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Monteriggioni e il fascino medievale

Come quando la nebbia si dissipa,
lo sguardo a poco a poco raffigura
ciò che cela ’l vapor che l’aere stipa,

così forando l’aura grossa e scura,
più e più appressando ver’ la sponda,
fuggiemi errore e cresciemi paura;

però che come su la cerchia tonda
Montereggion di torri si corona,
così la proda che ’l pozzo circonda

torreggiavan di mezza la persona
li orribili giganti, cui minaccia
Giove del cielo ancora quando tuona.

(Divina Commedia, Inferno Canto XXXI)

Del fascino indiscusso di Monteriggioni parla già Dante nella Divina Commedia. Sul perché citi le splendide mura di questa meravigliosa cittadina perfettamente conservata proprio nel suo Inferno e non in Paradiso insieme alla bella Beatrice è stato scritto molto. Perché in effetti Monteriggioni ha un fascino unico, dei tanti borghi toscani che ho visitato negli anni è forse il mio preferito.

Monteriggioni e il fascino medievale

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San Galgano e la leggenda della spada nella roccia

La nebbia non troppo fitta, ben diversa da quella che non ti fa vedere a un palmo di naso. Una foschia grigiastra che dona un aspetto misterioso e quel tocco di fascino gothic. Avrei voluto visitare San Galgano con la nebbiolina di novembre. Per immaginare storie di cavalieri e crociati, per mettermi in ascolto del silenzio suggestivo tra le mura della chiesa.

E invece sono approdata in questo posto misterioso in una meravigliosa giornata autunnale, con un cielo blu e le foglie giallissime.

Un tripudio di colori primari che ha reso l’atmosfera decisamente piacevole ma non certo gloomy come avrei desiderato.

Perché per un attimo avrei voluto illudermi di trovarmi a Fountains Abbey, patrimonio UNESCO nel North Yorkshire. E il paragone, vi assicuro, regge.

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Terme in Toscana con i bambini. Più o meno.

Sognavo i giardini di Sissi, quelli del parco di Castel Trauttmansdorff a Merano, in Alto Adige. Poi ho visto una foto su Pinterest e mi sono detta: “no, qui ci devo andare per forza”.

E lì ci sono andata, o meglio non proprio, ma l’intento era quello.

La meta erano le vasche termali all’aperto dei Bagni San Filippo. Se non le conoscete, cercatele in rete e vi basterà una foto per innamorarvene. Praticamente una Pamukkale in terra italica. Se siete stati nella Pamukkale originale, in Turchia, sapete di cosa parlo.

Giornate autunnali ancora miti, sole, terme. Questo era il programma su cui tutto il weekend verteva.

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