Venezia con i bambini? Ni

Venezia e i bambini… Spesso si parla di questo binomio in termini assolutamente positivi. Una città bellissima da scoprire, affascinante, che sta stupire e che offre grandi attrattive per le famiglie, musei alla loro portata, i kids day (kids mica per niente eh, fra poco capirete) al Guggenheim, itinerari su misura eccetera eccetera… ma… boh… è proprio sempre così?

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Bisogna fare una distinzione tra bambini e bambini.

La lingua inglese in questo è decisamente avanti. Tre termini diversi per catalogare i nostri figli in base all’età: babies – toddlers – kids.

Viaggiare con un baby, un cucciolo d’uomo sotto l’anno, è una passeggiata. Se poi lo si allatta al seno ancora di più. Non serve niente, tetta e marsupio o fascia e via, il mondo non ha confini.

Se poi il bambino dorme e quindi si ha la mente ancora lucida, preparate la valigia e andate ovunque vi porti il cuore.

Anche viaggiare con i kids, bambini dai 3 anni in su, è facile. L’alimentazione non è più un problema, ammesso che mai lo sia stato. La curiosità e la voglia di scoprire smuovono anche il cucciolo più pigro. Il segreto sta nel giocare un po’ con la fantasia, nel non crearsi troppe aspettative (tipo una giornata al Louvre seguita da una cena a quattro portate in un ristorante chic, non lo tollererei nemmeno io), nel munirsi di un po’ di pazienza e nel saper tornare bambini. Lasciarsi stupire da uno scoiattolo che attraversa il vialetto in Hyde Park o divertirsi a giocare a nascondino tra le colonne di un tempio greco possono essere stratagemmi utili per combattere la stanchezza.

Bene, con questa premessa, va da sé che Venezia per babies e kids rappresenta la città dei sogni.

E così in effetti è stato per Matteo e Anna.

Calle in cui correre liberamente, ponti da attraversare, angoli da esplorare, piazze, anzi no…

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… campi in cui giocare (perché a Venezia l’unica piazza è piazza San Marco, le altre sono “campi”)…

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… e poi ancora piccioni da rincorrere, palazzi con prigioni e passaggi segreti…

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… niente macchine, traversata in gondola (rigorosamente pubblica) …

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… e addirittura “mamma che bello ci sono i lampioni rosa”!

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Insomma per farla breve un paradiso.

Tant’è che qui mi chiedono spesso quando ci torniamo.

Ma come la mettiamo con la categoria toddler, cioè quella che comprende approssimativamente i bimbi da 1 a 3 anni? Soprattutto se il toddler in questione non è un patatone che dove lo metti sta ma una peperina che non sta ferma nemmeno quando/se dorme?

Ecco in questo caso Venezia è una meta da incubo.

Però come sempre io non ragiono, vedo un’offerta Trenitalia a 9 euro proprio in concomitanza del nostro anniversario di matrimonio. La interpreto come un segno del destino, faccio sempre così, e prenoto.

La laguna ci attende. Evviva evviva!

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La piccola di casa cammina ormai da un mese abbondante ma il passeggino per farla dormire è obbligatorio visto che la sua irrefrenabile voglia di indipendenza la porta a snobbare il marsupio. Il passeggino dicevamo.

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E tutti quei ponti? Scema io a non pensarci, lo so.

Sono tornata dopo due giorni trascorsi a Venezia con un mal di schiena allucinante.

E ancora… vuoi non prendere un battello? Certo, peccato che la piccola lo consideri come una sorta di trampolino e voglia continuamente tuffarsi in acqua.

Vabbé la mia è particolarmente scatenata e ha una forza sovrumana, non sono solo io a dirlo.

E poi tutta quella gente.

Ma va? Venezia è piena di turisti??? E davvero ci sono giapponesi che ti bloccano la strada per cinque minuti per fotografare il bastoncino di un ghiacciolo caduto per terra e che ti costringono a stare con il passeggino in mano sospeso a mezz’aria maledicendo loro e le loro reflex??? Roba da non credere!

Su, non infierite. E’ che pensi che a fine agosto siano ancora tutti al mare o in montagna, mica in giro a visitare città d’arte.

Un po’ di pace l’abbiamo trovata a Murano, dove, quanto meno, non c’era tutta quella ressa.

Comunque quest’esperienza estenuante mi ha fatto riflettere. Pienamente d’accordo sul viaggiare con i bambini anche piccolissimi, anzi soprattutto piccolissimi, ma usando un po’ di sale in zucca e selezionando la meta con più criterio.

Per il bene di tutti quanti.

Che mi serva da lezione!

p.s. Domani è l’anniversario in questione. Festeggiamenti statici e tranquilli, nonostante sia la prima decade. Ho un anno in più, la cervicale non reggerebbe uno sforzo simile.

 

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