La strada dei fari in Bretagna: sulla Route des Phares con i bambini

 

In Bretagna si può scegliere di andare per tanti motivi.

Per ritrovare Re Artù dopo avergli dato la caccia in Cornovaglia e nella nostra Toscana. Per inoltrarsi tra le rocce a picco sul mare e respirare la salsedine che si impossessa delle narici. Per fare esperienze insolite, come dormire su un albero o un’isola a propria disposizione. Per osservare il fenomeno  delle maree che qui sono particolarmente forti. Per esplorare un’isola in bicicletta con la baguette nel cestello. O ancora per rimanere incantati dal fascino dei bastioni di Saint-Malo.

Qualunque sia la ragione che vi spinge da quelle parti, vi capiterà di imbattervi in un faro.

@Credits Elisa Polini
@Credits Elisa Polini

E potreste addirittura organizzare il viaggio proprio in base a queste affascinanti costruzioni che, allo stesso tempo, meravigliano e intimoriscono. Perché sanno di ultimo baluardo prima del nulla, delle onde che si infrangono burrascose. Ma sanno anche di porto sicuro che guida verso Terra, la salvezza, casa. Qualunque sia l’interpretazione, il faro può essere visto anche come una luce da inseguire, una sorta di stella cometa a cui affidarsi completamente per cucirsi addosso un itinerario fatto e finito che si snoda lungo la costa frastagliata della Bretagna più selvaggia.

La Route des Phares, letteralmente la strada dei fari, è il tratto costiero che parte da Brignogan e arriva fino a Brest, comprendendo anche la suggestiva e selvaggia Ȋle d’Ouessant. Si tratta di una novantina di chilometri disseminati da tantissimi fari, 17 sulla costa, 13 in mare, più 85 torrette e 204 boe segnaletiche. In realtà i fari affascinanti sono molti di più e sconfinano dal tratto “ufficiale” della cosiddetta strada dei fari. Noi abbiamo deciso di includerne diversi nel nostro itinerario. Su alcuni siamo saliti, conquistandoci la vista mozzafiato gradino dopo gradino. Altri li abbiamo ammirati da lontano, sognando storie di pirati e marinai in balia delle onde. Di alcuni ci siamo lasciati suggestionare da racconti misteriosi che richiamano ad antiche maledizioni.  E infine altri li abbiamo visti di passaggio non sapendo nemmeno che fari fossero.

Ecco nel dettaglio l’itinerario che abbiamo seguito per vedere i fari che ci interessavano maggiormente.

Strada dei Fari in Bretagna

L’unico che non siamo riusciti a vedere in questo viaggio in famiglia è stato quello dell’Ile de Ouessant per le condizioni meteo pessime e figlia che soffre pesantemente di mal di mare. Per pessime intendo più o meno così.

@Credits Cristina Magni
@Credits Cristina Magni

Ma credetemi, se vi capita non lasciatevelo sfuggire. Anche perché sull’isola si trova  il Musée des phares et balises (museo dei fari e dei segnali marittimi) totalmente dedicato a queste affascinanti costruzioni. Ouessant è unica per la sua posizione, se ne sta protesa nell’oceano in balia di onde e vento nel punto il cui l’Atlantico e le acque della Manica si incontrano. E’ quindi uno dei luoghi più selvaggi della Bretagna. E qui si trova anche la Pointe du Pern, il punto più occidentale di Francia. Per raggiungere Ouessant potete scegliere la via più breve da Le Conquet o, solo stagionalmente da Camaret (1 ora e 15 minuti di traversata) oppure partire da Brest (2 ore e 15 di traversata). Il sito della compagnia che svolge il servizio è  http://www.pennarbed.fr/

I fari in Bretagna: quelli che abbiamo visto e su cui siamo saliti

Immaginando di compiere un percorso quasi circolare da Saint-Malo a Vannes, i fari che si incrociano sono davvero tanti.

Il primo è quello di Cap Fréhel, dove abbiamo avuto la fortuna di arrivare in una giornata di sole pazzesca. Visitate prima il Fort La Latte, poi potete scegliere se riprendere la macchina e arrivare fino al parcheggio di Cap Fréhel oppure se percorrere il sentiero che porta al faro da dove si può godere di uno degli scenari più spettacolari di tutta la Bretagna. Di tutti i fari su cui siamo saliti, questo è quello con la vista più spettacolare sulla costa frastagliata.

Strada dei fari in BretagnaStrada dei fari in BretagnaStrada dei fari in BretagnaStrada dei fari in BretagnaStrada dei fari in Bretagna

Procediamo verso la Côte de granit rose, ovvero la Costa di Granito Rosa. Meta: il faro di Ploumanac’h.

Strada dei fari in BretagnaStrada dei fari in Bretagna

Potete lasciare l’auto nei pressi di Saint-Guirec e da qui percorrere un pezzo del Sentier des Douaniers, il sentiero dei doganieri istituito nel 1791 in seguito alla Rivoluzione Francese per combattere il contrabbando.  Il percorso non è lungo, una mezz’oretta circa, ed è fattibilissimo con bambini piccoli al seguito. Il punto più scenografico è proprio nei pressi del faro di Ploumanac’h, completamente ricostruito dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. E qui preparatevi a restare parecchio tempo perché lo scenario è davvero da urlo, di quelli che fanno commuovere, per intenderci.

Ripartiamo alla volta del terzo faro, il più particolare perché si raggiunge in barca (e la figlia è stata male, da qui la nostra decisione di lasciar perdere Ouessant). Sul percorso approfittatene per fare una sosta a Meneham dove si il famoso posto di guardia in pietra posto tra due giganteschi massi.

La strada dei fari in Bretagna

Se non siete di fretta fermatevi a visitare il borgo con le case con i tetti in paglia. Poi procedete verso il porto di L’Aber Wrac’h a una ventina di chilometri da Meneham per imbarcarvi su un battello che vi porterà all’Ȋle Vièrge. Qui  è possibile visitare il faro più alto non solo di Francia ma di tutta Europa.

Se avete la fortuna di trovare una giornata di cielo terso (cosa che a noi non è capitata) la vista dall’alto è spettacolare. Altrimenti  ripercorrete in fretta e furia i 397 gradini a riscendere per ripararvi dal vento gelido. L’escursione è organizzata da Les Vedettes des Abers (€18,50 gli adulti e €13 i bambini, prezzi aggiornati allo scorso anno). L’escursione dura un paio d’ore, con il viaggio di 30 minuti circa andata e ritorno e sosta libera all’isola, giusto il tempo per salire sul faro. Il biglietto per la salita al faro (2 euro per i bambini e 2,50 euro per gli adulti) non è compreso nel costo del battello, perché, ovviamente, non obbligatoria.

Consiglio spassionato: andateci solo se è davvero una bella giornata.

Procedete poi verso Le Conquet da dove potete imbarcarvi verso l’Ȋle de Ouessant come scritto in precedenza.

Ritornate sulla terra ferma e procedete da Le Conquet fino alla Pointe de Saint Mathieu, per me in assoluto il posto più spettacolare visto in Bretagna. Complice la giornata davvero stupenda e lo scenario da urlo.

Un’abbazia diroccata con di fianco un faro bianco e rosso.

La strada dei fari in BretagnaLa strada dei fari in BretagnaLa strada dei fari in BretagnaLa strada dei fari in Bretagna

Salite i 163 gradini che vi porteranno in cima (costo 3, 50 euro, aperto tutti i giorni a luglio e agosto mentre negli altri mesi bisogna verificare in base alle vacanze scolastiche francesi) e vi permetteranno di godere di una vista mozzafiato a 360°.

La strada dei fari in BretagnaLa strada dei fari in Bretagna

La strada dei fari in Bretagna

Riscendete i gradini e non perdetevi una passeggiata lungo il sentiero perché questo faro dovete ammirarlo da tutte le angolazioni.

La strada dei fari in Bretagna

Ovviamente visto che la fortuna ci ha baciati in fronte alla Pointe de Saint-Mathieu, ci ha fatto lo sgambetto alla Pointe du Raz, il punto più occidentale della Francia continentale (a differenza dell’ Ȋle  de Ouessant che è il più occidentale di Francia in assoluto) dove siamo approdati con un tempo da lupi e una nebbia fitta. Il giorno più brutto di tutta la vacanza. Siamo comunque arrivati fino in fondo al sentiero da dove si ammira l’Ȋle de Sein, un fazzoletto di terra che quando infuria il mare viene quasi sommerso dalla forza delle onde. Il faro de la Vieille domina il canale spiccando tra le onde che possono raggiungere altezze esorbitanti.

La strada dei fari in Bretagna
@Credits Cristina Magni

E poi lontano lontano (noi con la nebbia non l’abbiamo nemmeno visto) c’è il faro Ar-Men in mare aperto. E qui potete raccontare ai bambini una storia di quelle che fanno paura. Questo faro è infatti detto anche l’Enfer (l’inferno) perché su di lui pende una terribile maledizione legata alle condizioni estreme in cui fu costruito. Prima che il faro fosse automatizzato, il guardiano responsabile di questo ultimo baluardo di terra prima del mare aperto poteva anche rimanere rinchiuso per giorni a causa delle fortissime tempeste che scuotevano perfino l’edificio. Da brivido.

E per concludere l’ultimo faro su cui siamo saliti è quello di Eckmühl, all’estremità della Pointe de Penmarch nella parte più meridionale della Cornouaille, un nome che ci piace perché ci ricorda la Cornovaglia.  Il faro di Eckmühl è alto 65 metri ed è uno dei monumenti più visitati di tutto il Finistère. Infatti è l’unico in cui la coda può davvero mettere alla prova. I gradini per salire in cima sono 307. Spettacolare la scala a chiocciola con cui si accede.

La strada dei fari in Bretagna

Una volta scesi fate una passeggiata nei dintorni, per allontanarvi dal faro e vederlo da lontano in ogni prospettiva.

La strada dei fari in Bretagna

Lo scenario è bellissimo, quasi bucolico, forse ancora più spettacolare che dalla sommità del faro stesso.

La strada dei fari in Bretagna: consigli utili con i bambini

La salita ai fari non è ovviamente uno scherzo, la più piccola di casa non l’abbiamo mai portata fino in cima perché i gradini erano tanti e stretti. Inoltre i bambini rischiano di rallentare parecchio la velocità, rendendo la salita ancora più lunga ed estenuante, con una spiacevole sensazione claustrofobica (l’ascesa alla Cupola di San Pietro con la nanetta mi è bastata, la schiena ha ringraziato per parecchi giorni). La nostra “fortuna” è che mio marito soffre di vertigini, quindi sta sempre in basso e dividersi diventa naturale. L’età migliore direi che è dai 5 anni in su oppure dall’anno in giù quando con un marsupio o una fascia il mondo non ha confini.

Se i bambini soffrono di mal di mare valutate bene l’idea di raggiungere le isole, per quanto spettacolari possano essere.

Il battello all’Isola di Bréhat (dove abbiamo visto un altro faro, piccolino ma sempre affascinante), per esempio, non ha sortito effetti negativi ma forse anche perché la baia era più chiusa e le onde meno violente. La gioia di raggiungere il faro più alto d’Europa forse non vale il disagio di un bambino che vomita per tutto il tragitto.

Il consiglio d’oro che vale per tutta la Bretagna è seguire un po’ l’istinto, non farsi troppi piani irrinunciabili e lasciarsi guidare dalla voglia di esplorare che ripaga sempre.

Se state pensando alla Bretagna come meta delle vostre vacanze, qui vi parlo della guida che ho scritto per la collana Viaggiautori.

Se vi state chiedendo invece dove dormire in un posto spettacolare che ho già prenotato mentalmente per la prossima vita, questo è da favola, proprio alla Pointe Saint-Mathieu. Ma è un Relais de Silence, quindi al momento per me decisamente off limits.

Se invece volete dormire in un faro come abbiamo fatto in Svezia, ovviamente anche in Bretagna è possibile. L’unico aspetto negativo è che quasi sempre il soggiorno è settimanale e non è proprio a buon mercato. Io avevo fatto richiesta qui, ma la settimana fermi in un posto era troppo vincolante per il nostro itinerario di viaggio. Sempre da tener presente per la prossima vita.

Non mi resta che augurarvi buon viaggio, ovunque la luce dei fari vi condurrà.

3 pensieri su “La strada dei fari in Bretagna: sulla Route des Phares con i bambini”

  1. Che dire Leti, una meraviglia! La Bretagna e’ stato il primo viaggio on the road fatto con il mio compagno di vita (non conto i tanti piccoli on the road fatti in Irlanda perche’ lì ci sembrava sempre di girare vicino a casa! ah ah!) ma questa strada me la sono persa. 🙁 Ero una viaggiatrice piu’ giovane e piu’ inconsapevole, i figli mi hanno fatto migliorare in questo ed ora l’organizzazione delle vacanze sono molto piu’ dettagliate.
    Mi unisco a voi per la passione per i fari, noi appena possiamo partiamo alla ricerca. Per adesso abbiamo in attivo solo una “salita” fino alla cima del faro ma stiamo meditando altre esperienze del genere, sempre qui in UK per il momento!
    Il post e’ uno spettacolo, preciso, intenso e dettagliato come sempre!
    Well done!

    Un abbraccio,
    Fabi

  2. Ma grazie carissima!!!! Il primo on the road non si scorda mai, decisamente. Anch’io sono diventata più consapevole paradossalmente con loro, proprio perché siamo più lenti e scegliamo bene che cosa vedere. Prima era tutto un mordi e fuggi oggi si vede meno ma meglio, slow travel. Io ti seguo su tutti i fari UK allora.
    Un abbraccio grande

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