Magico autunno in Baviera

Siamo tornati ieri sera e davanti agli occhi mi scorrono ancora in sequenza i paesaggi autunnali più incredibili che io abbia mai visto. Cieli blu come ormai se ne vedono di rado, un incendio di colori, il giallo che si mescola all’arancione, al verde e al marrone e qualche spennellata di bianco che decora la cima delle montagne.

imageUn quadro.

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E noi dentro.

A meravigliarci a ogni curva, con il naso incollato al finestrino. Un susseguirsi infinito di esclamazioni, di “Wow mamma guarda”, di “ci fermiamo a giocare con la neve?” ma anche di “Quanto manca? Mi scappa la pipì!”.

Sono stati giorni bellissimi e intensi, sotto ogni punto di vista.

Perché quando sei in viaggio è come osservare la vita con una lente di ingrandimento. Tutto sembra più bello, più fantasmagorico, più eccezionale, ma a volte anche più maledettamente complicato.

Non è filato tutto liscio, a noi non succede quasi mai. E’ una legge matematica, ogni volta che stiamo per metterci in viaggio qualcosa va storto.

Siamo partiti dubbiosi e titubanti.

Forse, se avessi avuto un figlio solo, avrei commesso l’errore fatale ma comprensibile di rimanere a casa.

Invece così, pur di non sostenere un paio di sguardi delusi, decidiamo di tentare la sorte e di partire comunque.

Con una figlia duenne zoppa e un referto di pronto soccorso a cui sai di non poter dare troppo peso.

Perché il riposo assoluto raccomandato con lei non è certo un’opzione.

E poi, quando le cose sembrano migliorare, ecco un virus gastrointestinale che colpisce nel cuore della notte.

Il viaggio di ritorno da affrontare con la stanchezza di chi ha dormito un paio d’ore scarse e una tappa nel mezzo che rimane in forse fino all’ultimo. Ma alla fine ci muniamo di sacchetti di plastica, un paio di asciugamani e decidiamo di fermarci comunque.

E, per non farci mancare niente, l’ultima sana della truppa comincia a lamentarsi per il mal di denti. Tachipirina e via.

Sì, forse a casa saremmo riusciti a tenere la piccola più ferma, magari inebetita davanti a un cartone sul divano.

Forse a casa il dentista ci avrebbe ricevuto prima e il mal di denti si sarebbe risolto con un giorno di anticipo.

Forse a casa avrei avuto un paio di cambi in più e non mi sarei preoccupata di non avere più mutande pulite per il piccolo malato.

Forse saremmo stati più tranquilli.

Anzi di sicuro.

Ma di certo non più felici.

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E non avrei potuto raccontarvi, per ora con le immagini ma presto a parole, questo.

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3 thoughts on “Magico autunno in Baviera”

  1. In questo periodo sono nostalgica… perché dopo un we in montagna cerco alberi dappertutto, persino in Piazza Duomo… e Milano inizia a starmi stretta perché sento dentro di aver necessità di vedere il cielo per intero!! Queste tue foto mi hanno portato in macchina con voi… che meraviglia che è l’autunno…
    Bravi davvero! per il divano c’è sempre tempo!!

  2. Grazie Ale!!! L’autunno è una stagione meravigliosa, ti stupisci dei colori delle foglie e quando il cielo è bluissimo e l’aria è tersa… Beh è uno spettacolo! Quando Milano ti sta stretta, dirigiti una trentina di chilometri a Nord che andiamo insieme nel Parco del Curone :)) un abbraccio grande

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