Bellagio, perla del Lario

Fiumelatte un post tutto per sé se lo merita. E lo avrà, glielo devo. Ogni volta che passiamo da quelle parti, i bimbi dormono e da noi il sonno è raro per cui sacro, non va interrotto per nessun motivo al mondo. Nemmeno per ammirare un’attrazione conosciuta forse più all’estero che da noi. Già mi sembra di immaginare il trafiletto di una Lonely planet o di una Rough Guide dove si indica questa sosta come imperdibile. E noi, anzi no mi correggo, IO la snobbo.

E man mano che ci avviciniamo mio marito comincia a vantarsi delle sue avventure da ragazzo, di quando ci veniva con il padre, di quando faceva la traversata del lago da Onno a Mandello a nuoto sempre con quel pazzo di mio suocero. La scenetta è più o meno questa: io sorrido, sarcastica. Lui incalza, infastidito “Guarda che vengono anche dall’Olanda a vedere questo torrente e tu ci ridi sopra”. E io rispondo “Ma dai, esagerato, dall’Olanda addirittura”. Per poi notare una macchina con la targa gialla e la sigla NL parcheggiata davanti alla cosiddetta attrazione.

E a quel punto mi arrendo di fronte all’evidenza. A Fiumelatte ci andrò, lo giuro. Voi intanto pazientate vi prego, resistete alla tentazione di googlare per capire di che cosa sto parlando.

Lasciamo Fiumelatte e arriviamo alla meta, Varenna. Perla di quel ramo del lago di Como

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Una manciata di case colorate, vicoli da borgo di pescatori, ville nascoste da una rigogliosa vegetazione e un castello imponente che domina dall’alto. Il castello di Vezio, dove ogni tanto ci divertiamo ad ammirare gli spettacoli di falconeria.

E poi lui, il vero protagonista, il lago.

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Non un lago qualsiasi, addirittura il lago più bello del mondo secondo una classifica stilata dall’Huffington post.

Queste classifiche, si sa, lasciano un po’ il tempo che trovano, ma intanto tutti le leggono, prendono nota e decidono che in quel posto lì non si può proprio non andare.

Ed ecco spiegato il motivo per cui a Varenna siamo praticamente quasi gli unici italiani a prendere il traghetto per compiere la “traversata” che ci porterà a Bellagio.

La regina indiscussa del Lario si colloca geograficamente in quella sorta di penisola che sta nel punto di congiunzione dei due rami del lago, quello di Como, quello hollywoodiano di George Clooney per intenderci, e quello di Lecco, di gran lunga meno blasonato.

Saliamo a bordo, la piccola di casa è super eccitata per la sua prima volta in barca.

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All’andata splende il sole, al ritorno le nuvole sono cariche di pioggia ma in entrambi i casi il lago si mostra in tutto il suo innegabile splendore.

E col cielo grigio si ha quasi l’impressione di essere a bordo dell’Hurtigruten in un fiordo di un paese lontano….

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Dopo una ventina di minuti arriviamo a destinazione. Sbarchiamo e accanto a noi sfilano Porsche e Ferrari rigorosamente straniere.

Non sembra di essere in Italia.

Anzi a dirla tutta non sembra nemmeno di essere in Lombardia, una regione che nell’immaginario collettivo viene associata alla produzione industriale, ai mobilifici, al grigiore della pianura padana, alla nebbia e alle zanzare e che invece, nonostante i suoi mille difetti, sa regalare ancora luoghi speciali di cui innamorarsi.

Ed eccoci qui a un’oretta da casa, ad ammirare un borgo meraviglioso fatto di viuzze strette che sembrano caruggi, scorci suggestivi, case colorate, scalinate con vista sul lago, negozi caratteristici e atmosfera assolutamente internazionale.

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Bellagio è un po’ la nostra Venezia, il luogo struggente e romantico dove si va da fidanzati a fare una passeggiata al chiaro di luna e magari a concedersi una cena in un ristorante un po’ chic.

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Ecco… scordiamoci tutto questo.

Con i bambini ovviamente Bellagio acquista tutto un altro sapore e si trasforma in un parco giochi en plein air dove inseguirsi, imboccare stradine strette, nascondersi, contare i gradini di una scalinata, correre a perdifiato, entrare in negozi meravigliosi dove “ti prego non toccare niente” e gustare una granita che, a sorpresa, costa meno che a casa.

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E soprattutto Bellagio diventa il luogo dove sfatare i pregiudizi di un’esterofila incallita come la sottoscritta.

Che se non varca almeno un confine non riesce a dire di essere in vacanza.

Che se non ha bisogno di un passaporto non può definirsi propriamente in viaggio.

E se non percorre almeno un tot di chilometri è difficile che trovi qualcosa che meriti davvero di essere visitato.

Viaggiare con i bambini è un po’ anche questo, recuperare una dimensione “slow”  dell’andare a zonzo e riscoprire (nel mio caso scoprire di sana pianta) i luoghi che ci circondano.

Perché a pensarci bene se vengono dall’America per vederli forse forse forse un motivo ci sarà….

CONSIGLI UTILI

Si può raggiungere Bellagio in macchina ma trovare parcheggio è una sfida. Si può scegliere quindi di arrivarci in traghetto.

E, soluzione ancor più intelligente, di raggiungere Varenna in treno e lasciare direttamente a casa l’auto. Perché la coda che troverete al ritorno vi farà passare la voglia di tornarci una seconda volta.

Esiste l’offerta Girolario che consente di raggiungere le località principali in treno e di navigare liberamente per il lago. Sicuramente la sfrutteremo per scoprire altre mete imperdibili del nostro Lario.

Prezzi : adulti 15 euro e bambini (4-14 non compiuti) 10 euro. La sola tratta Varenna-Bellagio a/r costa 9,20 euro per gli adulti e 4,60 per i bambini. Calcolando quindi che il biglietto del treno è compreso e che si può navigare liberamente, l’offerta è sicuramente vantaggiosa.

Bellagio è notoriamente piuttosto cara, perciò se viaggiate in famiglia e volete contenere le spese portatevi acqua e snack da casa.

Però l’ottima granita a un euro devo dire che ci ha piacevolmente sorpresi.

Con i bambini è consigliabile visitare prima il borgo e poi dirigersi nel bellissimo parco dove rinfrescarsi all’ombra di piante secolari.

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Un’altalena, qualche dondolo ma soprattutto un bellissimo prato fiorito e alberi giganteschi su cui arrampicarsi che faranno la gioia di qualunque bambino.

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Per concludere, Bellagio è stata premiata per il quinto anno consecutivo con le 5 vele, riconoscimento promosso da Legambiente e da Touring Club.

Perché il lago è un po’ il nostro mare quindi mi raccomando, non dimenticate il costume da bagno!

13 thoughts on “Bellagio, perla del Lario”

  1. Letto! Mi hai fatto venir voglia di tornare a Como!!!! Anche se ho un rapporto amore-odio per quella città da quando mi hanno bocciata a un esame al conservatorio. Ma è successo nella notte dei tempi, direi che è giunta l’ora di fare pace!

  2. che belli questi meravigliosi angoli di Italia! Brava, bravissima Letizia diamogli risalto, facciamoli conoscere. Io per prima non conoscevo Bellagio e quando sarà il momento mi fermerò volentieri

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