Visby: il Medioevo che non ti aspetti a Gotland, Svezia

Il Medioevo è un’epoca storica affascinante.

Mi fanno impazzire i castelli, le viuzze acciottolate, le case arroccate, le fortezze che sono sopravvissute ad attacchi imponenti e a secoli di intemperie. In Italia ci sono tracce di Medioevo praticamente ovunque, sia nelle grandi città che nei paesini minuscoli che spesso sembrano uscire dai libri di scuola.

O da quelli di fiabe, dipende un po’ dai punti di vista.

Visby è stata una sorpresa, il cosiddetto colpo di fulmine.

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Perché il Medioevo così sfacciato non me lo aspettavo su un’isola del Mar Baltico.

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Sì, ovviamente mi ero documentata, avevo preparato il viaggio, ma mi immaginavo quattro muri rimasti in piedi per miracolo.

Ero pronta a quella delusione che solo noi italiani (e pochi altri) possiamo provare. Tiriamocela ogni tanto, ce lo meritiamo. Avete presente quando si va all’estero e si visita un edificio storico decantato in ogni guida come magnifico, straordinario, favoloso e ci si trova a pensare, con un pizzico di sana presunzione, che a casa nostra di palazzi del genere ce ne sono talmente tanti che nemmeno ci si fa più caso?

Siamo abituati alla storia, la respiriamo ogni giorno, ne siamo assuefatti e abbiamo bisogno di qualcosa di davvero fantasmagorico per rimanere di stucco. Addirittura c’è chi le colonne romane le abbruttisce a tal punto da usarle come base per un tavolino in salotto, uno di quelli dove la roba si ammucchia e non vedi più il piano. Tanto per dire quanto poco valore attribuiamo ai nostri reperti.

Che poi a sbagliare siamo noi, non sappiamo valorizzare quello che abbiamo. Potremmo camparci di rendita solo con un quarto del nostro patrimonio. Ma questa è un’altra storia.

Tutto questo sproloquio infinito per dire che sull’unicità della Visby medievale non ci avrei scommesso un centesimo.

Di Gotland mi ero già innamorata, l’avventura sul faro mi aveva già stregata, ero soddisfatta e in pace con me stessa.

Non nutrivo chissà quali aspettative.

E invece è sempre così. Quando abbassi la guardia, quando credi di aver visto tutto di un posto, quel posto ti frega. Ti ridimensiona con una sorpresa che, essendo tale, proprio non ti aspetti. E a quel punto fai un bel bagno di umiltà, realizzi che non hai capito un bel niente e vorresti solo poter rimanere ancora una settimana su quell’isoletta sperduta che ti sei illusa di conoscere come le tue tasche. Perché il tempo non è mai abbastanza.

E un luogo non puoi mai dire di conoscerlo veramente.

Visby, dicevamo.

In realtà questa città la conoscono un po’ tutti. O almeno tutti quelli a cui è capitato di guardare una puntata di Pippi Calzelunghe. Magari distrattamente, senza farci troppo caso. Ma Visby è quella lì.

Si può scegliere di acquistare la cartina per seguire l’itinerario della monella dai capelli rossi all’interno delle mura. Ma dopo averle dato la caccia in lungo e in largo per la Svezia decidiamo di vagare senza meta e di lasciarci guidare unicamente dall’istinto e dalle suggestioni del momento.

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C’è grande fermento perché sta per cominciare la settimana medievale, un tripudio di festeggiamenti, tornei, artisti di strada, uomini in costume, menestrelli e spettacoli a tema. A distanza di tempo non so dire se questo sia il momento migliore o peggiore per visitare la città. Certo incontrare le dame con i vestiti di velluto o lasciarsi incantare da un giocoliere sui trampoli ha il suo fascino ma la folla che un evento del genere richiama decisamente non fa per me.

E così decidiamo di defilarci, di sbirciare da lontano e di imboccare le viuzze laterali dove non circola anima viva.

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Le mura che circondano la città si estendono per più di tre chilometri sia sul lato terra che sul lato mare e sono intervallate da numerose torri, quasi tutte originarie del XII e XIII secolo.

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Antiche per davvero, quindi.

Ci lasciamo suggestionare dalle rovine della Chiesa di Santa Caterina che contraddistinguono lo skyline della città.

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Visby è tutta in discesa, o tutta in salita, dipende da come la si guarda. Appena si varca una delle tre porte di accesso (Norderport, Österport e Söderport) il dedalo di viuzze porta inesorabilmente giù giù giù verso il mare. Ovvio che a quella lunga discesa corrisponderà una lunga salita ma vale comunque la pena arrivare fino in fondo perché anche i più pigri saranno premiati.

Così.

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Perché Visby per i miei bimbi rimane la città delle amache. Amache meravigliose nel parco (giochi) e amache provvidenziali sotto gli alberi che punteggiano la passeggiata lungo mare che affianca le mura.

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Ecco forse direi che di Visby mi sono innamorata anche per questo.

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Senza il forse.

Visby a Gotland, Svezia: informazioni utili

Visby può essere tranquillamente visitata in mezza giornata ma non perdetevi per nulla al mondo una sosta nel parco delle amache. Io da lì non me ne sarei più andata.

I parcheggi sono tutti a pagamento e non sono economicissimi ma il grosso supermercato vicino a Söderport ha un parcheggio gratuito ed è davvero a due passi dalle mura.

La settimana medievale è sicuramente quella che richiama il maggior numero di turisti con tutte le accezioni (positive e negative) del caso. Quest’anno avrà luogo dal 6 al 13 agosto. Questo il sito dedicato all’evento che vede la cittadina trasformarsi in un borgo medievale.

 

 

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