

Se volete con un lucchetto… se proprio lo ritenete necessario.

image

5 pensieri su “In Svezia sulle orme di Pippi Calzelunghe”

  1. Molto interessante questo post sulla Svezia ma ho adorato in particolar modo la storia della nascita di Pippi Calzelunghe! Dici che a un maschietto può piacere? Aspetto che cresca un altro po’ e poi lo porto nelle varie case… Alle brutte punto sul fratello di Pippi 😉

  2. Guarda il mio maschietto ha 7 anni e la adora, non fosse altro per le monellate che combina. Prima di partire poi gli avevo preso in biblioteca qualche libro su Emil ed è diventato il suo mito!

Rispondi