Dormire in un faro in Svezia: Stora Karlso

Camminò fino alla cima della scogliera. (…) Tom salì i centottantaquattro gradini che conducevano alla stanza della lanterna e aprì la porta che dava sul ballatoio esterno. (…) Solo in quel momento si rese conto dell’ampiezza della vista dall’alto. A molte decine di metri sul livello del mare, contemplò affascinato il salto che lo separava dall’oceano che si infrangeva sulle rocce proprio sotto di lui. L’acqua sciabordava come vernice bianca, lattiginosa, e la schiuma di tanto in tanto si scrostava fino a rivelare la mano di fondo di un blu intenso. (…) Gli sembrava di essere appeso al cielo, sospeso sopra la terra. Pensò che non avrebbe mai avuto polmoni abbastanza grandi per respirare tutta quell’aria né occhi per vedere così tanto spazio (…) Per un breve attimo si sentì al centro dell’infinito.

Questo il libro che tenevo sul comodino prima di partire per il nostro viaggio. “La luce sugli oceani“, un romanzo a tratti commovente ambientato in un faro al largo della costa australiana.

Un faro.

Dormire in un faro in Svezia

Dormire in un faro è il sogno di tanti, chissà poi perché. Forse proprio per il desiderio di trovarsi, per un momento, al centro dell’infinito, di sentirsi in capo al mondo.

Un po’ come Jack sul Titanic, ve lo ricordate?

Perché quel brivido di onnipotenza, nei limiti del socialmente consentito, piace un po’ a tutti, è inutile negarlo.

Il faro è in grado di sprigionare sensazioni contrastanti: solitudine, fragilità, vulnerabilità ma allo stesso tempo profonda comunione con la natura, libertà e una dose massiccia di energia positiva, quella che ti pervade quando raggiungi un obiettivo, quando sei felice anche “solo” per il fatto di essere vivo.

Di un faro speciale ho già parlato qui. Un faro abbandonato, immerso nelle dune di sabbia della costa danese, un’immagine da cartolina che non riuscirò mai a cancellare dalla mia mente. E proprio in seguito a quel racconto, nei commenti, avevo ricevuto un suggerimento prezioso. “Mi raccomando, se ti capita vai a Stora Karlso” (ancora mille grazie michiamoblogjamesblog!).

E manco a dirlo mi capita, o meglio lo faccio capitare.

Si va in Svezia, tappa obbligata Gotland, ergo Stora Karlso.

Inutile dire che non vediamo l’ora di dormire nel faro. Per i bimbi è un’avventura in piena regola. E’ dall’inizio del viaggio che non fanno altro che chiedere quando arriveremo sulla nostra “isola”.

Stora Karlso è una piccola riserva naturale che tutela moltissime specie di uccelli.

Dormire in un faro in Svezia

Si lasciano le macchine al minuscolo porticciolo e vi si accede con il battello. Trattandosi di un’isoletta al largo della costa di Gotland per noi rimane “l’isola dell’isola”, cioè quanto di più estremo, avventuroso e piratesco due menti fantasiose di sei/ sette anni possano concepire. Metteteci poi che sulla spiaggia si possono trovare fossili ed ecco racchiusi in un’unica meta tutti gli ingredienti necessari per catturare l’attenzione dei bambini.

L’ultimo battello delle 16.20 è riservato soltanto a chi trascorre la notte nel faro o nei rifugi. Una manciata di turisti, una coppia con un neonato talmente tranquillo da sembrare finto, qualche anziano in tenuta da trekking e noi. Gli unici stranieri. La piccola scatenata conquista tutti. Dopo soli cinque minuti rimedia sorrisi a non finire e perfino una banana.

Dormire in un faro in Svezia

Mezz’ora abbondante di navigazione e attracchiamo accolti dall’unico pomeriggio di pioggia di tutta la vacanza.

Sfiga. Non saprei come altro definirla.

Un forte temporale in arrivo, la guida sconsiglia di esplorare l’entroterra. Che per noi significa rinunciare a visitare l’isola considerato che ripartiremo la mattina seguente alle 10.40.

Carichiamo un po’ delusi i bagagli sulla jeep adibita unicamente al trasporto merci e ci incamminiamo verso il “nostro” faro. Siamo fradici ma emozionati. Perché se è vero che la pioggia guasta un po’ i piani, rende l’avventura ancora più entusiasmante.

Dormire in un faro con il temporale. Quando mai ci potrà ricapitare? Quasi quasi la sfiga si trasforma in un colpo di fortuna.

Vediamola così.

Il sentiero è scivoloso, non abbiamo lo zaino porta bimbi e con la piccola in spalla affronto boccheggiando la salita.

Ma, una volta raggiunta la meta, la vista è mozzafiato.

Dormire in un faro in Svezia

Siamo in cima a una scogliera, solo il “nostro” faro, un paio di quelle casette rosse che mi fanno impazzire e una manciata di capre.

Soli, lontano da tutto e da tutti. Via dalle preoccupazioni, dai momenti difficili degli ultimi mesi, dalle broncopolmoniti che ci avevano fatto tremare fino alla partenza.

In totale isolamento e, paradossalmente, in assoluta libertà. Finalmente in pace con noi stessi e con la natura selvaggia che ci circonda.

L’eccitazione è incontenibile.

I bimbi salgono la scaletta che porta in cima al faro e non stanno più nella pelle. Esploriamo la nostra stanza, semplice ma carina, ed è tutto un saliscendi e un tentativo misero e mal riuscito di contenere l’euforia.

Dormire in un faro in Svezia

Per fortuna, nonostante il faro abbia quattro camere, siamo gli unici a dormire lì quella notte. Si può urlare e ridere a crepapelle, non disturbiamo nessuno.

Dormire in un faro in Svezia

La pioggia non cessa e ci rassegnamo a non uscire. Prepariamo con calma la cena e mentre i bimbi si rilassano giocando e leggendo ecco che il cielo comincia a schiarirsi. Sono le dieci di sera passate e il sole fa capolino da dietro le nuvole prima di tramontare.

Dormire in un faro in Svezia

Un breve saluto per assicurarci che al mattino dopo ci sarà.

Ma non posso aspettare, non riesco a resistere.

Mi adeguo alla moda svedese ed esco in pigiama e infradito ad ammirare lo spettacolo.

Dormire in un faro in Svezia

Questo.

Dormire in un faro in Svezia

Dormire in un faro in Svezia

Dormire in un faro in Svezia
Le ore che ci separano dal risveglio corrono veloci e al mattino l’isola è tutta per noi. Lasciamo il faro dopo aver scattato un migliaio di foto e scendiamo verso la spiaggia da dove più tardi dovremo ripartire.

Dormire in un faro in Svezia

Dormire in un faro in Svezia

Dormire in un faro in Svezia

Dormire in un faro in Svezia

Ci accoglie un mare splendido e inaspettatamente caldo.

Dormire in un faro in Svezia

Sappiamo che sarebbe inutile proporre una passeggiata o la visita al piccolo museo. E sinceramente nemmeno noi ne abbiamo voglia. Ci sono fossili da cercare e osservare (e da lasciare rigorosamente  dove sono), sassi con cui giocare

Dormire in un faro in Svezia

… e piedi da pucciare in acqua.

Beh non solo quelli.
Dormire in un faro in Svezia

Il primo bagno della piccola di casa nel Mar Baltico non ha prezzo.

Il tempo di assaporare questa breve ma intensa esperienza balneare prima di risalire sul battello…
Dormire in un faro in Svezia

…di salutare Stora Karlso e il nostro faro.

Dormire in un faro in Svezia

E ci lasciamo scompigliare i capelli dal vento…

Dormire in un faro in Svezia

… con il cuore gonfio di felicità.

Dormire in un faro in Svezia: consigli utili

Il faro in questione non è rosso e bianco abbarbicato su una scogliera del New England, è un vecchio edificio bianco quasi un po’ fatiscente ma non per questo meno fascinoso.

Le camere non sono suite romantiche dove uno sogna di passare una notte da favola. Si tratta di un ostello ma molto pulito e soprattutto con lenzuola e asciugamani compresi, una rarità.

Cucina in comune con gli altri inquilini, che nel nostro caso non c’erano.

Si può scegliere se soggiornare in una camera del faro oppure in una casetta vicino alla spiaggia. Beh forse la casetta è più confortevole, ma dormire in un faro è un’emozione a cui non ho saputo rinunciare.

Il percorso per salire al faro è ripido e accidentato ma davvero breve, una quindicina di minuti con bimbi al seguito e marsupiale al collo.

L’isola è una riserva naturale. Va da sè che non si può portare a casa nulla, nemmeno un sassolino. Ed è stata dura farlo capire al piccolo archeologo/geologo. Alla fine si è nascosto in tasca i vetrini levigati e colorati che si trovano in spiaggia, lo so che hanno un nome ma non me lo ricordo. E ha trovato pure una giustificazione: il vetro inquina la spiaggia e lui sostiene di aver reso un servizio utile all’isola.

Farà l’avvocato.

Perciò… controllate nelle tasche dei vostri figli prima di salire a bordo del battello!

E non dimenticate il costume da bagno!

 

 

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