Rasiglia, il borgo incantato sull’acqua

Rasiglia è un borgo incantato, sembra di essere quasi sospesi in un luogo senza tempo. Di essere stati catapultati all’improvviso in un’epoca che ormai non c’è più.

Pochissimi abitanti,  meno di 40. Il mormorio dell’acqua come sottofondo musicale per tutta la visita. Mulini, canali, una vasca enorme come piazza, un po’ come a Bagno Vignoni. l’unica differenza è che questo borgo è ancora poco conosciuto.

Rasiglia con bambiniRasiglia con bambiniRasiglia con bambiniRasiglia con bambini

Le signore anziane sono in posizione, accomodate sulle loro sedie per strada e salutano e commentano quando passi. Si mettono a ridere quando vedono correre una bambina a torso nudo, completamente bagnata per aver voluto verificare la profondità di un canale [tratto da una storia vera].

Rasiglia con bambiniRasiglia con bambini

Rasiglia è uno di quei piccoli borghi del Centro Italia che tanto mi ricordano il mio paese di origine.

L’autenticità che strega, perché qui di sicuro il turismo che spopola nella meravigliosa Toscana non è ancora arrivato. E forse è un bene che sia così.

Siamo diretti a Poggiodomo, in Valnerina, il comune più piccolo dell’Umbria e uno dei più piccoli d’Italia. La Valnerina è verde, lussureggiante, selvaggia. Dopo aver lasciato le Marche con le sue colline perfettamente coltivate, il colpo d’occhio è notevole.

Le strade che, curva dopo curva, ti portano lentamente a destinazione quando, in linea d’aria, ci metteresti metà del tempo. È la sfortuna o forse la fortuna di questi luoghi che rimangono naturalmente fuori dalle rotte più battute, preservandosi dal turismo di massa.

Fa caldo. Quel caldo che anche nel cuore degli Appennini è insopportabile. Ci fermiamo a Rasiglia, frazione di Foligno. Era già entrato da tempo a pieno diritto nella nostra wish list dopo aver letto il post di Around Family (grazie Francesca)

Siamo nel cuore dell’Umbria che è poi il cuore d’Italia.

Rasiglia vanta un passato glorioso a partire dalla prima metà del Seicento, quando, grazie alla portata del fiume Menotre, si trasforma in un importantissimo centro industriale. Mulini, lanifici, tintorie per la lavorazione di stoffe pregiate e opifici tessili.

Rasiglia con bambiniRasiglia con bambini

Tutte attività che resistono fino alla Seconda Guerra Mondiale quando, per comodità, vengono trasferite a Foligno. Il paese comincia quindi naturalmente a spopolarsi. Il colpo di grazia è il terremoto del ’97, quello che devasta l’Umbria e le Marche e che riduce all’osso il numero degli abitanti.

Il borgo sarebbe potuto definitivamente morire, come accade in tanti piccoli paesini sconosciuti per i quali non c’è alcun interesse dall’alto, purtroppo. Perché non esistono solo Norcia o Assisi.

Ma Rasiglia non mostra più nessuna cicatrice del terremoto, quasi tutti gli edifici sono stati restaurati. Alcuni mulini si sono trasformati in abitazioni. Qualcuno è tornato al paese d’origine. E il borgo ha ricominciato a splendere mostrando il suo fascino oggettivamente indiscusso.

Rasiglia con bambiniRasiglia con bambiniRasiglia con bambiniRasiglia con bambiniRasiglia con bambiniRasiglia con bambiniRasiglia con bambini

Da qui farete fatica ad andarvene. I bambini, dopo aver corso su e giù lungo tutti i canali, non vorranno più venire via e vi chiederanno al più presto di tornarci.

Una richiesta che è un po’ la cartina tornasole di ogni meta.

Rasiglia: consigli utili per la visita

Rasiglia si trova a 20 km (ma ragionare in km da queste parti frega, calcolate come minimo 25 minuti) da Foligno, 35 km da Assisi e 50 km da Perugia. Da Rasiglia non si passa, a meno che, come noi, non siate diretti in Valnerina. E anche in quel caso, non è la via più breve. Ma il borgo di Rasiglia può essere inserito in qualsiasi itinerario che tocca le zone più belle dell’Umbria. Si presta perfettamente a una vacanza estiva, autunnale o primaverile. Da queste parti gli inverni sono rigidi, ma c’è un motivo per visitare Rasiglia anche a dicembre. Tra poco vi svelerò quale.

Rasiglia è un borgo minuscolo, si gira in pochissimo tempo. Ma ovviamente lo si può degustare con lentezza per ammirarlo in ogni angolo. Alcune strade sono leggermente in salita, ma la pendenza è davvero minima e non presenta problemi nemmeno per i bambini piccolissimi. In alternativa, il paese è totalmente accessibile con i passeggini.

Noi ci siamo passati in estate e c’era un piccolo bar. Non so se anche fuori stagione sia aperto, credo che il paese si spopoli quando tutti gli abitanti originari del posto fanno ritorno nelle città in cui sono scappati in seguito al terremoto.

In qualsiasi stagione lo visiterete, ricordatevi un cambio vestiti soprattutto se avete bambini vivaci. La mia più piccola ha voluto toccare l’acqua di tutti i canali e si è intenzionalmente bagnata, ma era estate e ha risolto la situazione andando in giro a torso nudo per il paese.  In autunno o in inverno non è ovviamente una soluzione.

Noi avevamo impegni e abbiamo dovuto rinunciare ma, se avete tempo, non perdetevi il laboratorio di tessitura.

Nel borgo troverete le fontanelle per bere acqua freschissima, fondamentale in estate, ma piacevole anche nelle altre stagioni.

Rasiglia con bambiniRasiglia con bambini

A Rasiglia, all’ombra degli alberi che regalano una piacevole frescura, potete trovare un piccolo parco giochi per far sfogare i bambini prima di rimetterli in auto.

Rasiglia: gli eventi e le manifestazioni

Rasiglia sta rinascendo grazie al turismo e grazie al lavoro della sua gente che, residente o meno, ha deciso di unire le forze fondando l’associazione Rasiglia e le sue sorgenti.

Vengono organizzati principalmente due eventi all’anno, uno in inverno e uno in estate. Il primo è il Presepe vivente. Il paese si presta alla perfezione, se capitate dal 26 dicembre al 6 gennaio da quelle parti, non perdetevelo.

L’altro evento si svolge in estate, a giugno, ed è Penelope a Rasiglia incentrato sulla tradizione tessile di questo bellissimo borgo.

Rasiglia con bambini

Rasiglia è entrato a pieno titolo nei luoghi del cuore del FAI, con la speranza che il borgo venga valorizzato e che possa rimanere vivo, proprio grazie al turismo.

 

 

 

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