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Rasiglia, il borgo incantato sull’acqua

Rasiglia è un borgo incantato, sembra di essere quasi sospesi in un luogo senza tempo. Di essere stati catapultati all’improvviso in un’epoca che ormai non c’è più.

Pochissimi abitanti,  meno di 40. Il mormorio dell’acqua come sottofondo musicale per tutta la visita. Mulini, canali, una vasca enorme come piazza, un po’ come a Bagno Vignoni. l’unica differenza è che questo borgo è ancora poco conosciuto.

Rasiglia con bambiniRasiglia con bambiniRasiglia con bambiniRasiglia con bambini

Le signore anziane sono in posizione, accomodate sulle loro sedie per strada e salutano e commentano quando passi. Si mettono a ridere quando vedono correre una bambina a torso nudo, completamente bagnata per aver voluto verificare la profondità di un canale [tratto da una storia vera].

Rasiglia con bambiniRasiglia con bambini

Rasiglia è uno di quei piccoli borghi del Centro Italia che tanto mi ricordano il mio paese di origine.

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La fioritura della lenticchia a Castelluccio

Per ammirare la fioritura della lenticchia a Castelluccio bisogna prepararsi a fare molta strada.

E la metafora della strada è di quelle super inflazionate, siamo tutti d’accordo. Però è tra le più efficaci. Perché è un po’ come la vita,  a volte fa dei giri assurdi, raramente fila dritta e senza intoppi come un’autostrada a tre corsie in bassa stagione. Capita che il buio attanagli a mo’ di tunnel del Gottardo. Sei a metà e ti vien voglia di tornare indietro. Ma quando meno te lo aspetti, ecco che vedi un bagliore minuscolo in lontananza. Che poi subito dopo ci possa essere un’altra galleria è un dettaglio.

La strada, dicevamo.

La fioritura della lenticchia a Castelluccio

Quella che porta a Castelluccio non è proprio uno scherzo. Devi essere motivato per decidere di affrontarla. Dal mio paesello nelle Marche la meravigliosa piana dista “soltanto” 60 chilometri . Ma ragionare in chilometri ti frega. Un po’ come pensare alla temperatura reale e a quella percepita. E infatti ci vuole molto più di un’ora per percorrere quella strada tortuosa che più tortuosa non si può. Cellulare che non prende e curve che si susseguono sinuose senza tregua, non ti danno nemmeno il tempo di cambiare marcia.  Osservi l’equipaggio dallo specchietto e scorgi volti che tendono al verdognolo. Prepari i sacchetti per ogni evenienza e procedi ancora più lentamente, finestrini abbassati e sguardo fisso al contachilometri.

Ma quanto manca?

Le cose belle te le devi sudare, altrimenti non c’è gusto. Continuiamo a salire finché non ci imbattiamo in un gregge di pecore messe in riga da cagnoloni bianchi che sembrano usciti dal set di Belle e Sébastien. In effetti per un attimo sembra di stare proprio lassù,  tra i Pirenei. L’aria tersa di montagna c’è tutta.

La fioritura della lenticchia a Castelluccio

Le pecore fanno il resto. Il pastore ci invita a scendere dalla macchina, insiste perché i bambini prendano in braccio il suo cucciolo. E intanto ne approfitta per raccontare la sua vita.

La fioritura della lenticchia a CastelluccioLa fioritura della lenticchia a Castelluccio

Un frammento di viaggio che sembra un cortometraggio tra il bucolico e l’assurdo. L’uomo parla delle sue origini, del suo paese lontano, la Romania. Poi infarcisce la storia con i dettagli da soap opera. La moglie, sorpresa a letto con un altro, l’ha mollato fregandogli tutti i soldi. E il figlio ha scelto di stare dalla parte della madre. E così lui ha fatto fagotto e se n’è andato per stabilirsi qui, da solo, in mezzo al nulla. Con le sue pecore e i suoi cani, perché loro, può star sicuro, non lo tradiranno mai.

Risaliamo a fatica in auto e dopo una manciata di curve, così, all’improvviso, sbuca la piana. Il paesaggio è surreale, sembra di essere fuori dal mondo, in un’altra dimensione.

La fioritura della lenticchia a CastelluccioLa fioritura della lenticchia a Castelluccio

Il paese di Castelluccio arroccato sulla collina che si affaccia come un balcone sull’altopiano.

La fioritura della lenticchia a Castelluccio

Siamo a quasi 1500 metri di altitudine, in provincia di Perugia ma al confine con le Marche, nel cuore del Parco nazionale dei monti Sibillini. Un luogo poco conosciuto che il turismo di massa non ha ancora scoperto.  E forse non scoprirà mai. Perché per apprezzare questi posti ci vuole un pizzico di fatica e tanta volontà di allontanarsi dalle piste più battute, dalle spiagge o dalle città d’arte prese d’assalto.

Del resto siamo nel cuore dell’Italia. E, come ogni cuore che si rispetti, anche questo se ne sta ben nascosto e protetto tra le montagne. Com’è giusto che sia.

La fioritura della lenticchia a Castelluccio

© Gabriele Baglioni
© Gabriele Baglioni
© Gabriele Baglioni
© Gabriele Baglioni

La piana di Castelluccio è stata definita il Tibet italiano. Non so se questo paragone di tutto rispetto regga o meno, il Tibet originale non l’ho mai visto. Ma il colpo d’occhio da queste parti è di quelli che non si dimenticano. Garantito.

L’altopiano va ammirato nel periodo della fioritura della lenticchia, uno spettacolo imperdibile. Guardare per credere.

La fioritura della lenticchia a CastelluccioLa fioritura della lenticchia a CastelluccioLa fioritura della lenticchia a CastelluccioLa fioritura della lenticchia a CastelluccioLa fioritura della lenticchia a Castelluccio

La fioritura della lenticchia a CastelluccioLa fioritura della lenticchia a Castelluccio

© Gabriele Baglioni
© Gabriele Baglioni

Chi non ha proprio l’opportunità di capitarci a inizio luglio non si disperi. Perché per catturare al meglio l’anima di questo angolo dimenticato – o forse particolarmente amato – da Dio, bisogna tornarci in bassa stagione, quando si ha la sensazione di essere stati davvero catapultati su un altro pianeta. Quando tra le viuzze del paese con le tipiche scritte sui muri non circola anima viva.

© Gabriele Baglioni
© Gabriele Baglioni
© Gabriele Baglioni
© Gabriele Baglioni
© Gabriele Baglioni
© Gabriele Baglioni

Quando seduti al  tavolo di una trattoria a gustare una fetta di torta con ricotta e alchermes sarete circondati, alla peggio, solo da una manciata di persone. Mi rimane un sogno. Arrivarci con la neve che qui cade abbondantissima, lasciando il paese praticamente disabitato.  Chissà che il prossimo inverno non sia quello buono, per approdare in questo Tibet innevato.

A “soli” 60 chilometri da casa.

La fioritura della lenticchia a Castelluccio: informazioni utili

Di sicuro il periodo in cui la piana è presa d’assalto è quello della fioritura della lenticchia di Castelluccio che comincia a fine maggio e si protrae fino a metà luglio. Se consultate i vari siti dedicati, vedrete che non esiste una settimana “giusta”, dipende dagli anni, dalle temperature, dalle precipitazioni e da un milione di fattori. In breve da Madre Natura che, per fortuna, da queste parti ancora comanda.  Anche i colori non sono uguali tutti gli anni, le sfumature possono variare, l’esperienza è sempre nuova anche per i fortunati habitués che vivono da quelle parti. Quando si sparge la voce che la settimana di massimo splendore della fioritura della lenticchia è iniziata, l’altopiano viene invaso nei fine settimana rendendo la visita poco bucolica. Se potete, andateci in settimana. Noi ci siamo capitati di lunedì, quindi comunque a ridosso del weekend, e la situazione era davvero molto gestibile. Prendetevi tutto il tempo per ammirare lo spettacolo, per scattare un milione di fotografie, per contemplare il paesaggio.

E i bambini in tutto questo? Credetemi, i piccoli rimarranno estasiati dalla meraviglia, dal correre a perdifiato nei prati, dall’arrampicarsi sulle balle di fieno. Un vero e proprio  parco giochi en plein air a loro completa disposizione. Preparatevi a rispondere a mille domande e a documentarvi per non farvi cogliere impreparati. Chi sa come si raccoglie la lenticchia alzi la mano!

La fioritura della lenticchia a CastelluccioLa fioritura della lenticchia a Castelluccio

Un’ultima indicazione forse superflua ma doverosa: rispettate religiosamente i cartelli che indicano le zone non calpestabili. La fioritura della lenticchia a Castelluccio è bella, bellissima. Ma anche le lenticchie IGP di Castelluccio, sono ottime, a mio modesto parere le migliori. E i coltivatori ci campano su questo legume. Tra uno scatto e un piatto di lenticchie stufate credo sia superfluo dire che cosa sia meglio scegliere.

Buona fioritura!