La Svezia, un immenso playground

“Dai bimbi andiamo, sull’altalena o sullo scivolo ci potete salire anche a casa, qui ci sono ancora un sacco di cose belle da vedere”. Quante volte avete pronunciato questa frase?

Io, lo confesso, tantissime. Perché quando viaggi con i bambini ti imponi di fare le cose con calma, di seguire un po’ i loro ritmi, di lasciarli liberi di scegliere quando fermarsi, di fare in modo che sia una vacanza anche per loro.

Non vuoi che il viaggio assuma le sembianze di un tour organizzato, un susseguirsi di allaccia il seggiolino-slaccia il seggiolino, non sia mai. Razionalmente sai che devi ambire a poche cose ma viste con tranquillità perché lo scopo ultimo è far sì che amino viaggiare almeno quanto te, e, se possibile, ancora di più.

Però poi quella vocina si insinua e per un attimo i buoni propositi vanno a farsi benedire. “No, dai non possiamo star qui fermi per delle ore, il museo chiude tra poco”.

Di solito l’opera di convincimento funziona perché ormai hanno capito che ovunque si vada c’è sempre qualcosa di appassionante e divertente anche per loro.

Ma in Svezia, devo ammetterlo, è stato un po’ più faticoso.

Perché obiettivamente qui l’espressione “il parco giochi ce l’avete anche sotto casa” non regge proprio.

Sotto casa sì, in effetti il parco giochi c’è (e non ci andiamo quasi mai perché sto sviluppando un’allergia da parchetto che non potete nemmeno immaginare) ma si compone di un paio di altalene con bambini perennemente in fila a litigare per chi deve salire per primo, uno scivolo, un dondolo traballante e una misera giostrina …

Direi che non c’è proprio paragone.

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Del resto da noi il parco giochi è inteso più come un parcheggio per dare un po’ di meritata tregua alle mamme e non come un luogo dove crescere, imparare e affinare alcune importantissime abilità.

Nel Nord Europa i classici parchetti striminziti non esistono. O almeno io non ne ho mai visti. Ci sono immense strutture che offrono la possibilità di fare un’attività fisica tale da sostituire egregiamente qualsiasi corso in palestra.

Quello che si nota subito è l’importanza data a qualsiasi forma di arrampicamento.

Alberi con rami grossi e nodosi con addirittura un tavolino posto sotto per agevolare la salita, reti immense, percorsi in legno.

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Bambini a piedi nudi agili come scimmie e mamme tranquille perché confidano nelle loro capacità. Nessuna coda, nessun “c’ero prima io”, ognuno sceglie il suo ramo o il suo angolino e si concentra nella propria impresa. Insomma strepitoso!

E grazie all’input di Mary del geniale blog playgroundaroundthecorner (con tanto di app dove in un paio di clic potrete sempre individuare il parco giochi più vicino a voi) ho stilato una top three dei parchi giochi svedesi che ci sono piaciuti di più. Parco di Pippi escluso, ovviamente.

1. Stoccolma: quartiere di Kungsholmen, Sven Rinmans Gata. Parco giochi sotto casa, letteralmente. Appartamento bellissimo affittato tramite airbnb. In fase di prenotazione, la padrona di casa mi dice che è sicura che i bambini saranno felici di soggiornare da lei anche per il parchetto sotto casa.

Ecco, felici non rende l’idea. Ogni sera io e mio marito concludevamo la nostra giornata chiacchierando in santa pace seduti (svaccati si può dire?) sulle panchine di questo parco mentre i bimbi si sfogavano tra le attrazioni di questa meraviglia.  Se mai dovessi tornare a Stoccolma con i bambini ancora piccoli, la mia casa sarà di nuovo questa.

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2. Kolmården, all’interno dello zoo. Definire questo parco giochi spettacolare è davvero riduttivo. Nonostante fossimo in giro dal mattino presto e avessimo girato tutto lo zoo in lungo e in largo, una volta approdati qui, l’entusiasmo è stato incontenibile.

Da mattina di Natale, per intenderci.

Consiglio preziosissimo: andateci rigorosamente a fine giornata perché altrimenti sarà dura trascinare i bambini via da qui.

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3. Isola di Gotland. Visby. Bellissima la cittadina, le mura medievali perfettamente conservate, le viuzze caratteristiche ma… vogliamo parlare del parco (giochi) situato vicino all’ingresso Est della città? Il paradiso in terra. Letteralmente. Immaginate una giornata insolitamente torrida per queste latitudini. 34 gradi.

Cosa c’è di meglio che rigenerarsi all’ombra delle fronde di un albero? E non sdraiati sul prato, che magari dopo un po’ la schiena inizia a dare segni di scontento.

No, cullati dal dondolio di una bellissima amaca colorata.  Siamo approdati in questo parco a mezzogiorno con tanto di pollo arrosto preso al supermercato pronti a goderci un picnic domenicale in tranquillità. Ce ne siamo andati, a fatica, alle 3 del pomeriggio. Ma a fatica davvero. Io a un certo punto ho detto: “lasciatemi qui vi prego“.

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Ecco se gli occhioni teneri degli alci e la voglia di mollare la presa non vi avessero ancora convinto, credo che a questo punto difficilmente saprete resistere all’impulso di prenotare il primo volo per la Svezia.

4 pensieri su “La Svezia, un immenso playground”

  1. Ciao, ho monitorato il tuo blog nelle scorse settimane. Ti contatto perché vorrei stringere una collaborazione a carattere informativo di notizie di rilievo del mio territorio (Valle Brembana, Bergamo). Nel link che vedi sotto, c’è un articolo relativo al primo Torneo Mondiale di Mungitura a Mano, organizzato dal Comitato Fiera San Matteo di Branzi, Latteria di Branzi, Formaggio Tipico di Branzi e Noi, che siamo la Baita dei Saperi e dei Sapori e avrà luogo il 28 Settembre nel paese di Lenna (Bergamo) Noi proponiamo due articoli di rilievo e nota a settimana, e se il blogger è interessato può riproporli sul proprio blog (integrali e anche rielaborati) e noi in cambio lo linkiamo e promuoviamo sui nostri canali social e di ritorno, quindi, daremmo ampia visibilità al tuo blog, ringraziandoti con nome e cognome e indirizzo del link.

    http://baitadeisaperiesapori.com/2014/09/09/il-campionato-del-mondo-di-mungitura-a-mano-di-vacche-in-valle-brembana/

    Francesco Maroni

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