Il lago di Carezza in inverno una meraviglia di ghiaccio

Il ghiaccio.

Non so da quando sia nata la mia passione per le superfici ghiacciate. Credo risalga alla lettura di Pattini d’argento, uno dei miei libri preferiti da bambina. Prima o poi l’esperienza di pattinare lungo i canali in Olanda andrà fatta, il sogno se ne sta lì nel suo bel cassettino dedicato che non aspetta altro che una scardinatura.

Inseguendo la mia passione per i paesaggi alla Frozen, lo scorso fine settimana, di ritorno dalla splendida Val di Fassa, abbiamo fatto tappa al lago di Carezza (Karersee in tedesco), in Alto Adige.

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Il mese migliore per visitare il Lago di Carezza è giugno, quando l’acqua raggiunge il massimo livello e i colori sono spettacolari. Il verde smeraldo che appare all’improvviso tra gli alberi è un colpo d’occhio da effetto wow assicurato.

Ma … posso dirlo senza scadere nella banalità? Per me il lago di Carezza in inverno nella sua versione imbiancata è semplicemente meraviglioso. Oltre al fatto che la gente scarseggia, proprio perché “cosa c’è da vedere? E’ tutto bianco”.  E andare al di là dei soliti cliché è il modo migliore per esplorare, a volte in totale solitudine e in condizioni climatiche spettacolari, mete che vengono indicate come adatte solo in determinate stagioni.

Superato il passo di Costalunga… 

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…lasciamo la macchina nel parcheggio, gratuito in questa stagione (altro plus),  e scendiamo lungo il sentiero che porta alla passeggiata intorno al lago. O meglio alla distesa di ghiaccio e neve che ricopre il lago.

E a questo punto ci lasciamo stupire dalle montagne che fanno da cornice e che sembrano proteggere questo luogo spettacolare dichiarato monumento naturale.

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Si può scegliere se rimanere spaparanzati al sole sulla terrazza panoramica in pigra contemplazione o se percorrere il sentiero quasi totalmente pianeggiante che costeggia tutto il lago di Carezza (solo se siete muniti di scarpe idonee, alcuni pezzi sono all’ombra e quindi ghiacciati) o se fare entrambe le cose.

Questo ovviamente con o senza prole al seguito.

Lago di Carezza in inverno

Se poi si ha la fortuna di trovarsi in questo ambiente immacolato con dei bambini, i dintorni del lago si trasformeranno in un parco giochi en plein air da cui difficilmente riuscirete a portarli via. Ghiaccioli che pendono creando uno scenario stalattitico, cumuli di neve e ghiaccio dalle forme più disparate. Piume di indiano, spugne di mare, coralli. Ce n’è per tutti i gusti.

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Lago di Carezza in invernoLago di Carezza in invernoLago di Carezza in invernoLago di Carezza in inverno

E poi la leggenda di Ondina. La conoscete?

Lago di Carezza in inverno

E’ la storia che spiega anche il perché dei riflessi multicolore delle acque del lago che passano dal blu al verde, dal rosso al giallo, dall’indaco all’oro e che gli conferiscono il soprannome di Lago Arcobaleno.  Più intrigante di qualsiasi teoria scientifica.

C’era una volta una ninfa che viveva nel Lago di Carezza  e che con il suo canto deliziava tutti i viandanti che passavano da quelle parti diretti verso il passo di Costalunga. Un giorno anche lo stregone di Masaré ne rimase affascinato e si innamorò della ninfa che cercò di conquistare invano con ogni mezzo. Si vide allora costretto a chiedere aiuto alla strega Langwerda che gli consigliò di trasferirsi da venditore di gioielli, di stendere un arcobaleno dal Catinaccio al Latemar e di andare al lago per attirare Ondina. Fece come gli aveva ordinato la strega ma si dimenticò di travestirsi. La ninfa rimase meravigliata dall’arcobaleno e dalle gemme preziose ma quando vide il mago si spaventò e si immerse nelle acque del lago senza più uscirvi. Lo stregone, furente, strappò l’arcobaleno  e lo distrusse in mille pezzettini gettandolo nel lago che ancora oggi mostra tutti i colori dell’iride.

Ondina viene completamente sommersa quando l’acqua del lago raggiunge il massimo livello. In inverno invece è perfettamente visibile intrappolata nel ghiaccio da cui sembra uscire per mostrarsi ai passanti proprio come nella leggenda.

Lago di Carezza in invernoLago di Carezza in inverno

E così anche oggi metaforicamente ammalia con il suo canto immaginario i fortunati che si trovano nei paraggi e che non possono fare a meno di rimanere in silenziosa contemplazione dello scenario paesaggistico che solo le Dolomiti sanno regalare.

Non per niente stiamo parlando di un patrimonio UNESCO.

Perciò se siete da quelle parti fateci un pensierino. Ondina vi aspetta, anche solo per un saluto veloce. E per mostrarvi il suo regno incantato.

Lago di Carezza in inverno

Lago di Carezza in inverno

Lago di Carezza in inverno: informazioni utili

Il lago di Carezza (1534 m d’altitudine) si trova nella val d’Ega nel comune di Nova Levante a 25 chilometri da Bolzano. Il lago raggiunge la sua massima portata in tarda primavera quando la profondità si aggira intorno ai 13 m. In inverno il lago si ritira, si ricopre di ghiaccio e ha una massima profondità di 6 m.

Ho un ricordo lontanissimo con tanto di foto a testimoniarlo della sottoscritta in riva al lago. Oggi non è più possibile. Il lago è completamente recintato da una staccionata in legno ed esiste il divieto di scavalcare.

In estate sicuramente la regola è seguita alla lettera. Invece quando ci siamo stati noi qualche giorno fa, quasi tutti i visitatori presenti camminavano sul lago ghiacciato, alcuni addirittura ci scivolavano con il bob. Non spetta a me dire tra le pagine di questo blog come comportarsi. Ognuno si prenda le proprie responsabilità tenendo comunque ben presente che si tratta pur sempre di un lago ghiacciato e la sicurezza non è mai garantita al 100%. Nel caso, è sempre più prudente rimanere vicino alla riva ed eventualmente camminare nei punti in cui già altre persone sono passate.

Il lago di Carezza in inverno è l’escursione perfetta per prendersi una pausa dalle piste da sci. Fa bene agli adulti ma anche e soprattutto ai bambini passare qualche ora semplicemente a giocare con il ghiaccio o con la neve. Dal lago basta percorrere 12 chilometri e superare il passo di Costalunga (di per sé molto bello, vale assolutamente una sosta) per arrivare a Vigo di Fassa.

Una volta arrivati al lago, per chi desidera percorrere la passeggiata ad anello intorno alla distesa ghiacciata, il passeggino è vivamente sconsigliato non solo per il terreno disconnesso ma per la presenza di lastre di ghiaccio che potrebbero rivelarsi pericolose.

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