Heidiland: nel paese della pastorella

Heidi è da sempre un personaggio molto amato dai bambini. Ovviamente parlo della Heidi tradizionale, quella della versione originale con la sigla che faceva “Heidi, il tuo nido è sui monti” (lo so che avete letto cantando). Perché il cartone nuovo, per quanto mi riguarda, ha il sapore di un sacrilegio e lo bannerei da qualunque canale. La vera Heidi, quella dalla semplicità disarmante e dal cuore grande così, non può non suscitare simpatia. Perché a chi non piacerebbe correre sul prato a piedi nudi, bere latte appena munto, dormire guardando le stelle o ritrovarsi in inverno in una baita sommersa dalla neve con vista sulle montagne?

Heidi rappresenta la vera libertà, il ritorno alla semplicità, la ricerca di una felicità autentica che non ha bisogno di chissà quali sovrastrutture. Perché i panini bianchi morbidi di Francoforte sono buoni, ma il pane nero gustato tra le montagne ha il sapore della gioia completa. Perché si può essere veramente felici con poco.

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Una lezione che la piccola pastorella delle Alpi insegna a noi e ai nostri figli. Ed è forse questo il segreto del successo di questo personaggio, nato dalla penna di Johanna Spyri che si è liberamente ispirata al villaggio di Maienfeld. Siamo nel cuore di quella regione che oggi viene chiamata Heidiland, la terra di Heidi.

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Ed è tra le viuzze del paese, accanto alle fontane e nei prati verdissimi che da un momento all’altro ci si aspetta di vedere spuntare una bambina dalle guance paonazze e dal vestito rosa che corre a perdifiato.

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Attorno a Maienfeld ruota un mondo che di bucolico non ha nulla, fatto di pullman stracolmi di turisti che arrivano fin dal Giappone (dove la bambina svizzera è particolarmente adorata per via del cartone animato di tradizione nipponica) e che dedicano una tappa del loro Grand Tour dell’Europa proprio a questo paesino delle Alpi Svizzere. Roma, Firenze, Parigi, Venezia, Amsterdam, Londra e… Maienfeld. Una specie di pellegrinaggio, una tappa obbligata. A Maienfeld c’ero già stata col consorte anni fa, da fidanzati.  Occhioni dolci “dai, ti prego, mi porti nel paese di Heidi?” seguiti da sbuffi, un paio di parolacce e imprecazioni, non so se rivolte a me o alla povera pastorella. Ma alla fine aveva messo la freccia e avevamo imboccato l’uscita.

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Ci siamo tornati lo scorso dicembre, con tutta la famiglia. Consapevoli del fatto che la casa fosse chiusa. Perché ad andare in alcuni posti in bassa stagione ci si guadagna sempre. Soprattutto se si viaggia con i bambini. E’ questo che ho pensato svaccata seduta su una panca in legno, davanti a una fontana in pietra, sotto un cielo talmente terso da sembrare finto mentre inalavo aria pura di montagna, quella che quando ti entra nelle narici ti fa quasi male. Troppo pura, volenti o nolenti siamo gente di città, non ci siamo abituati.

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Nessuna fila in biglietteria, negozio di merchandising fortunatamente chiuso. Solo noi e le montagne. In perfetto e autentico stile Heidi. E no, non sarebbe stata la stessa cosa se attrazioni e negozi fossero stati aperti. Avremmo dovuto trovare un compromesso tra una bambola di Heidi a grandezza naturale o un peluche di Nebbia. Avremmo dovuto attendere pazientemente il nostro turno al tornello per entrare nella casa di Heidi. Che in fondo, anche sbirciando dalle finestre, si può immaginare com’è fatta.

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E invece ce la siamo goduta così, in modalità slow. Accarezzando le caprette nei recinti, immergendo le mani nella fontana gelida e correndo sui prati. Un’esperienza pastorella approved, insomma.

Coira Dicembre 2015 218Coira Dicembre 2015 232Coira Dicembre 2015 237Coira Dicembre 2015 239E sì, ci torneremo sicuramente nella stagione “giusta”. Ma solo per arrivare fino alla baita del nonno, quella che sta lassù tra i monti. Dove la folla mordi e fuggi dei pullman di certo non si spinge.

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INFORMAZIONI UTILI

A Maienfeld si ripercorrono tutti i luoghi della celebre pastorella, fino ad arrivare al villaggio di Heidi vero e proprio, Heididorf. Il sentiero che porta alla casa di Heidi è pianeggiante, in parte sterrato e in alcuni punti un po’ stretto, ma si può percorrere anche con il passeggino. Dalla casa di Heidi parte poi il sentiero verso l’Alpe (Ochsenberg, andata e ritorno circa tre ore con bambini al seguito). Si tratta di un sentiero di montagna vero e proprio, non adatto ai passeggini. Se siete con bimbi piccoli munitevi di zaino o fascia. Noi non l’abbiamo percorso, portare in spalla la piccola di casa non era un’opzione per la mia schiena. Ci toccherà proprio tornare.

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La casa di Heidi è aperta dal 15 marzo al 15 novembre, dalle 10 alle 17. Sono possibili aperture straordinarie su prenotazione, ma bisogna garantire un certo numero di presenze. Il costo combinato per casa di Heidi, baita di Heidi e museo Johanna Spyri è di 14,80 CHF per adulto e 4,90 CHF per bambino. Sotto i 4 anni gratuito. Per ulteriori informazioni consultate il sito

Se venire fin qui solo per vedere la casa di Heidi vi sembra uno spreco di tempo, tenete conto che praticamente di fronte a Maienfeld si trova Bad Ragaz, celebre stazione termale dove però i bambini sotto i 3 anni non sono ammessi. Un bene o un male, dipende dai punti di vista.

La bambina dalle guance paonazze sta tornando in auge come non mai anche grazie al film uscito da poco nelle sale cinematografiche. Se vi capita, non perdetevelo! Al di là della storia, ovviamente scontata e a prova di spoiler (perché che alla fine Clara si alza in piedi e cammina lo sapete tutti, no?) ma comunque piacevole, i paesaggi sono da urlo. Prima che rimaniate delusi nel non riconoscere i luoghi a Maienfeld, sappiate che il film non è stato girato qui ma nell’incontaminato Parco Naturale Beverin e in particolare nella zona intorno al laghetto alpino “Lai da Vons” nel comune di Sufers, tra Splügen e Bergün, nel Canton Grigioni. Una meta che ovviamente abbiamo inserito nella wish list.

Qualcuno si unisce?

Credits @myswitzerland
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4 pensieri su “Heidiland: nel paese della pastorella”

  1. Ecco il Blog Spunti per gite e vacanze e perché no anche per sognare…. Ci vediamo mercoledì Katja

  2. Cara Letizia, sono una lettrice appassionata del tuo emozionante blog. I tuoi consigli mi hanno già guidata per altre mete e ancora una volta ho bisogno di qualche tuo prezioso suggerimento. Vorrei portare i bambini a Maienfield ma non ho idea di come completare la vacanza soggiornando in qualche amena località di montagna in Svizzera o in Trentino da cui raggiungere la casa di Heidi solo per una escursione giornaliera. Siamo i soliti due più tre bambini che dalla lontana Puglia non ho mai portato in montagna oltre l’Abruzzo! Non ridere! Ancora grazie per tutti i tuoi articoli…Intanto una condivisione di preghiere e speranze che ci diano la forza di affrontare le terribili notizie di questi giorni sulle quali pesa il fitto buio dell’ignoranza a cui è stata condannata troppa parte della nostra umanità. Scusa lo sfogo ma non potevo evitare parlando con una persona di spessore cosmopolita come te…A presto

  3. Ciao Marianna, scusa il ritardo nel risponderti ma è stata una settimana molto intensa. Innanzi tutto grazie mille per le tue bellissime parole, mi fanno davvero commuovere. Anch’io come tutti sto vivendo con angoscia questo periodo, credo che davvero solo la preghiera possa salvarci. Non cavalco l’onda del “non diamogliela vinta”, la paura è un sentimento rispettabilissimo di cui non bisogna vergognarsi. Ho eliminato certe mete dalle possibili mete per i miei prossimi anni. Fossi sola sarebbe diverso, ma avere la responsabilità dei propri figli ci impone a essere più prudenti. Sarei dovuta essere in Francia ora, in Provenza all’inizio di uno splendido on the road in un paese che amo moltissimo. Ho dovuto rinunciare per altri motivi ma non ti nego che avrei intrapreso il viaggio con qualche timore. Non siamo al sicuro da nessuna parte, ma in certi posti dove il tessuto di disagio sociale è sicuramente più intricato le cose sono più difficili.
    Passando alla Svizzera, anch’o forse sarò lì tra qualche giorno. Guarda la Svizzera riserva tantissime chicche, ha solo un difetto. E’ cara come il fuoco. Si riesce a trovare qualche alloggio a prezzi accettabili ma sicuramente superiori ad altre destinazioni. In giornata arrivare a Maienfeld dal Trentino è un po’ dura. Puoi magari abbinarlo al Trenino rosso del Bernina se non l’hai mai fatto, magari alloggiando in zona Coira. Oppure Lucerna è molto carina. O ancora ci sono le cascate di Sciaffusa. Anche escursioni meno conosciute, come quella al Monte Pilatus, meritano. Insomma da vedere in Svizzera ce n’è, l’importante è riuscire a trovare un alloggio che sia abbordabile. Fammi sapere poi.
    Un abbraccione

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