Il treno del foliage: viaggio sulla ferrovia Vigezzina Centovalli

Lo chiamano il treno del foliage perché consente di vivere l’emozione di attraversare i boschi su rotaie. In autunno lo spettacolo è assicurato con le foglie che cambiano colore creando un quadro variopinto in cui sembra di poter entrare.

Treno del foliage Vigezzina CentovalliTreno del foliage Vigezzina CentovalliTreno del foliage Vigezzina Centovalli

E poi c’è l’ebbrezza di un viaggio vero. Perché, per gli esterofili incalliti di cui -ahimé –faccio facevo parte, se non attraversi un confine non lo puoi proprio definire un viaggio. A bordo dei treni della ferrovia Vigezzina-Centovalli quel confine si varca, si parte in Italia e si approda in Svizzera. A una lentezza che fa molto esplorazioni del passato. Quasi due ore per percorrere 52 chilometri, un lungo e lento tragitto per arrivare a Locarno che, da casa nostra, dista un’ora e mezza scarsa.

Treno del foliage Vigezzina Centovalli

L’abbiamo raggiunta invece con due ore d’auto e quasi due ore di treno. La meraviglia del muoversi in modalità slow, del toccare con mano le distanze, del prendere coscienza della geografia alpina che spesso gioca brutti scherzi e ci fa perdere l’orientamento.

Tutto questo e molto altro a bordo di una ferrovia che sa un po’ dei tempi che furono, una linea a scartamento ridotto con quattro vagoni non di più.

Treno del foliage Vigezzina Centovalli

Il che rende l’esperienza, anche se full-booked, sempre a misura d’uomo. Con un afflusso gestibilissimo e la possibilità di trovare angoli dispersi nella natura.

Il treno del foliage: le tappe consigliate (con i bambini)

Così come per il Trenino Rosso del Bernina, anche per il Treno del foliage è importante studiare bene le tappe. L’ideale sarebbe dedicare a questo tragitto più di un giorno, per poter esplorare bene la zona e visitare i diversi borghi. Se invece organizzate il viaggio in giornata, come abbiamo fatto noi, le tappe vanno scelte con un pizzico di attenzione per non ritrovarsi a dover salire e scendere dal treno senza godersi nulla. Questo vale per tutti, ovviamente con bambini al seguito il consiglio è d’obbligo.

C’è un evento che rincorro da molti anni, ma che cade a ridosso del compleanno delle mie figlie e quindi, per un motivo o per l’altro, me lo perdo sempre. È il raduno mondiale degli spazzacamini a Santa Maria Maggiore che ha luogo solitamente il primo fine settimana di settembre.

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La scelta su dove fermarci è caduta quindi su questo bellissimo borgo, Bandiera Arancione del Touring Club.

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Che, lo scorso weekend, è stato protagonista dell’evento Fuori di Zucca, un’esplosione di arancione (e di profumi) tra le viuzze del paese.

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Santa Maria Maggiore è un borgo meraviglioso tutto in pietra, con una grande chiesa nella piazza centrale da cui si diramano piccoli vicoli.

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Qui, dopo aver girato a zonzo per il paese, abbiamo visitato il piccolo Museo dello Spazzacamino, unico nel suo genere in Italia.

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L’esperienza è multisensoriale ed è molto edificante e costruttiva per i bambini che rimangono davvero colpiti dal tema del lavoro minorile. Spesso le famiglie della Val Vigezzo si vedevano costrette a mandare i piccoli a lavorare come spazzacamini nella grandi città. I bambini si trovavano a desiderare la morte pur di non svolgere più quella professione al freddo. E soprattutto al buio.

Treno del foliage Vigezzina CentovalliTreno del foliage Vigezzina Centovalli

Treno del foliage Vigezzina CentovalliÈ un museo toccante da cui probabilmente uscirete con un pizzico di tristezza nel cuore, ma è una di quelle esperienze che, per come la vedo io, bisogna fare con i bambini. Per far capire loro che la vita non è tutta rose e fiori. E che ogni giorno dovrebbero alzarsi con la gioia nel cuore solo per essere nati nella parte fortunata di mondo.

Una volta usciti dal museo, ci siamo fermati nel parco davanti all’ingresso. Una meraviglia assoluta in questa stagione.

Treno del foliage Vigezzina CentovalliTreno del foliage Vigezzina Centovalli

Un vero e proprio tappeto di foglie croccanti, che invitava al gioco.

Treno del foliage Vigezzina Centovalli

Siamo rimasti qui un tempo indefinito, tra una chiacchiera, un panino e un gioco, prima di riprendere il treno per la destinazione finale. Locarno.

@Ph Vigezzina Centovalli

Capolinea della tratta. Se non siete mai stati a Locarno, la città merita davvero. Con i bambini al seguito è d’obbligo un giro sul lungolago fino ad arrivare al bellissimo parco giochi, un’ottima valvola di sfogo prima di riprendere il treno per tornare a Domodossola e per ammirare di nuovo il foliage con la luce calda del tramonto.

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Se avessimo avuto più tempo a disposizione, avrei sicuramente scelto di fermarmi a Malesco, un altro Borgo Bandiera Arancione del Touring Club e sede di un altro museo particolare, quello della Pietra Ollare e degli Scalpellini.

Anche Re, con il suo santuario, è una sosta del treno del foliage. Per me rappresenta un retaggio della mia infanzia, quando ci venivamo spesso partendo da casa di mia nonna materna dall’altra sponda del lago Maggiore.

Con un paio di giorni è possibile esplorare meglio la Val Vigezzo scoprendo il meglio di ciò che ha da offrire.

Info utili: come organizzare il viaggio sul treno del foliage

Questa tratta ferroviaria che prende il nome di #trenodelfoliage è in realtà percorribile tutto l’anno. In autunno l’esperienza è suggestiva perché, soprattutto nella prima parte tra Coimo e Santa Maria Maggiore, si attraversano molti boschi.

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Tenendo gli occhi incollati al finestrino si vedranno spuntare anche alcune cascate (all’andata sul lato destro).  Come ogni iniziativa che si diffonde viralmente sui social, l’afflusso e la richiesta sono notevoli ed è necessario prenotare, soprattutto nei weekend. Potendo, si consiglia di compiere la tratta in settimana.

@Ph. Vigezzina Centovalli

L’acquisto dei biglietti non è propriamente intuitivo, cercherò di spiegarvi al meglio il funzionamento.

Il sito da cui prenotare è il seguente

http://prenota.vigezzinacentovalli.com/

Dovete avere ben chiaro che cosa intendete fare, il numero delle tappe e gli orari. Se non volete percorrere il tragitto intero, ma pensate di fermarvi solo, per esempio, a Santa Maria Maggiore, allora potete semplicemente cliccare “acquisto biglietti con prenotazione”.  Se invece, come abbiamo fatto noi, volete compiere l’intera tratta con una sosta nel mezzo, dovete prima acquistare il biglietto senza prenotazione (Domodossola-Locarno andata e ritorno) e successivamente, con in mano l’acquisto, cliccate l’opzione “Posseggo già un biglietto” per prenotare le diverse tratte.

I bambini sotto i sei anni non pagano il biglietto ma pagano la prenotazione che, per ogni singola tratta, costa 4 euro a persona. Supponendo di ripercorrere il nostro stesso itinerario, con sosta a Santa Maria Maggiore e a Locarno, le tratte da prenotare sono tre, da Domodossola a Santa Maria Maggiore, da Santa Maria Maggiore a Locarno e da Locarno a Domodossola. In sostanza 12 euro a testa (bambini inclusi) che vanno ad aggiungersi al prezzo del biglietto. Il costo non è irrisorio (per una famiglia come la nostra sono 60 euro in più) ma mi sento assolutamente di consigliare la prenotazione, perché il rischio di non salire a bordo è alto, soprattutto nei weekend.

Per qualsiasi informazione potete comunque rivolgervi via mail a info@vigezzinacentovalli sono molto solerti e gentili nella risposta.

Il treno del foliage parte dalle stazioni principali sia di Domodossola che di Locarno, ma in entrambi i casi dovrete scendere una scala per accedere ai binari sotterranei. Le indicazioni comunque sono davvero molto chiare, non avrete problemi.

Il Museo dello Spazzacamino è aperto sabato e i festivi dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 17. Dal 20 giugno al 10 settembre l’apertura serale è fino alle 18. Il lunedì è sempre chiuso. In concomitanza del treno del foliage rimane invece sempre aperto, ma è meglio chiamare per essere sicuri. Il numero è 0324 905675. Per informazioni consultate il sito www.museospazzacamino.it

Vale la pena percorrere la ferrovia Vigezzina Centovalli non solo in autunno. Se guardate le immagini del sito, indovinate in che stagione vorrei tornarci? In inverno con la neve, ovviamente.

@Ph Vigezzina Centovalli

Fermandomi a Santa Maria Maggiore per il mercatino di Natale che, racchiuso all’interno di questo bellissimo borgo, dev’essere molto suggestivo.

L’unica pecca di questa ferrovia è, a mio avviso, l’impossibilità di fare foto decenti. Esattamente come per le carrozze panoramiche del Trenino Rosso, i finestrini non si possono abbassare. Va da sé che la qualità delle immagini non è sempre ottimale (ed è per questo che per questo post ho usato alcune foto del sito ufficiale, previa autorizzazione s’intende)

Sempre nell’ottica di assaporare una meta più che dilaniarla, potete abbinare un giro su questa tratta ferroviaria a un soggiorno rilassante alle terme di Premia, a mezz’ora da Domodossola. Oppure potete avventurarvi alla scoperta dell’Alpe Devero, un paradiso incontaminato dell’Ossola.

Può rivelarsi molto interessante inseguire le tracce dei Walser che hanno occupato buona parte della mia tesi di laurea. Ho uno zio che è per metà Walser e ho ascoltato storie affascinanti su questo popolo di origine germanica che abita nelle valli a ridosso del Monte Rosa.

Qualunque sia il vostro itinerario, questa zona così ricca dal punto di vista naturalistico e culturale non vi deluderà. Ne sono certa.

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