Roma: San Nicola in carcere, la chiesa di Babbo Natale

Roma.

La più antica metropoli del mondo. Nel periodo d’oro, quando l’Impero Romano era all’apice della sua potenza, più o meno tra il secondo e il quarto secolo dopo Cristo, la capitale contava addirittura un milione di anime. Gente che proveniva da tutto il mondo allora conosciuto, un mix di razze e culture. E divinità.

Il fascino di Roma sta proprio qui. Secoli di storia e cultura, strati che si sovrappongono gli uni agli altri, chiese costruite sui templi, piazze che posano le fondamenta su antichi mercati. Una Roma in superficie che è già straordinaria così com’è e che poggia sopra una Roma sotterranea dal fascino misterioso.

Non solo catacombe, ma resti di un’antica città perfettamente organizzata. Se, per assurdo, la capitale fosse scoperchiata, ci imbatteremmo in una specie di enorme Foro Romano.

Il Barocco non può, ovviamente, essere demolito per far riemergere l’antico, ma, per fortuna, esistono gemme sotterranee da scoprire che rendono la visita di questa città ancora più affascinante. Ammesso che ce ne sia bisogno.

Se poi il protagonista è Babbo Natale, ci sono tutti gli ingredienti per lasciare a bocca aperta anche i bambini.

Ci prepariamo per una visita nei sotterranei di una chiesa che non avevo mai notato, nonostante si trovi in pieno centro. Siamo a un passo dal Teatro Marcello e a poche centinaia di metri dalla Bocca della Verità.

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Centro che più centro non si può, insomma.

E la chiesa in questione è San Nicola in carcere, dove, secondo la tradizione, Babbo Natale sarebbe stato imprigionato.

Copyright romaelazioxte
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La guida inizia a raccontarci la storia di San Nicola, vescovo della città di Myra in Turchia, per noi meglio conosciuto come San Nicola di Bari, uno dei santi più venerati in tutto il mondo proprio perché ha dato origine alla figura di Santa Claus, ovvero Babbo Natale.

Rimaniamo incantati ascoltando alcuni episodi della sua vita tra cui quello che sicuramente ci è rimasto più impresso.

Un uomo un tempo ricco e poi caduto in miseria aveva tre figlie in età da marito ma non possedeva più niente da lasciare loro in dote. San Nicola, che era rimasto orfano da bambino e aveva ereditato un grosso patrimonio, era solito aiutare le persone bisognose. E così, per due notti, lanciò sacchi di monete dalla finestra. La terza notte trovò le finestre chiuse e si vide costretto a lanciare l’ultimo sacco dal camino.

Ecco perché la tradizione vuole che Babbo Natale si cali proprio dal camino per portare i doni nelle case dei bambini di tutto il mondo.

Ma chi il camino non ce l’ha? Niente paura. San Nicola è talmente ingegnoso da trovare sempre uno stratagemma per introdursi di soppiatto nelle case e portare a compimento la sua missione.

La guida ci dà un’ultima dritta per mettere a tacere una volta per tutte quei guastafeste che continuano a dubitare dell’esistenza di Babbo Natale.

La notte del 24 accendete il computer e digitate www.noradsanta.org. Perché gli americani per questo genere di cose sono avanti anni luce, non ce n’è. Dal sito del North American Aerospace Defense Command (ovvero il Comando di difesa aerospaziale del Nord-America) è possibile seguire il segnale satellitare che indica, in diretta e in tempo reale, il tragitto che Babbo Natale sta compiendo in quell’esatto momento.

Una conferma digitale che male non fa, soprattutto per quella fascia di età “cicredomanoncicredo” in cui stiamo purtroppo per rientrare.

Accantoniamo la figura di Babbo Natale per immergerci nella visita dei sotterranei. Se vi dico un’ora di visita guidata parlando di storia romana e templi nel buio di un sotterraneo e con al seguito due bambini di 5 e 6 anni cosa mi dite? Aiuto, avrei risposto io.

E invece no.

60 minuti abbondanti che scorrono velocissimi, a conferma che i bambini, se li sappiamo interessare, pendono letteralmente dalle nostre labbra. Anche gli iperattivi, anche quelli che non mantengono la soglia dell’attenzione per più di dieci secondi. Ed è così che, divertendoci, impariamo che la chiesa è stata costruita sui resti di tre templi dedicati a Giunone Sospita, Giano e Spes in quello che un tempo era il foro olitorio.

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Una parolona complicata per indicare, tout court, il mercato della frutta e della verdura.

Impariamo a riconoscere la differenza tra i diversi stili delle colonne. Impariamo a orientarci nei sotterranei senza esserne spaventati.

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Ma soprattutto impariamo ad amare la storia. Del resto, esiste qualcosa di più affascinante?

Riemergiamo da sottoterra e fuori è già buio.

Mille luminarie, un giretto nel ghetto che, oltre a fare rima, male non fa, una passeggiata sul Lungo Tevere per prendere una boccata d’aria giusto il tempo per renderci sempre più conto diquanto sia davvero straordinaria questa città.

Copyright Simone Bianco
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Sopra e sotto i sampietrini.

CONSIGLI UTILI

Abbiamo prenotato la visita guidata tramite l’associazione culturale Rome4u. La guida che ci ha accompagnati era un bravissimo archeologo in procinto di diventare papà, purtroppo non ricordo il nome. Ha saputo coinvolgere i bambini in maniera esemplare, semplificando i concetti ma senza banalizzarli.

Le visite organizzate e pensate ad hoc per i bambini a Roma sono ormai abbastanza diffuse. Sono sicuramente uno strumento prezioso per interessare i più piccoli ma anche per scoprire angoli semi-sconosciuti della capitale.

Per ulteriori informazioni consultate il sito http://romaelazioperte.blogspot.it/ o inviate una mail a romaelazioxte@gmail.com.

Insomma noi faremo il possibile per ripetere l’esperienza anche quest’anno.

Perché ormai siamo agli sgoccioli, è quasi tempo di Natale romano.

 

 

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