La mia guida per i ViaggiAutori: la Bretagna e un pizzico di Normandia

Questo post attende di essere pubblicato da maggio ma mi sveglio solo ora. Diciamo che se l’autostima a volte scarseggia, il desiderio di autopromuoversi proprio non esiste. Ho paura di essere fraintesa, di obbligare amici e parenti ad acquistare il frutto del mio lavoro.  E non è questa la mia intenzione. Lo scopo di questo post è far conoscere il bellissimo progetto dei ViaggiAutori a cui sono orgogliosa di aver preso parte.

Perciò a un certo punto bisogna buttarsi e fare outing. E sprigionare la propria gioia. Alla faccia di chi mi vuol male.

Ho scritto un libro, o meglio una guida di viaggio.

Un lavoro di cui vado molto fiera perché, dopo un primo sì convinto, sono andata a casa e quasi non ci ho dormito. Tre figli, un lavoro che seppur part-time lavoro resta, mille casini. Ce l’avrei fatta a rispettare le scadenze? Sarei riuscita a ottenere un risultato non mediocre ma discreto tendente al buono?

Mi è stata data carta bianca. “Su che destinazione vuoi scrivere?” Credo di aver deciso in cinque minuti dopo un paio di sorsi di tisana.

La Bretagna (con un pizzico di Normandia)

Una terra che amo moltissimo perché è nelle mie corde.

Questo è l’incipit, tanto per darvi un’idea.

La Francia è bella, bellissima.

Quando ci vantiamo dicendo, con uno sfoggio di esuberante patriottismo, che come l’Italia non ce n’è, in realtà non è proprio vero. Ipotizzando di dover stilare una classifica delle nazioni che più fanno concorrenza al Belpaese per natura, storia, cultura, arte, tradizioni e gastronomia, la Francia si piazzerebbe ottimamente.

Località sciistiche strepitose, mari cristallini, canyon con acque color smeraldo, vulcani ormai spenti che regalano paesaggi surreali, castelli che sembrano usciti dalle fiabe, palazzi antichi, anfiteatri romani e chi più ne ha più ne metta.

E, come se non bastasse, bisogna darle atto, la Francia ha una cosa che a noi proprio manca. L’Oceano.

Quel fascino tipico dei paesi che si affacciano sull’Atlantico. Quelle scogliere a picco sul mare, falesie bianche in netto contrasto con i prati di un verde talmente intenso e brillante da sembrare finto, dipinto

Mi ci sono messa di impegno, ho passato nottate e weekend a scrivere, ho sacrificato tempo prezioso che avrei potuto trascorrere con i miei figli ed è una cosa che faccio soltanto quando davvero ne vale la pena. Così, tanto per dire, per i miei post non mi capita mai, non li reputo così fondamentali.

Ho consultato mappe dettagliatissime, ho scomodato amici che abitano sul posto (perché le notizie dei locals sono uniche), ho contattato uno dei tantissimi cugini di mia mamma che vivono da quelle parti (così ci siamo promessi pure una rimpatriata, che male non fa). Ho rivisto tutti gli appunti che mi ero presa durante il viaggio recente, ho guardato foto ancora su pellicola che mi hanno suscitato emozioni indescrivibili.

Ho rivissuto un viaggio, prima ancora di scriverlo.

Da sola non ce l’avrei fatta, ovviamente. Mi hanno dato una grossissima mano due amiche che stimo molto come persone e come viaggiatrici. Tanta praticità, tanta voglia di macinare chilometri e di percorrerla su quattro ruote, quest’Europa che spesso divoriamo con un volo low cost e che invece merita la lentezza che dedichiamo a mete più lontane. Daniela Scerri e Clara Marina, non vi ringrazierò mai abbastanza. Abbiamo fatto brainstorming, le ho tormentate con mille dubbi, ci siamo confrontate, mandate e-mail agli orari più improbabili. Senza di loro sarebbe stato un lavoro, oltre che più faticoso, sicuramente più sterile.

Mi sono poi avvalsa del contributo di tantissime persone che hanno dato input preziosissimi e mi hanno aperto le porte dei loro archivi fotografici. Valentina Cappio, Francesca Paredi, Elisa Polini, Cristina Rampado, Cristina Taddei, Cristina Rosso, Cristina Magni solo per citarne alcune.

Ma il ringraziamento più grande va alle menti che hanno concepito questo progetto, Cabiria, Raffaele, Paola e Gianni. Mi hanno coinvolta con il loro entusiasmo e hanno avuto fiducia in me e nel mio modo di viaggiare. E mi hanno trascinata in un mondo bello, fatto di serate insieme, di foto di viaggi, di condivisione per il piacere di farlo, di spensieratezza. Insomma sono tornata indietro di dieci anni, un lifting mentale che proprio ci voleva.

Sono loro il buono della rete, di questo mondo virtuale che poi diventa reale e certe persone ti sembra di conoscerle da sempre.

Ma veniamo alla guida. E’ stata la terza in uscita, si vede che a me il numero tre porta bene. Esattamente dopo la Thailandia di Cabiria e Andrea e il Giappone di Patrick e Letizia e prima del Portogallo di Giulia e la California di Paola e Gianni.

Ma ovviamente mica ci si ferma qui, le destinazioni in uscita saranno tantissime.

La guida non ha la pretesa di essere esaustiva, altrimenti sarebbe una Lonely Planet o una Rough Guide e di quel tipo di testi sono pieni gli scaffali.

E’ invece uno strumento prezioso per chi sceglie una meta, ha i canonici 15 giorni a disposizione (ma per chi è più fortunato niente paura, ci sono integrazioni), non ha tempo/voglia di sbattersi (perché per molti di sbattimento si tratta, diciamocelo) per reperire tutte le informazioni del caso indispensabili per creare un itinerario ma allo stesso tempo ama viaggiare in maniera indipendente e non vuole un pacchetto pre-confezionato.

Praticamente il frutto del lavoro che ogni viaggiatore fa prima di partire, già pronto a uso e consumo di chi legge. In un formato tascabile comodissimo che si adatta al viaggio.

Posso dire che l’idea è geniale, non pecco di superbia perché non l’ho avuta io.

Nella mia guida della Bretagna troverete un itinerario che include anche una parte di Normandia, perché alzi la mano chi arriva da quelle parti e non fa un salto a Mont-Saint-Michel. O al cimitero americano.

Ci sono le mete più battute ma anche tante curiosità come la strada dei fari, le leggende, dove dormire su un albero e molte altre informazioni.

Ecco solo alcuni dei paesaggi che incontrerete se deciderete di intraprendere questo splendido viaggio.

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Pronti a partire con i ViaggiAutori?

Il sito è bellissimo e se volete potete acquistare le guide online.

Se invece siete un po’ all’antica come la sottoscritta e i libri vi piace annusarli, sfogliarli, toccarli e “sentirli”, allora non perdetevi un evento unico a Lecco, sulle sponde di quel famoso ramo del lago. Il prossimo weekend (24-25 settembre) ci sarà Immagimondo, un luogo d’incontro speciale per i viaggiatori.

E ovviamente i ViaggiAutori non mancheranno con tutte le guide a disposizione.

Se avete voglia fate un giro, vi aspettiamo da sabato mattina a domenica sera. E la domenica mattina alle ore 11.30, presso la Sala Conferenze del Palazzo del Commercio, Patrick e Letizia racconteranno il loro Giappone.

Credo di aver detto tutto.

Anzi no, un’ultima cosa.

Se decidete di comprare la mia, o qualsiasi altra guida del progetto, poi vi va di farci sapere che cosa ne pensate? Ci teniamo molto ad avere un feedback perché è uno strumento a uso e consumo dei viaggiatori, ci mettiamo la faccia (nel senso che ci trovate praticamente ovunque sui social, pronti ad accettare suggerimenti e – speriamo di no – insulti) e sarebbe bello sentire il vostro parere.

Giuro non è autopromozione.

E’ semplicemente entusiasmo per una cosa proprio bella.

Fatta in squadra.

cuore

E con il cuore.

 

7 pensieri su “La mia guida per i ViaggiAutori: la Bretagna e un pizzico di Normandia”

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