#NeVadoFiero

E’ passato un po’ di tempo ma questo è un post che richiede attenzione, che va digerito, riletto, rivisto.

Perché è molto personale e dice tanto di chi sono, perciò le parole vanno soppesate e curate.

Ricevo con piacere e con gratitudine il testimone di Francesca, una viaggiatrice vera che ha un bellissimo blog che fa sognare. Con lei ti viene voglia di prendere lo zaino, infilarci due magliette, imbarcarti sul primo aereo e partire per l’India anche con tre bambini piccoli al seguito.

Il tema del post è #NeVadoFiero

Tre motivi per cui sono orgogliosa di me, della mia vita, di quello che faccio in questo momento. Un modo per fermarsi un attimo a riflettere, per guardarsi dentro, anche per farsi un esame di coscienza ed eventualmente capire l’esatto contrario, cioè che cosa c’è da cambiare.

Ma questo ovviamente non ve lo dico.

La prima cosa di cui vado fiera è sicuramente la mia famiglia.

Banalità. Sì, forse. Ma non è poi così scontato.

Io sono figlia unica non per scelta dei miei genitori. Mia mamma ha sempre avuto importanti problemi di salute perciò una gravidanza era il massimo che le potesse essere concesso. Da piccola non ho mai sentito il peso di non avere fratelli e sorelle. Amavo molto giocare da sola, chiudermi in camera e inventarmi mille storie infinite. E poi c’erano le amiche con cui ho passato momenti indimenticabili.

Però in fondo, magari anche solo a livello inconscio, un tassello che mancava c’è sempre stato. La mia migliore amica si ricorda benissimo di quando, convintissima, dicevo di avere una sorella gemella che viveva in America e che da grande sarei dovuta andare a cercarla.

E ho sempre affermato che avrei voluto tanti figli, 9 per la precisione. Uno per anno, addirittura!

Quando sono cresciuta e mi sono trovata ad affrontare situazioni familiari poco piacevoli ho cominciato a realizzare che un giorno sarei stata sola.

L’ultimo episodio un paio di anni fa. Setticemia. Coma. Mi sono sentita dire quella frase che di solito ascolti con totale indifferenza guardando una puntata di Grey’s Anatomy spaparanzata sul divano. “Per sua madre le successive 48 ore sono decisive”. In quei momenti il cervello ti scoppia, vorresti qualcuno che capisse fino in fondo quello che stai provando e che ti aiutasse a portare quel fardello. Qualcuno con cui riguardare le foto di quando eri bambina, quelle in cui la mamma ti coccolava e ti stritolava di baci.

Certo le amiche sono state fondamentali. Mi hanno offerto la famosa spalla su cui piangere e che purtroppo mi troverò a dover sfruttare di nuovo a breve. Si sono occupate dei miei bambini mentre io, per ironia della sorte, in quelle stesse 48 ore ero ricoverata nello stesso ospedale per un raschiamento. Tutto alla fine si è concluso meglio del previsto ma, col ventre svuotato, sono tornata a casa giurando che ci avrei riprovato e che avrei dato un altro fratello ai miei figli.

Forse un domani si ignoreranno, forse i mille sacrifici e le notti insonni non saranno serviti a nulla ma io potrò dire di aver fatto di tutto per assicurarmi che non rimanessero soli in questo mondo.

Perciò sì, questa è una cosa di cui vado fiera. E potrei concludere qui.

Ma l’elenco non sarebbe completo perciò procediamo con la seconda cosa che mi rende orgogliosa.

I miei sogni. L’entusiasmo con cui mi butto in un progetto, l’irrazionalità con cui mi cimento in qualcosa che davvero mi piace.

Qualche anno fa mi sono buttata anima e corpo nel canto. Migliaia di workshop, stage, seminari, tutti a Roma. Un weekend sì e uno no partivo col treno serale dopo il lavoro e ritornavo la domenica notte per presentarmi direttamente in ufficio il lunedì mattina.

Ho speso tanti soldi. Qualcuno potrebbe dire “buttato via”.

Ma per me non è così.

Sono andata nel backstage di musical famosi, ho condiviso esperienze indimenticabili con alcuni miei compagni di avventure che ce l’hanno fatta. Ho instaurato legami profondi che, nonostante non ci si veda mai, permangono nel tempo. Ho cantato in un locale di Roma insieme a un gruppo di pazzi scatenati, ho conosciuto una vocal coach di Broadway, una donna splendida che mi ha insegnato e dato tanto.

Sono andata a vedere un musical dove sul palco cantava un mio amico. Immaginate l’emozione che si prova in quel momento.

Attimi di gioia pura, autentica, impagabile.

Certo ora quei soldi mi avrebbero fatto comodo, le spese con tre figli sono tante.

Ma non avrei vissuto quei momenti e mi sarebbe rimasto il rimpianto e l’amaro in bocca.

Perché i sogni sono il motore della nostra vita e vanno inseguiti, coccolati, assecondati.

Concludo questo papiro con la terza cosa che mi rende fiera.

Questo blog.

Nato a scopo, diciamo, terapeutico e così mettiamo a tacere tutte le malelingue che mi incontrano e dicono “certo che ne hai di tempo da perdere con tre figli e un lavoro”. La terza figlia è insonne, dorme a singhiozzi e se mi alzo dal letto si sveglia. Il primo era uguale con la differenza che si svegliava pure al minimo rumore. Non potevo nemmeno leggere un libro. E mi arrabbiavo, terribilmente.

Ora invece appena lei dorme mi metto al pc, al suo fianco.

Scrivere mi è sempre piaciuto, lo trovo rilassante e mi dà enormi soddisfazioni.

E poi i blog sono una ventata d’aria fresca. Non sono una nerd ma con tre figli la vita sociale è ridotta al minimo. Ovvio che preferirei sorseggiare un cappuccino seduta in un bar con un’amica, tranquilla a fare quattro chiacchiere. Ma se questo non è possibile, ce lo prendiamo virtuale, quel cappuccino.

Dai blog ho avuto tanto. Supporto, scambio di idee, suggerimenti.

Vorrei nel mio piccolo fare lo stesso. E riuscire a viaggiare di più, virtualmente ma anche concretamente.

In questi 5 mesi ho ricevuto tanto. Numeri irrisori per le grandi blogger ma che per me hanno un significato profondo. Perché di quei 307 like, che valgono e non valgono, almeno 200 sono di persone che non conosco realmente, alcune delle quali non so nemmeno come siano capitate sulla mia pagina.

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E le ringrazio per il supporto, i messaggi e i complimenti.

Fanno bene al cuore.

No, sempre per le solite malelingue, non si guadagna nulla. Ma se ne esce comunque molto arricchiti, umanamente parlando.

Perciò….. GRAZIE!

Le blogger a cui avrei passato volentieri il testimone sono già state nominate. Ci sarebbe la mia guru, ma lei sta sull’Olimpo e non mi sento degna di scomodarla.

Nomino allora una blogger appena nata, anche lei tre figli, viaggia in camper con la sua famiglia. Vai Daniela, buttati!

18 pensieri su “#NeVadoFiero”

  1. metto “mi piace” anche se sono di famiglia… vale lo stesso? infondo non ci si vede mai… brava Leti, sappi che ti ammiro e ti leggo…nella speranza di imparare qualcosa. continua così!!! anna

  2. Io ti rispondo dicendoti che non vedo l’ora di conoscerti davvero e di abbracciarti forte, forte!! Post bellissimo in cui mi ritrovo in pieno..anche io sto digerendo, perché mettersi così a nudo, non è facile!!
    Grazie Leti!!

  3. Ma grazie Ale mi fai commuovere!!!!!! Non è per niente facile scrivere di sè, mi ci è voluto un mese!!!!!
    Anch’io non vedo l’ora di conoscerti dal vivo, ce la faremo presto me lo sento, non siamo lontane!!!!!
    Un abbraccio grande

  4. Come farei a sognare quei posti meravigliosi che forse non vedro’ mai se tu non li racconti!!! continua cosi’ che a me servono in quei momenti che tu sai….!!!! oserei dire che sei come la cioccolata “indispensabile nei momenti giusti
    !!!!”

  5. io rispondo qui ora in maniera ufficiale, dopo aver già risposto su fb ma in maniera frettolosa. Sono onorata del passaggio di testimone. Come dici tu, qs post richiede un po’ di tempo perché prima è necessaria un po’ di introspezione. Ne farò un po’ magari mentre macino kilometri seduta accanto al primo autista…e appena sarò pronta ve lo regalerò. Vedo tanti nomi in queste risposte…sicuramente di grandi blogger con tanta esperienza. Mi piacerebbe conoscervi, chiedervi consigli, incontrarvi…se nel frattempo volete venire voi a trovare me, “casa mia” è una casa con le ruote, presso “due per tre fa cinque”……grazie Leti dell’opportunità, a presto!

  6. Ciao Lety. Ne è passato di tempo.
    Mi ha fatto piacere ritrovarti e vedere che non sei cambiata, che sei rimasta ancora solare e dolce come allora, che la vita non ti ha resa “ruvida”.
    Tanti complimenti per la tua famiglia e per questo blog, ci si sente accolti, scaldati, accompagnati.
    Ti mando un grande “in bocca al lupo” e un abbraccio.

  7. Ma Simo che bello ritrovarti qui!!! Ne è passato sì di tempo, eccome. Tu come stai? Dai teniamoci in contatto, sarebbe bello riuscire a rivedersi. Grazie per i complimenti, mi sto divertendo molto a scrivere in questo mio spazio. Un abbraccio gigante anche a te! Ah e ovviamente buon anno! Lety

  8. semplicemete ti adoro!!! ti conosco passando da Francesca …il suo blog ha anche osptitato una intervista con me e un mio racconto sullo scambio casa …e visto che sono in attesa del mio 3 figlio, che il mio blogghino ora sonnecchiante è stata la mia terapia da rientro a lavoro e visto il mio amore per i viaggi…sono qui a leggere te! grazie!!!

  9. Eh ma grazie a te!!!! Allora vado a sbirciare. Sei capitata nel posto giusto, questo è il luogo di terapia delle trismamme, me compresa. Vedrai sarà una bellissima avventura e ti godrai il terzo pargolo come non mai!!! Tienimi aggiornata, ci conto. Un abbraccio

  10. Sono approdata da poco sul tuo blog e sulla tua pagina Instagram. Inizialmente mi interessava il fatto che siete in cinque, che i tuoi figli hanno quasi la stessa differenza di età che hanno i miei…però ora che ho letto questo post di motivi ce ne sono altri, un’affinità con quello che scrivi, con quello che hai vissuto (bimbi insonni, raschiamenti, scrivere terapeutico…).
    Io sono una blogger da molto tempo, non professionista, solo per passatempo, prima il food, poi un blog a scopo terapeutico in cui scrivo quello che mi passa per la testa e infine ora ho aperto un blog sui nostri viaggi, su quello che ci è piaciuto e quello che non ci è piaciuto, l’ho fatto perché i miei figli stavano dando per scontato il viaggiare (c’è chi da per scontato i giochi, loro lo fanno coi viaggi). Ho voluto cercare di risvegliare qualcosa e mi sa che ci sto riuscendo.
    Vabbè piccola divagazione…
    Comunque tutto questo per dirti che sono Eleonora e che ti seguirò spesso!

  11. Uh Eleonora che bello quando si trovano persone così affini. Mi sono venuti i brividi. Adesso vado a sbirciarti anch’io. Sto riflettendo molto su questa cosa del dare per scontato il viaggio. Mi ci ritrovo totalmente. Da una parte il desiderio di mostrare loro il mondo, di non restare chiusi nel proprio cantuccio, dall’altra la volontà di far capire che non tutto è scontato. E che forse qualche parte di mondo è giusto che se la sudino e la sognino per bene, per poi realizzare il sogno. Quando, come e se vorranno. Un frullatore di pensieri, come vedi. Felice di avere qualcuno con cui condividere il frullatore.
    E divaga pure, io sono la regina delle divagazioni.
    Un abbraccio forte

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