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Civita di Bagnoregio: l’incanto di un borgo da fiaba nella Tuscia viterbese

23 Mar 2018
Civita di Bagnoregio

Civita di Bagnoregio viene spesso definita come la città che muore.

Il riferimento non è solo allo svuotamento del borgo avvenuto nei decenni scorsi, ma all’erosione continua del colle di tufo, su cui il paese poggia, a causa delle piogge, del vento e dei due torrenti che scorrono alla base.

La storia di Civita è fatta di alti e bassi. Ricca e florida fin dai tempi degli etruschi, destinata a scomparire nel 1695 in seguito al crollo dell’unico collegamento con Bagnoregio. E poi di nuovo infiniti crolli dovuti ai tanti terremoti che hanno devastato l’Italia centrale nei secoli scorsi. Per tornare a un declino totale dopo la seconda guerra mondiale (quando il ponte in muratura fu fatto saltare dai tedeschi) e a una rinascita negli ultimissimi tempi grazie al turismo.

Un passato altalenante, un presente traballante e un futuro incerto. Sembra questo il destino di un posto bello da togliere il fiato. Sinceramente. A volte lo si dice un po’ a sproposito, ma in questo caso è la verità.

Civita di Bagnoregio

Un borgo a 443 m s.l.m., uno dei più belli d’Italia, in lizza per entrare a far parte dei beni patrimonio UNESCO. Nella speranza che possa sopravvivere per sempre.

Civita di Bagnoregio è uno di quei borghi che sembrano usciti da una fiaba. Talmente bello da sembrare surreale. Uno di quei luoghi magici che suscitano un sentimento di emozione travolgente. E i paragoni affiorano subito alla mente. Dalle Meteore in Grecia.

Fino ad arrivare a Mont Saint Michel, in Francia.

Che non c’entra apparentemente nulla ma è ugualmente magico, sfuggente, irreale. Raggiungibili entrambi con un ponte, unicamente a piedi Civita, con la navetta o la carrozza Mont Saint Michel. Diversa portata turistica, direi per fortuna, ma identico stupore.

Civita di Bagnoregio se ne sta sospesa in mezzo a una vallata di calanchi, mostrandosi fiera al visitatore che si avvicina e che si pone fin da subito in modalità “wow”.  Difficile che qualcuno possa rimanere indifferente davanti al suo fascino oggettivo, che ti fa dimenticare la fatica che si fa per raggiungerla.

Civita di BagnoregioCivita di BagnoregioCivita di Bagnoregio

Perché il ponte lungo 300 metri e sospeso in mezzo ai calanchi (per chi soffre di vertigini non proprio il massimo, va detto),  va percorso necessariamente a piedi. Dieci minuti di cammino in salita che si fanno sentire, soprattutto con bambini al seguito. Ma la vista sui calanchi (che a me hanno ricordato a tratti la Cappadocia) è talmente bella che intrattenere i più piccoli tra una foto e l’altra non è difficile.

Si supera Porta Santa Maria e si fa un tuffo indietro nel tempo.

Civita di BagnoregioCivita di BagnoregioCivita di Bagnoregio

L’assenza di auto, l’isolamento fisico dal resto del mondo che per un attimo ti fa sentire quasi sospeso tra le nuvole, le case in pietra, i balconcini da sogno da cui straripano fiori, i cortili e, alla fine di ogni via che si imbocca, una vista che lascia davvero senza fiato.

Civita di Bagnoregio

Civita è uno di quei posti che vedi in foto e decidi che lì ci devi andare.

E quanto più te la sudi e la rincorri, tanto più la apprezzi.

Civita di Bagnoregio: cosa vedere

Se siete di quelli che devono visitare ogni cosa dei luoghi dove vanno (ho presente il genere, ero così anch’io), troverete pane per i vostri denti anche a Civita. Noi abbiamo saltato il Museo Geologico e delle Frane (compreso nel biglietto di ingresso al borgo) perché volevamo goderci il borgo. L’assenza totale di auto lo rende perfetto da girare con i bambini che possono correre liberamente ovunque. La giornata era splendida, con un bel sole autunnale e il cielo blu. Di chiudermi in un museo non avevo voglia.

Ma se capitate da quelle parti in una giornata uggiosa, può essere una valida alternativa per conoscere meglio il terreno su cui poggia questa meraviglia.

Siamo invece entrati nella casa di Geppetto (le grotte etrusche), il vecchio frantoio usato come dimora del falegname nella serie RAI del 2009 dedicata al celebre burattino.

Civita di Bagnoregio Casa di GeppettoCivita di Bagnoregio Casa di GeppettoCivita di Bagnoregio Casa di GeppettoCivita di Bagnoregio Casa di GeppettoCivita di Bagnoregio Casa di Geppetto

Il custode è stato davvero gentilissimo, eravamo solo noi e ci ha raccontato tante cose su Civita. Ci siamo persi a parlare del passato e del futuro di questo borgo, di come il turismo abbia fatto bene a Civita, impedendole di morire definitivamente. Ora le case sono tutte belle, ben tenute e ristrutturate. Sono state salvate dall’abbandono, che sarebbe stato inevitabile. Certo ora si tratta di regolamentare il flusso, di preservare questo luogo. Una sfida altrettanto importante e difficile.

L’ingresso alla casa di Geppetto costa un 1 euro a persona. Nel mio taccuino magico dove mi segno tutto, ho dimenticato di scrivere se i bambini entrano gratis, ma mi sembra di sì. Se ci siete stati di recente e avete una memoria migliore della mia, scrivetemelo nei commenti, mi fareste un grande favore.

Per il resto Civita va girata, annusata, respirata, scoperta.

Civita di Bagnoregio Civita di Bagnoregio Civita di Bagnoregio

Angolo dopo angolo.

Magari inseguendo qualche gatto che si intrufola tra i vicoli e vi conduce, come una guida esperta, a uno scorcio esclusivo sui calanchi.

Civita di Bagnoregio Civita di Bagnoregio

Non arrivate a Civita con i minuti contati, godetevela, scattate foto con la reflex o il cellulare ma soprattutto con gli occhi.

Civita di Bagnoregio

Che restano l’attrezzatura fotografica migliore. Senza bisogno di batteria.

Civita di Bagnoregio: dove parcheggiare

A Civita le macchine non possono circolare. Bisogna lasciare l’auto al parcheggio in piazza Battaglini all’inizio di Bagnoregio, oppure al piazzale del Belvedere (poco prima di Civita). Entrambi i parcheggi sono a pagamento. Nel primo caso è possibile usufruire della navetta che, al costo di 1 euro, porta fino al piazzale del Belvedere, da cui Civita dista circa dieci minuti a piedi.

Noi abbiamo parcheggiato al piazzale del Belvedere. Il sistema di pagamento è, a mio avviso, poco comodo. Dovete infatti inserire le monete e decidere prima della visita quanto tempo resterete a Civita. Noi ci siamo dati un margine che sembrava ampio e invece non lo era affatto. Sarebbe stato molto più comodo il pagamento alla fine della visita, in modo da non dover fare le corse per evitare multe.

Civita di Bagnoregio: consigli utili

Tre ore da dedicare al borgo (museo escluso) possono essere sufficienti per fare il giro completo di tutte le viuzze fino ad arrivare al Belvedere di Peppone. Se però siete a ridosso dell’orario di pranzo, il consiglio è di calcolare almeno un’ora in più. Pranzare in uno dei tanti locali caratteristici è una gioia per gli occhi e per il palato. I prezzi non sono esorbitanti, considerata la location. Se avessimo avuto più tempo a disposizione ci saremmo fermati volentieri. Purtroppo, essendo arrivati la mattina verso le 10, avevamo il parcheggio in scadenza alle 13. Ci siamo arrangiati con cracker e merendine senza poterci fermare più a lungo. Per la cronaca, mi ispirava “Il forno di Agnese”, sia per il posto sia per le recensioni che avevo letto. Ma la scelta è davvero ampia.

Civita di Bagnoregio

Potendo, arrivare a Civita nel pomeriggio e rimanere fino al tramonto è sicuramente un’esperienza molto suggestiva. Le tinte pastello sui calanchi e la magia del borgo illuminato credo valgano il viaggio.

L’ingresso a Civita è a pagamento e regolamentato da orario (la biglietteria è aperta dalle 8 alle 20). Se volete godervi il borgo in totale solitudine, allora dovete pernottare proprio a Civita. Una delle cose che mi sono ripromessa di fare in futuro, l’esperienza dev’essere bellissima.

Esiste un servizio trasporto bagagli per chi alloggia nel borgo. Nel caso aveste necessità del trasporto (disabili o anziani) esiste un mezzo della Croce Rossa apposito. Il sabato e la domenica il servizio è già presente a Civita, in settimana va prenotato.

Il costo per accedere al borgo è di 3 euro nei giorni feriali e di 5 euro nei festivi. I bambini sotto i 6 anni non pagano. Con due adulti paganti, due bambini entrano gratis.

Sconsiglio vivamente il passeggino, volendo potete anche portarvelo ma la salita è davvero faticosa. Per i più piccoli che ancora non camminano, fascia o marsupio sono da preferirsi, a mio avviso.

Civita di Bagnoregio

Civita è la città di San Bonaventura, guarito da San Francesco e divenuto poi il suo più importante biografo. Vicino al parcheggio, si trova la grotta dove si dice che San Francesco guarì San Bonaventura da una terribile malattia. La grotta oggi prende proprio il nome di San Bonaventura ed è possibile visitarla. Che siate più o meno affascinati dalla storia di San Bonaventura e dalle vicende che lo legano al Patrono d’Italia, il punto dove si trova la grotta è sicuramente il più panoramico da cui immortalare Civita.

Civita di Bagnoregio

Il classico point of view mozzafiato, insomma.

Civita di Bagnoregio: gli eventi del borgo

Trovandomi sempre a Roma nelle vacanze di Natale, ho rincorso il presepe vivente di Civita per parecchi anni, senza mai riuscire ad andarci. Credo sia davvero meraviglioso, se vi capita non lasciatevelo sfuggire. Solitamente si svolge il 26 e 30 dicembre e l’1-6-7 gennaio. Ma le date cambiano a seconda di come cadono i giorni di festa.

La seconda domenica di settembre si svolge ogni anno il palio della Tonna, una gara di corsa a dorso d’asino. Un evento sicuramente unico nel suo genere che richiama parecchi visitatori.

 

 

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2 Comments

  • Reply Famiglia Cuoco 16 Mag 2018 at 1:37 pm

    E’ uno dei posti nella To Do List del periodo laziale, speriamo di farla a breve, sennò se ne parla per dopo l’estate!

  • Reply letiziadorinzi 16 Mag 2018 at 5:39 pm

    E’ bellissimo in ogni stagione secondo me! Noi ci siamo stati in autunno in una giornata di sole ed è stato spettacolare. Vorrei tornarci a Natale :)))

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