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La fioritura della lavanda in Provenza: lo spettacolo del mare viola

6 agosto 2018
Plateau de valensole lavanda

Abbiamo dedicato alla Provenza un itinerario nella settimana centrale di luglio proprio per ammirare lei: la lavanda.

lavanda plateau di Valensole

In realtà parlare di lavanda sempre e comunque sarebbe improprio, bisognerebbe fare una distinzione tra lavandin e lavande, lo dico alla francese perché “lavandino” suona male. Riducendo all’osso le differenze potremmo dire che la lavanda è originale di Madre Natura, il lavandin è un ibrido. Il profumo di entrambi è molto intenso, ma quello della lavanda lo è di più. In termini di lavorazione, la lavanda rende meno. Va da sé che viene spesso sostituita dal lavandin, considerato che per ottenere un litro di olio essenziale ci vogliono 40 chili di lavandin o 120 chili di lavande. Non mi dilungo oltre, del resto sono cantastorie e non Piero Angela, in questo post parlerò sempre più o meno impropriamente di lavanda.

Il periodo della fioritura della lavanda varia a seconda delle zone che visitate. Se masticate un po’ di francese ci sono tantissimi siti a riguardo, io ho consultato questo che è molto ben fatto.

Un viaggio in Provenza in luglio potrebbe seguire le routes de la lavande, strade che si snodano tra i campi e toccano villaggi caratteristici.

Noi non abbiamo seguito nessuna route in particolare, siamo andati un po’ a naso, letteralmente. A naso, ma non a caso, nel senso che per ammirare i campi di Valensole non so quanti siti specializzati ho consultato.

Nel nostro itinerario abbiamo sfiorato Apt, non abbiamo raggiunto Sault (dove sapevamo che la lavanda sarebbe fiorita più tardi) ma ci siamo voluti concentrare sullo spettacolare Plateau de Valensole.

lavanda plateau di Valensole

Qualsiasi altro campo di lavanda non regge il confronto, nemmeno l’abbazia di Sénanque fiorita, per quanto mi riguarda.

Se avete tanti giorni a disposizione e partite agli inizi di luglio o a fine giugno, una buona idea potrebbe essere cominciare dalle zone meno spettacolari (puramente in termini di lavanda) e avvicinarvi pian piano a Valensole per l’esplosione finale. In sostanza, partire da Avignone e avvicinarvi man mano all’Italia.

Se invece volete iniziare con il botto, fiondatevi subito a Valensole, arrivandoci proprio a ridosso della data della festa della lavanda. E preparatevi a uno spettacolo unico!

lavanda plateau di Valensole

Les routes de la lavande: strade per ammirare i campi in fiore

Se non potete partire tra l’inizio e la metà di luglio, ma volete comunque esplorare tutte le meraviglie della Provenza trovando un campo di lavanda in fiore, questa foto può essere molto utile.

Copyright @moveyouralps.com

La zona di Sault è quella dove la lavanda viene tagliata per ultima. Potete leggere il racconto della mia amica Daniela che ci è stata proprio ad agosto.

Vale più o meno la regola che la lavanda viene tagliata in concomitanza della festa della lavanda di quella zona. Perciò controllate le date delle varie feste della lavanda e incrociate le dita se siete in partenza in questi giorni.

Noi siamo stati fortunati, può capitare che a metà luglio la lavanda di Valensole sia già tagliata. Ma quest’anno ha cominciato a fare caldo più tardi e la fioritura era leggermente in ritardo. La festa della lavanda a Valensole era fissata per il 15 luglio e i tagli sono cominciati il giorno dopo. Del tipo che vedi un campo fiorito, ripassi dopo mezza giornata e non è rimasto più nulla. Affascinante anche da vedere in questa veste, sempre se sei riuscito ad ammirare il prima.

Seguire les routes de la lavande è sempre una buona idea. Noi abbiamo più o meno seguito la Route de la Haute Provence au Verdon, che passa da Sisteron, Manosque, Digne-les-bains e ovviamente Valensole.

Ogni route de la lavande passa attraverso alcuni dei più bei villaggi di Provenza, vale quindi sempre la pena seguirne una, anche non alla lettera, per osservare il meglio che questa regione ha da offrire.

Salvatevi questo link prezioso, con tutti gli itinerari nel dettaglio.

L’abbazia di Sènanque: un luogo suggestivo

L’abbazia di Sénanque è un luogo unico che non può mancare in un itinerario dedicato alla lavanda in Provenza. L’immagine del campo di lavanda davanti all’abbazia medievale è famosissima, ma l’abbazia vale una visita a prescindere dai fiori viola.

La strada per raggiungere la chiesa è molto tortuosa e stretta proprio perché l’abbazia cistercense, che si trova a pochi chilometri da Gordes, è in posizione isolata. La chiesa, consacrata nel 1178, ha vissuto il suo periodo d’oro tra il XIII e il XIV secolo.

I monaci vivono ancora qui, negli alloggi che si trovano dietro l’abbazia. Al momento della nostra visita c’erano dei lavori in corso.

Il campo di lavanda non è accessibile, le foto possono essere fatte da dietro il muro o dalle recinzione (motivo per cui la chiesa nelle foto compare più o meno sempre dalla stessa angolazione).

lavanda plateau di Valensole

Il parcheggio è gratuito. In un pomeriggio di gran caldo, all’ombra delle piante vicino all’abbazia potete trovare un pizzico di refrigerio.

Il plateau de Valensole: il mare viola che incanta

Titolo: il plateau de Valensole. Sottotitolo: non ci credi finché non lo vedi. Ci siamo arrivati direttamente dall’Italia dopo aver superato Sisteron. Un bivio, una strada tortuosa che sale.

Gli altipiani sorprendono sempre. Che sia quello di Siusi o del Serengeti poco importa. Lo stupore è lo stesso. Lo sguardo che spazia libero, la meraviglia che si apre davanti ai tuoi occhi proprio quando non te l’aspetti. Perché che ci sia una pianura sulla cima di una montagna resta comunque una cosa insolita.

lavanda plateau di Valensole

Come ho scritto nel post dedicato all’itinerario, abbiamo deciso di dormire proprio vicinissimi a Valensole. Perché lo spettacolo della lavanda cambia notevolmente a seconda della luce dell’alba e del tramonto. E dedicare un viaggio alla lavanda significa anche soffermarsi a notare le diverse sfumature, oltre che fermarsi a ogni curva perché “questo campo è troppo spettacolare”.

Partendo dal presupposto che il plateau di Valensole può essere esplorato in un giorno,  una modalità di visita mordi e fuggi farebbe perdere gran parte della magia e della lentezza che questo viaggio merita.

In un campo ci si può restare un minuto, il tempo di una foto.

lavanda plateau di Valensole

Oppure lo si può percorrere camminando e arrivando fino in cima.

lavanda plateau di Valensole

Sta tutta qui la differenza. In termini di scatti realizzati forse è minima, anche nulla. In termini di esperienza c’è un abisso. Noi siamo rimasti in zona per tre notti. Il minimo sindacabile a mio avviso è una, proprio per avere la possibilità di vedere la lavanda al mattino e alla sera.

Poi, in mancanza d’altro, va bene anche attraversare l’altopiano di passaggio, ci mancherebbe. Ma vi pentireste di non esservi fermati di più. Non dite che non ve l’avevo detto.

Le plateau de Valensole: i campi più instagrammabili

È inutile che ce la stiamo a raccontare, cerchiamo tutti quel campo con l’albero sullo sfondo o con la casetta sommersa da cui emerge soltanto il tetto. O quello con il campo di girasoli accanto che crea un bellissimo contrasto.

lavanda plateau di Valensole

Oppure quello con il sole che tramonta proprio sullo sfondo.

Per il tramonto è facile orientarsi. Tenete presente la strada D6 che è un po’ l’arteria (si fa per dire, è pur sempre una strada tra i campi) che taglia a metà il plateau. Percorrendo il tratto di D6 che va da Valensole a Manosque e tenendovi Valensole alle spalle, il sole tramonterà alla vostra destra. Viceversa, viaggiando da Valensole verso Puimuisson seguendo la D8 e tenendovi Valensole alle spalle, il sole tramonterà alla vostra sinistra.

Detto questo vi lascio un link preziosissimo, quello che ho trovato in mezzo a un milione di informazioni e che ho salvato e consultato più e più volte. È in inglese ma è davvero facile intuire le posizioni, sono anche indicate con tanto di coordinate. Noi le abbiamo ripercorse un po’ tutte a mo’ di pellegrinaggio (se siete appassionati c’è anche un e-book scaricabile, io non l’ho acquistato ma credo sia molto ben fatto).

Qui di seguito vi riporterò le location che a me hanno emozionato di più, anche se mi sono fermata a più riprese davanti a tanti campi non indicati nel link.

Trovare i campi di lavanda più famosi non è difficile. Vedrete le macchine parcheggiate ovunque, il cartello che invita gli automobilisti a essere prudenti perché ci sono fotografi di lavanda che sbucano all’improvviso. Basta percorrere la D6, la D56 e la D8 a zonzo per trovare paesaggi fotografabili.

lavanda plateau di Valensolelavanda plateau di Valensolelavanda plateau di Valensole

L’effetto delle foto non sempre sarà quello degli scatti che si ammirano in rete. Un po’ perché noi comuni mortali non siamo fotografi. Un po’ perché non conosciamo tutti i trucchi della post-produzione.

Il campo più fotografato, quello con l’albero sullo sfondo, ha un meraviglioso palo della luce con tanto di filo che magicamente non compare in nessuna foto. Potere di photoshop.

lavanda plateau di Valensole

Resto umile e vi lascio il palo in bella vista.

Le plateau del Valensole: il campo con l’albero sullo sfondo

Cominciamo proprio da questo campo, di sicuro il più famoso. Compare anche in tantissimi sfondi per desktop e il motivo è chiaro.

È bellissimo!

lavanda plateau di Valensole

Per fotografarlo senza gente, dovete arrivarci prima delle 7 del mattino. Al tramonto brulica di gente ed è davvero difficile realizzare uno scatto in solitaria. Resta comunque un’esperienza vedere i soggetti che si fanno fotografare con gli outfit più strani, dai vestiti da sposa al mantello di Superman.

lavanda plateau di Valensolelavanda plateau di Valensole

Dicono che se non ti fai una foto nella lavanda vestita di bianco, non sei nessuno. La storia del mio vestito bianco ve la racconto in un’altra sede.

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Questo campo si trova accanto alla distilleria Lavandes Angelvin, potete inserire direttamente il nome in Google Maps.

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Si trova lungo la D6 a circa 4,5 chilometri da Valensole, direzione Manosque.

Lavanda e girasoli: un mix meraviglioso

La strada da Puimoisson a Moustiers-Sainte-Marie è disseminata di campi di lavanda che si alternano a campi di girasoli. Abbiamo percorso due volte questa strada e merita davvero, non rimarrete delusi.

lavanda plateau di Valensolelavanda plateau di Valensole

In alternativa, oltrepassate di pochissimo il campo di lavanda vicino alla distilleria Lavandes Angelvin (potete anche lasciare la macchina al parcheggio della lavanda e proseguire a piedi direzione Manosque) e troverete il campo di girasoli.

Campi di lavanda a perdita d’occhio

Percorrete la D8 da Valensole in direzione Puimoisson. Fermatevi più o meno in zona Le Grand Logisson, dove c’è il bivio per Brunet. In realtà potreste fermarvi ovunque, qui i campi sono tutti spettacolari.

lavanda plateau di Valensolelavanda plateau di Valensolelavanda plateau di Valensolelavanda plateau di Valensolelavanda plateau di Valensolelavanda plateau di Valensole

L’effetto è quello dei filari (non so se si chiamino così) che salgono e scendono dalla collina. Strepitoso. Le foto (o almeno le mie foto) non rendono. La meraviglia davanti agli occhi.

Potete intravedere anche il tetto di una casa totalmente immerso nella lavanda, oltre a un albero meraviglioso.

lavanda plateau di Valensolelavanda plateau di Valensole

Le foto nella lavanda: consigli utili

I momenti migliori per fotografare la lavanda sono il mattino presto per non trovare troppa gente e il tramonto per la luce.

lavanda plateau di Valensolelavanda plateau di Valensole

Al tramonto si vede la luce che cambia, il sole che cala e crea uno spettacolo incredibile. Noi non siamo mai riusciti a catturare la palla infuocata che si abbassa, c’era sempre una cena da improvvisare e alle 20 siamo sempre rientrati a casa per cucinare o siamo andati fuori a mangiare.

Ma se i vostri figli hanno la pazienza di aspettare un’oretta in posizione fissi o se vi trovate in Provenza senza bambini, piazzatevi con macchina fotografica e cavalletto verso le 20.30 e restateci finché il sole non tramonta.

In alternativa, al mattino presto i campi di lavanda regalano un altro tipo di luce e soprattutto la garanzia di poche persone tra i piedi. Versione che io preferisco di gran lunga. Per presto intendo non oltre le 7.30 del mattino.

Foto nella lavanda: le api

Argomento api. Inutile negarlo, le api ci sono e sono tantissime. Nei campi di lavanda, se chiudete gli occhi sentirete solo il ronzio delle api accanto a voi. Noi siamo partiti con ogni genere di repellente e di post-puntura, non guasta mai. Solitamente le api intorno alla lavanda non pungono, nel senso che sono nel pieno di un buffet luculliano, se le lasciate stare non vi disturberanno. Ma essendo presenti ovunque, è probabile che vi entrino magari in macchina e che vi pungano quando meno ve l’aspettate (tratto da una storia vera). Ovviamente se siete allergici alle punture d’ape forse la fioritura della lavanda non è proprio il momento ideale per visitare la Provenza.

Foto nella lavanda: i bambini

Non vi racconterò la favoletta dei bambini in estasi davanti ai campi di lavanda. Eravamo in dieci, con sei bambini dai 4 agli 11 anni. Cinque femmine, un maschio a cui fregava molto di più della finale dei mondiali. Un campionario vario, insomma. Le frasi che sono uscite nei giorni in cui eravamo immersi nella lavanda sono state: che puzza, che schifo, ci sono le api, ho paura che mi pungano.

lavanda plateau di Valensole

Poi ci sono state anche le corse tra i filari, l’annusamento compulsivo (anche da parte di chi si lamentava della puzza) il desiderio di mettersi il vestito carino e farsi fare il servizio fotografico.

lavanda plateau di Valensolelavanda plateau di Valensolelavanda plateau di Valensolelavanda plateau di Valensolelavanda plateau di Valensole

Ma non ogni volta che scendevo dalla macchina per scattare una foto, ecco. Poterci rimanere qualche giorno in più garantisce un’esperienza più umana per tutti, senza forzatura.

lavanda plateau di Valensolelavanda plateau di Valensolelavanda plateau di Valensole

Se i bambini vogliono restare in piscina mentre le mamme vanno a fotografare la lavanda, il risultato è che sono tutti più felici e rilassati (tratto da una storia vera)

lavanda plateau di Valensole

Il profumo in effetti è intensissimo e può infastidire. Nei campi era piacevolissimo, accanto alle distillerie invece era insopportabile anche per la sottoscritta. Regolatevi di conseguenza.

p.s. per le foto di questo post nessun bambino è stato obbligato a pose plastiche, nessuno è stato forzato a indossare abiti degni di una sfilata di moda, nessuno è stato minacciato. Sembrerà un finale ironico, credetemi non lo è. Ho visto cose che voi umani…. tutto per uno scatto su Instagram. Ecco, anche no. La foto che preferisco di mia figlia è quella con il pacchetto di taralli in mano. Poco instagrammabile, il colore non si intona con la lavanda.

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