Le scimmie in Alsazia? Mais oui, bien sûr!

In questo periodo ho voglia di Francia.

Io sono così, la voglia mi assale all’improvviso. Basta un quadro, una figura o una guida particolarmente accattivante come questa.

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Ho voglia di tuffarmi di nuovo nelle acque color smeraldo delle Gole del Verdon, di visitare i castelli della Loira, di fare un salto a Mont Saint Michel, di girare a zonzo per il quartiere di Montmartre, di perdermi tra i canali di Annecy, di nuotare nel mare cristallino di Porquerolles o di gustare una crêpe veloce su una spiaggia bretone.

La Francia è stupenda ed è meravigliosamente vicina.

Amo anche la Germania, una terra a cui sono particolarmente legata per l’indimenticabile anno di Erasmus e per i frequenti viaggi di mio padre in Foresta Nera.

Va da sé che non posso non amare l’Alsazia.

Una terra bella, anzi bellissima, e per questo continuamente contesa. E’ un intreccio di due culture così diverse tra loro ma che qui trovano una perfetta fusione.

Una regione che non smette di stupire, che regala scorci da cartolina ad ogni angolo e che sa affascinare sia in versione estiva che invernale.

Tre o quattro giorni sono sufficienti per innamorarsene e per decidere che sì, è proprio il caso di tornarci.

In cinque ore di macchina ci si lascia alle spalle il grigiore padano per tuffarsi nelle viuzze di case a graticcio…

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… assaporare una Flammkuchen a Strasburgo….

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….fare un giro tra i canali di Colmar e comprare una decorazione natalizia anche in pieno agosto a Riquewihr.

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L’Alsazia si presta perfettamente come meta finale o come tappa intermedia per chi è diretto su su su, a Nord.  E’ ideale come cornice per una vacanza romantica a due o come ambientazione di un viaggio in cinque che di romantico non ha nulla ma che è di gran lunga più divertente.

Partiamo all’alba sperando che tutti dormano.

Speranza vana.

Al Gottardo si reclama già la colazione, nonostante fuori sia ancora buio pesto. Breve sosta e si riparte. Ma i bimbi scalpitano, sono stufi di stare in macchina. Una vuole ascoltare le canzoni, l’altro gli audiolibri. La terza lasciamo perdere.

L’idea iniziale era di arrivare all’appartamento prenotato in un paesino poco fuori Strasburgo, scaricare i bagagli e fare subito un giro in città.

Ma capiamo che non è aria.

Bisogna trovare un’alternativa, qualcosa che li stupisca a tal punto da dimenticare la stanchezza. Del resto chi viaggia con i bambini deve per forza avere un piano di emergenza e noi siamo preparatissimi.

La Montagne des Singes (letteralmente “montagna delle scimmie”) a Kintzheim è quello che ci vuole.

E’ un parco speciale, immerso in un fitto bosco dove vivono in semilibertà tantissime scimmie, più precisamente magots, ovvero macachi.

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E l’esperienza è indimenticabile, per i bambini ma non solo. L’entusiasmo è alle stelle. Il biglietto vale tutta la giornata. Noi arriviamo in tarda mattinata ma, vista la grande gioia negli occhi dei piccoli di casa, decidiamo di rientrare dopo la chiusura di mezzogiorno e di goderci nel frattempo il primo picnic della stagione.

A grande richiesta, non appena riaprono i cancelli, siamo i primi a entrare.

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Immaginate scimmie ovunque, piccole, grandi, alcune schive altre esibizioniste. Sono tantissime, non si possono toccare, bisogna mantenersi a una certa distanza ma si può provare l’ebbrezza di dar loro da mangiare. E allora i piccoli stendono dapprima timidamente la manina per offrire i popcorn ricevuti all’ingresso. Poi una volta presa confidenza, i macachi non hanno più pace, devono a tutti i costi ingozzarsi e ovviamente anche il popcorn dato a noi grandi viene sequestrato!

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Attenzione però. Una controindicazione c’è. All’interno del parco non si può correre ed è quindi una lotta riuscire a frenare l’entusiasmo dei bambini che vorrebbero schizzare da una parte all’altra come mine impazzite.

Questo è solo l’inizio del nostro mini-viaggio in Alsazia, ma è già un preludio entusiasmante… uno di quelli che ti obbliga a dover rispondere alla più bella domanda del mondo.

Mamma è fantastico! Quand’è che ci torniamo?”

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