Archivi categoria: Slow travel

Terme in Toscana con i bambini. Più o meno.

Sognavo i giardini di Sissi, quelli del parco di Castel Trauttmansdorff a Merano, in Alto Adige. Poi ho visto una foto su Pinterest e mi sono detta: “no, qui ci devo andare per forza”.

E lì ci sono andata, o meglio non proprio, ma l’intento era quello.

La meta erano le vasche termali all’aperto dei Bagni San Filippo. Se non le conoscete, cercatele in rete e vi basterà una foto per innamorarvene. Praticamente una Pamukkale in terra italica. Se siete stati nella Pamukkale originale, in Turchia, sapete di cosa parlo.

Giornate autunnali ancora miti, sole, terme. Questo era il programma su cui tutto il weekend verteva.

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La festa dell’alpeggio a Chiareggio in Valmalenco: bambini felici tra mucche e marmotte

Una curva che si sussegue rapidamente all’altra non lasciandoci nemmeno il tempo di cambiare marcia. Si sale sempre di più, le orecchie si tappano, segno che stiamo davvero arrivando in montagna.

Un ruscello che scorre, il ghiacciaio che, dall’alto, ci osserva e ci ricorda, se mai ce ne fosse bisogno, quanto ci manca la neve.

Chiareggio 558

Una manciata di case in legno, profumo di bosco umido misto a funghi. Un rumore di campanacci dapprima ovattato poi sempre più cristallino e assordante.

Chiareggio 699

Mucche ovunque tenute a bada da bambini che, per l’occasione, indossano gli abiti tradizionali.

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La casa dei nonni, un paradiso nel fermano.

Un rientro affrettato dalla mia fiaba, un groviglio di emozioni, persone speciali che sono entrate a far parte della mia vita, anzi di più, della mia famiglia.

Perché nulla avviene per caso, ne sono convinta. È un principio che vale sia nella buona che nella cattiva sorte.

Perfino le sfighe che si susseguono incessantemente, che non ti lasciano un attimo di tregua per risalire in superficie e fare il pieno di ossigeno. Le lacrime che si versano, le fitte al cuore, gli attimi di panico… tutto fa parte di un piano che non ci è sempre dato di capire. Ma quello che so per certo è che il detto “ciò che non uccide fortifica” andrebbe scolpito nella pietra all’ingresso di ogni casa.

Che fa sempre comodo ricordarselo.

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