Visitare Auschwitz con i bambini: la nostra esperienza

Me la suono e me la canto da sola, perdonatemi, ma questo è esattamente il post che avrei voluto trovare nella rete un paio di settimane fa, prima della partenza per la Polonia. E prima di decidere se fosse il caso di visitare Auschwitz con i bambini. Perciò lo scrivo così, di getto e con il cuore. perché magari può essere d’aiuto a chi si sta assillando con le stesse domande che mi sono posta io, fino all’ossessione. E fino a farmi scoppiare uno dei peggiori mal di testa dell’ultimo periodo.

Ho deciso mesi fa di andare a Cracovia perché avevo sentito dire che la città era bellissima. Ho trovato un’ottima tariffa Ryanair e ne ho approfittato. Prenotare un volo è relativamente semplice, poi arriva il bello. Cominci a riflettere su quello che la città ha da offrire. Ti concentri anche sui dintorni.

Cracovia Maggio 2016 148

Auschwitz se ne sta lì, a 60 chilometri da quella che un tempo era la capitale della Polonia. Una meta troppo vicina per non essere considerata.

E qui sono iniziate le prime difficoltà. Nella vita reale e virtuale. Quando ho cercato in rete consigli in merito al visitare o meno Auschwitz con i bambini ho trovato pochissimo materiale interessante e utile. Mi sono imbattuta invece in una bella dose di insulti, soprattutto nei post in lingua inglese, sono sincera non me l’aspettavo. Padri o madri che, a fronte di una domanda posta in toni molto tranquilli e pacati, sono stati additati come mostri per aver solo pensato all’eventualità di portare i loro figli in un luogo simile. A mia volta ho postato anch’io il quesito nei gruppi di consigli di viaggio da cui spesso attingo informazioni preziose e ne ho ricavato un confronto stimolante, con toni educati. Segno che nei social non ci sono soltanto guerrafondai, maleducati e zoticoni, basta saper cercare le persone con cui è davvero costruttivo relazionarsi.

L’intento di questo post non è promuovere il luogo, ovviamente, né convincere nessuno ad andarci, anzi, ma solo offrire un piccolo supporto a chi ha deciso di fare le vacanze in Polonia per ammirarne la bellezza indiscussa e ha pensato alla possibilità di andare a visitare i campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau con i bambini.Auschwitz con i bambini

Partiamo da un presupposto fondamentale. Per scelta e per necessità non viaggiamo mai da soli, i weekend di coppia per noi, al momento, non sono concepibili. Questo significa che ci spostiamo sempre in cinque e che ragioniamo sulla meta in base a questo.

Non si va in un campo di concentramento con bambini piccoli perché li si vuole portare a tutti i costi e sbatterli di fronte alla realtà più cruda. Si vuole semplicemente cercare un modo per riuscire a visitarlo da adulti, anche – eventualmente – con famiglia al seguito. Non ho portato i bambini ad Auschwitz, ho deciso di andarci io e me li sono trascinati dietro. Qui sta la differenza, a mio avviso sostanziale.

Auschwitz con i bambini

Auschwitz con i bambini

Una volta chiarito questo, bisogna studiare la modalità che sia meno traumatica possibile e che non crei un impatto troppo forte per il bambino. Per far sì che, nei limiti del possibile e compatibilmente all’età, possa trarne un insegnamento utile, soprattutto nel periodo storico che stiamo vivendo.

Con una bambina di 3 anni al seguito per noi era impensabile prendere parte alla visita guidata di tre ore e mezza, anche se ci era stato garantito da alcune compagnie che organizzano l’escursione che la guida, se sa della presenza di bambini nel gruppo, edulcora i toni. Non ho corso il rischio, 3 anni sono troppo pochi. Di certo anche 7. E forse anche 9.

Auschwitz con i bambini

Abbiamo scelto la soluzione sicuramente non più economica ma di gran lunga migliore per il nostro nucleo familiare. Abbiamo cercato un autista privato che, al costo di 100 euro, è rimasto a nostra disposizione per tutto il pomeriggio portandoci anche da Auschwitz a Birkenau. In questo modo noi adulti siamo riusciti ad alternarci nella visita a Birkenau, davvero troppo immenso per loro, e a farli riposare quand’erano stanchi.

Auschwitz con i bambini

La giornata è stata tarata in tutto e per tutto sulle loro esigenze. Abbiamo risparmiato i dettagli cruenti, il più grande non ha ancora affrontato l’argomento a scuola e questo ci ha facilitato il compito. Abbiamo letto tantissimi libri a riguardo, l’Albero di Anne, Il volo di Sara e altri simili. Abbiamo riguardato le foto della casa di Anna Frank ricordandone la storia.

Non ci siamo andati da sprovveduti, abbiamo spiegato loro che si trattava di luogo dove tante persone erano state rinchiuse e poi uccise e che si richiedeva rispetto e silenzio, come in chiesa o al cimitero. Non abbiamo spiegato come sono morti i prigionieri, i forni che abbiamo visto non hanno suscitato domande particolari. Del resto una simile atrocità va al di là dell’immaginazione, seppur fervida, di un bambino.

Auschwitz con i bambini

Abbiamo raccontato le storie che sanno incuriosire, come quella di Jan Liwacz, fabbro e prigioniero polacco, a cui venne dato l’incarico di forgiare la scritta “Arbeit macht frei. L’uomo, sfidando la sorte e dando prova di grande coraggio, saldò al contrario la lettera “B” della parola “Arbeit”, in modo da mostrare, più o meno pubblicamente, il proprio dissenso.

Auschwitz con i bambini

Non abbiamo fatto nulla di speciale, abbiamo semplicemente presentato con linguaggio semplice e pochi dettagli necessari una delle più grandi atrocità della storia recente.

Inadeguato all’età? Forse.

Ma consentitemelo. Tra le varie risposte che ho letto in diversi forum c’era l’appunto piccato di chi pensa che andare ad Auschwitz con i bambini sia  fuori luogo, non perché la visita possa essere traumatica per loro (questo lo potrei capire) ma perché arrecano disturbo agli altri visitatori. I campi di concentramento non sono un Luna Park, su questo siamo tutti d’accordo.

Ma sapete cosa fa più male?

Non è il capriccio di un bambino, che, data l’occasione, si può zittire con una caramella fuori programma.

E’ l’atteggiamento di chi scatta foto, nonostante i cartelli invitino più o meno velatamente a non farlo.

Auschwitz con i bambini

E’ l’esigenza impellente di due fidanzati di scattarsi un selfie mentre ci si bacia con i due binari di Birkenau sullo sfondo. Da postare su Instagram con un commento del tipo “l’amore vince la morte” o che so io.

Auschwitz con i bambini

Questo fa stare male. Un bambino non capisce, un adulto vaccinato dovrebbe.

E allora forse vale la pena educare i più piccoli al rispetto, a tenere un atteggiamento consono in base al luogo e alla situazione.

Forse vale la pena educare all’empatia, raccontare la storia perché riescano a immedesimarsi anche solo per un istante in quelle anime la cui presenza, in certi luoghi, sembra quasi palpabile.

Meglio una lacrima in più oggi che una risata di troppo domani.

Visitare Auschwitz con i bambini: informazioni utili

L’ingresso ad Auschwitz e a Birkenau è gratuito se non si usufruisce della visita guidata. I biglietti (per Auschwitz, a Birkenau l’ingresso è libero e non regolamentato) possono essere acquistati online sul sito ufficiale ed è necessario procurarseli con un certo anticipo. Sono tante le compagnie che organizzano l’escursione da Cracovia. Se non fossimo stati con i bambini al seguito, avremmo gestito la cosa in totale autonomia, prendendo l’autobus che dalla stazione porta direttamente davanti all’entrata di Auschwitz. La navetta gratuita garantisce poi il trasferimento fino a Birkenau.

Auschwitz con i bambini

Con i bambini abbiamo preferito investire una cifra che può sembrare considerevole ma che ci ha consentito di vivere l’esperienza con più serenità e tranquillità. Il tragitto da Cracovia dura un’ora e un quarto circa. Noi abbiamo dovuto prendere un minivan dato il numero. Una famiglia da quattro può usufruire di un’auto normale a prezzi sicuramente inferiori. Calcolate, con o senza visita guidata, almeno sei ore di tempo tra il viaggio di andata e ritorno e la visita ai due campi. Per dovere di cronaca, la visita è sconsigliata (non vietata come ho letto da qualche parte) ai minori di 14 anni.

Auschwitz con i bambini

21 thoughts on “Visitare Auschwitz con i bambini: la nostra esperienza”

  1. Letizia mi hai commosso! Che dire. Io personalmente non so se andrei in quei luoghi, non perche’ non sia consapevole della storia e non ne sia coinvolta, ma perche’ mi conosco e so quanto mi farebbe male. Forse non sono pronta, magari lo saro’ tra qualche anno. Credo fermamente che ci siano tanti modi di visitare i luoghi e farlo con i bambini ci permette di avere un occhio in piu’, di avere la delicatezza di adattare la visita al loro ritmo, ai loro animi e voi l’avete fatto. I tuoi figli sono fortunati, tutto qui. Il compito di noi genitori in quest’epoca dove viene data troppa importanza l’apparire, dove il “materiale” spesso ha la meglio sullo “spirituale” c’e’ bisogno di genitori empatici, di genitori che sanno dire NO, di genitori che portano i bambini a scoprire il mondo educandoli alla diversita’. Grazie per questo post, chissa’ che non mi torni utile tra qualche anno, quando mi sentiro’ pronta! Un abbraccio

  2. VAbbé sei tu che mi hai fatta commuovere! Grazie per le tue parole. Avevo mille dubbi, temevo di creare un trauma ma era un desiderio grande andarci, soprattutto per mio marito che non aveva mai visto un campo di concentramento. Abbiamo tentato, ovviamente misurando tutto alla loro portata, ed è andata bene. Lo rifarei, insomma. Ognuno deve fare ciò che si sente, nel rispetto totale dei bambini. C’è stato chi mi ha deriso dicendo: “poveri bambini ma perché non li porti a Gardaland?” Come se facessi fare loro solo cose da grandi, tristi e desolanti. Tutto qeusto fa parte del percorso di crescita, l’importante è far vivere la cosa con serenità. Felice di averti incontrata nella rete! Un abbraccione

  3. Sono rimasta impressionata dai contenuti di questo post!
    tra pochi giorni anche noi visiteremo Cracovia e anche noi genitori abbiamo forti dubbi sulla visita di Aushwitz con i nostri bambini di 9 e 8 anni.
    Lucrezia mi potresti raccontare cosa avete permesso ai bambini di vedere… mio marito c’è già stato e per lui la cosa più impressionante era la zona con le valigie, gli arti protesici, occhiali … la quantità di questi oggetti dimostra l’immensa tragedia dei deportati…
    grazie
    Stefania

  4. Ciao Stefania, guarda noi ci siamo alternati, abbiamo proprio seguito i loro desideri. Del tipo chiedevamo: “qui dentro ci sono foto/ testimonianze/ oggetti, volete entrare?” Il più grande che ha 9 anni è entrato in alcuni padiglioni, non in tutti, quelli con protesi e oggetti no, per esempio. Invece è entrato nelle camere a gas, non sapendo però che cosa fossero. Le più piccole si sono limitate più che altro alla visita esterna e così ci siamo alternati io e mio marito. Vivila serena, vedrai che sarà un’esperienza suggestiva ma non traumatica se assecondi i loro desideri. Potete alternarvi ed evitare tutto ciò che sarebbe più traumatico. Poi se vai dimmi com’è andata.

  5. Ciao Letizia,
    eccoci qui di ritorno da Cracovia,,,,
    abbiamo deciso di non fare tappa ad auschwilz per 2 principali motivi:
    il primo riguarda la nostra figlia di 10 anni, conoscendo la sua sensibilità e capacità di capire e sentire quello che la circonda, avrebbe capito tutto senza alcun filtro, e , probabilmente, avrebbe portato a casa un triste ricordo che abbiamo preferito evitargli..
    PER Ora,… infatti il secondo motivo per cui abbiamo saltato Auschwilz è perchè ci siamo promessi di ritornarci tra qualche anno… quando i ragazzi saranno più grandi..
    perchè tutti e 4 ci siamo innamorati della Polonia.
    So che queste mie 2 ultime considerazioni sono fuori tema, ma vorrei condividerle con voi…
    mi sembra di essermi ritrovata in 2 film
    Schindler’s list : la nostra camera era in una via a pochi metri della piazza principale…. la tromba delle scale che ci portava in camera era identica a quelle viste nel film durante la chiusura del ghetto
    Il signore degli anelli: durante la visita alle miniere di sale ci sono stati scorci che mi hanno ricordato le miniere dove vivevano i nani….
    a presto
    stefania

  6. Bellissimo Stefania. Avete fatto bene a seguire l’istinto, solo un genitore sente se è il momento giusto oppure no. Anche noi ci siamo innamorati di questo assaggio minuscolo di Polonia e mi sono ripromessa di tornarci per un on the road più lungo.
    Belle anche le immagini cinematografiche :))
    Un abbraccio
    Letizia

  7. Gentilissima, anche noi siamo in partenza per Cracovia, con lo stesso interrogativo. Appassionati di storia, iscritti ANPI, mio marito ed io abbiamo nel cuore la visita ai campi di sterminio da tanto tempo. Il figlio più grande (12 anni, anche lui molto vicino ai temi per “osmosi” ma anche per sua passione), mi ha confessato di non essere pronto e ho capito che è molto turbato dall’idea, anche perchè sa esattamente cosa aspettarsi. Le piccole 6 e 8, per assurdo sono quelle che mi preoccupano meno: potremmo gestirle all’interno di una esperienza molto pianificata, per cui il suo post mi ha dato ispirazione e da cui potrei trarre ottimi spunti. Ho un po’ paura alla fine di non riuscire a centrare l’obiettivo per nessuno: noi adulti, che non avremmo tempo e modo per vivere l’esperienza fino in fondo e soprattutto il ragazzo, che non so bene come reagirà. Devo ancora maturare la scelta. Le chiedo però se durante la sua ricerca ha saputo di eventuali alternative tipo Baby parking che possano permettere una visita ridotta nei tempi solo per adulti.
    Grazie
    Silvia Remondino

  8. Cara Silvia, dammi pure del tu, ci mancherebbe.
    Allora non so se esista un servizio baby parking, mi spiace. Forse la soluzione migliore è come abbiamo fatto noi, con autista privato. In questo modo potete alternarvi nella visita (voi adulti, magari portando le più piccole che sicuramente vivranno l’esperienza in maniera diversa). Oppure potete entrare tutti ad Auschwitz, per esempio, e restare semplicemente nei cortili tra un edificio e l’altro. Noi in alcuni casi abbiamo fatto così, alternandoci negli edifici. Certo, ne va della completezza della visita, questo è ovvio. Ma a mio avviso è un buon compromesso per accontentare tutti e non sconvolgere i figli. La decisione non è facile, anche noi siamo rimasti titubanti per giorni. Ma sono sicura che troverai una soluzione delicata che possa andare bene per tutta la famiglia. Fammi sapere poi se riesci ad andare.
    Con affetto
    Letizia

  9. Rendi ti conto che la quantità di oggetti in questione è solo la parte che i nazisti non sono stati capaci di trasportare in Germania per le difficoltà con le ferrovie bombardate dai alleati.

  10. Buonasera
    Volevo ringraziare innanzitutto Letizia per aver scritto questo post, perchè è da giorni che cerco anche io di venire a capo di questa questione-vale a dire portare o no i bimbi a visitare il campo- senza venirne a capo, e il suo post è stato una manna. I miei figli avranno, al momento della vacanza questa estate, 12 e 9 anni. Hanno entrambi affrontato l’argomento a scuola e sanno quello che avveniva all’interno del campo, quindi non posso nascondere loro nulla. Ecco perchè temo un pò quello che potranno sentire durante i tour guidati, e quello che rimarrà loro come ricordo. Mi domandavo, ma non esistono eventualmente audioguide che noi adulti possiamo noleggiare, così da evitare loro di sentire tutto nei minimi dettagli, e “trasferire” a voce solo alcune informazioni?
    Buona serata
    Ilaria

  11. Ciao Ilaria ti ringrazio molto. Guarda io mi sono davvero scervellata per capire se fosse il caso o meno e alla fine l’esperienza mi ha dato ragione. Non mi sono informata sulle audioguide ma puoi scrivere all’indirizzo e-mail di Auschwitz e ti sapranno sicuramente aiutare. Mi ero anche informata tramite alcune escursioni organizzate e avevano garantito che in caso di bambini le guide avrebbero usato toni più pacati. Devi vedere se è il caso di fare una visita guidata oppure se è meglio girare liberamente e filtrare quello che si vede. Mi rendo conto che è una decisione difficile a maggior ragione perché i tuoi figli sono sicuramente più consapevoli, data l’età. Fammi sapere poi come va, ci conto. Buona giornata

  12. Buongiorno Letizia, grazie per tutte le informazioni che ho potuto acquisire leggendo i tuoi post.. A luglio prossimo in occasione dei nostri 25 anni di matrimonio ho deciso insieme ai mie due ragazzi di 17 e 15 anni di fare un giro per l’Europa. Lo faremo con l’auto privata in quanto andremo in più città e fare delle tappe di massimo 400 km per volta non è una cosa proibitiva. Lo faccio anche per fare una sorpresa a mia moglie il cui papà (in quanto prigioniero IMI è stato “ospite” per più di due anni in un campo di prigionia al confine tra la Germania e la Polonia esattamente a Zgorzele). Tale campo di trova a circa 170 km da Praga e quindi alloggeremo lì. Tutto questo per dirti che da Praga poi ci sposteremo a Cracovia e li staremo per tre notti.
    Ti chiedo: posso tranquillamente andare con l’auto privata da Cracovia ad Auschwitz o è meglio prendere i bus che partono dal centro? Meglio prendere una guida in italiano o girare liberamente con un’audio guida se prevista? In genere abbiamo sempre optato per il fai da te…essendo una famiglia è molto più economico…dalla tua esperienza, cosa mi consigli di fare? I ragazzi sono ormai grandi e abbastanza informati di come sono andate le cose lì….
    Grato per quanto saprai consigliarmi ti invio i migliori saluti.

    Colombo.

  13. Ciao grazie mille per il tuo commento! Farete davvero un bel viaggio ed è bello che i vostri ragazzi vi seguano ancora, spero di ottenere lo stesso risultato! Per rispondere alla tua domanda, puoi tranquillamente andare ad Auschwitz in autonomia da Cracovia, il parcheggio è grande non avrai problemi. Se trovi il tour in italiano secondo me ne vale la pena, ho sentito mentre passavamo pezzi di commenti e se la guida è brava fa davvero la differenza. Per i tuoi ragazzi sarà sicuramente un’esperienza che non dimenticheranno ed è bello che possano essere lì con voi. Ti auguro buon viaggio e se hai voglia poi fammi sapere com’è andata. Mi farebbe davvero piacere. BUona giornata!!

  14. buongiorno Letizia, grazie per questo racconto… era quello che cercavo! I miei genitori mi hanno portata a Dachau nell’86. Avevo 9 anni e mia sorella 6. Anche se ero piccola, quell’esperienza è stata importantissima! Sto organizzando un fine settimana a Cracovia e porteremo come sempre nostra figlia di 7 anni. Credo che sia un dovere di ogni genitore mostrare la bellezza della vita e insegnare soprattutto il rispetto per essa.

  15. Ma che bello Patrizia, grazie per questa tua testimonianza, davvero preziosa. Anch’io la penso esattamente come te, vedrai che sarà un bellissimo weekend. Anche Cracovia è molto carina. Fammi sapere poi com’è andata e grazie per essere passata di qui. Un abbraccio

  16. Ciao Letizia,siccome anche noi avremmo intenzione di andare a Cracovia a Dicembre con un bimbo di due anni e mezzo e visitare il campo puoi dirmi come hai fatto a trovare l’autista privato?hai contattato qualche agenzia?
    Grazie mille alice

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