Un’Oasi nel Parco del Curone

Oggi avevo in mente di scrivere un post su tutt’altro ma le elucubrazioni notturne frutto dell’insonnia mi hanno ispirato un argomento diverso.

Sta per concludersi questa lunga estate-non estate, la prima da gestire con tre bimbi e il lavoro che, anche se part-time, rimane pur sempre un impegno che ti costringe a dover trovare una soluzione al problema fondamentale per ogni famiglia: dove piazzare i pargoli?

La piccola va al nido e almeno lei per un altro anno è sistemata. Per gli altri due c’è stato un susseguirsi di campi estivi più o meno validi e più o meno costosi.

Nell’attesa che ai massimi vertici si cominci a comprendere che il calendario scolastico deve essere necessariamente rivisitato perché 3 mesi di fila sono troppi da gestire (che poi in realtà sono pure di più, tra chiusure mense anticipate e riaperture posticipate e un fantastico primo giorno di scuola che cade magicamente di venerdì), bisogna cercare soluzioni alternative.

E al di là delle polemiche, il problema per le famiglie è evidente. Economicamente l’estate è un salasso. Perché solo per il mese di luglio io ho speso mooooolto di più di quello che ho guadagnato.

Alcuni genitori affidano i figli più piccoli ai fratelli maggiori, un po’ come si faceva una volta. Con la piccola differenza che vent’anni fa era la norma, oggi si è additati come incoscienti e magari si rischia pure una denuncia per abbandono di minori.

Ma non tutti possono permettersi di spendere certe cifre. Cifre che peraltro a volte sono davvero ingiustificate.

Ma non è proprio il caso del bellissimo luogo di cui sto per parlarvi.

image

image

L’ultima settimana prima della ripresa della scuola i bimbi più grandi la stanno trascorrendo all’Oasi di Galbusera Bianca, un luogo incantato a soli otto minuti di orologio da casa. Cronometrati. Eppure sembra di essere lontani anni luce. Solo percorrere la strada nei boschi per arrivarci è un modo meraviglioso per iniziare la giornata.

image

Pochissimi tornanti in mezzo ai prati che per un momento ci fanno pensare/sperare di essere chissà dove.

E poi quel cartello che a cinque chilometri da casa proprio non ti aspetti.

image

Perché se è vero che non viviamo in una grande città, siamo comunque circondati da case e palazzi e spesso dimentichiamo il contesto agricolo in cui siamo inseriti.

E se, per assurdo, qualcuno ci bendasse e ci portasse tra questi sentieri, una volta riaperti gli occhi potremmo per un momento pensare di essere, chessò, in un bosco del Trentino.

image

image

 

O tra le colline emiliane.

image

E invece siamo nel Parco di Montevecchia e della Valle del Curone, il nostro polmone verde dietro casa.

Un parco di cui difficilmente avrete sentito parlare se non vivete nei paraggi.

È il luogo in cui fuggiamo per andare a caccia di gnomi nel bosco.

image

E dove l’ometto di casa raccoglie legna. Perché noi non collezioniamo minuscole farfalle o microscopici francobolli, no, sarebbe troppo facile. Noi abbiamo un balcone stracolmo di bastoni, manco avessimo il camino.

Ed è qui che sorge questo meraviglioso borgo del ‘300 perfettamente restaurato che si chiama Oasi mica per caso. Oasi innanzi tutto perché è certificata come tale dal WWF.

image

Ma Oasi anche perché è un barlume di verde vero in mezzo a questa cementificazione. E Oasi soprattutto perché è un luogo prezioso per le famiglie brianzole e non soltanto in estate. Proposte domenicali per i bambini, laboratori di qualità per ravvivare con i colori del feltro e scaldare con la luce delle candele quei tristissimi e desolanti pomeriggi invernali di nebbia fitta che non offrono molte alternative valide a km 0.

Agriturismo Bio di charme, ristorante bio, tantissime attività e iniziative per grandi e piccoli…

image

image

… insomma un posto dove staccare davvero la spina e rigenerarsi. E non vediamo l’ora di tornare ad ammirarlo nello splendore del foliage autunnale, quando la valle si colorerà di mille tinte vivaci e ci aggireremo col cestino a fare incetta di ricci, castagne e ovviamente…. bastoni.

Per il momento mi crogiolo nel vedere bambini felici che, quando tornano a casa con le mani sporche di terra e un brilluccichio speciale negli occhi, raccontano storie di fate, folletti, alberi magici, compleanni di querce, ponti da costruire, patate da sbucciare, stoffe, nastri, tempere e lanterne.

image

E che questa estate-non estate abbia presto a finire…

p.s. nelle mie riflessioni notturne pensavo: ma non sarebbe bellissimo se invece dei vari bonus “primo secondo terzo quarto ecc ecc figlio” le mamme avessero cinque giorni di ferie in più per ogni pargolo? Un regalo post-parto fino, che ne so, al tredicesimo compleanno del bimbo. Sarebbe un risparmio notevole. E poi …un rapido calcolo: mi spetterebbero 15 giorni di ferie in più, tre settimane! Oddio sarebbe meraviglioso!

 

 

13 thoughts on “Un’Oasi nel Parco del Curone”

  1. Eh già! La Brianza quella che vorrei. Quella che chi non è brianzolo non conosce nè si aspetta!:)
    🙂
    Bel post è bello leggere dei posti che si amano!:)

Rispondi