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Fiera di San Gaetano a Rogoredo: un grande evento per i bambini

Siamo reduci dalla nostra visita annuale alla Fiera di San Gaetano a Rogoredo, frazione di Casatenovo, nel cuore della Brianza.

È un evento a cui partecipiamo tutti gli anni e che per noi ha un sapore un po’ particolare. Segna l’inizio dell’estate perché è il luogo di incontro per salutare gli amici, augurarsi buon viaggio e decidere quando rivedersi al rientro.

È il posto in cui gustare specialità non solo brianzole ma di tutta Italia, come cannoli siciliani o arrosticini abruzzesi. Tanto se siete stati bravi per la prova costume, siete già pronti, uno sgarro è concesso. Se invece, come la sottoscritta, del costume ve ne frega poco o niente, non sarà certo un cartoccio di mondeghini a fare la differenza.

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Val Trebbia con bambini: un angolo di mare nel fiume

Nella nostra continua ricerca di posti insoliti e diversi dalle mete scaccia-afa più conosciute, mi sono imbattuta nella Val Trebbia.

Mi si è accesa una piccola lampadina nel cervello, una di quelle che rimandano ai banchi delle elementari. Trebbia, ovvero fiume, ovvero affluente della riva destra del Po insieme a Tanaro, Scrivia e Secchia. Ce li ricordiamo tutti, basta frugare un pochino in fondo ai cassetti della memoria.

La Val Trebbia è la valle creata dal fiume omonimo che, con le sue anse, ha contribuito a creare insenature davvero molto suggestive in cui i colori, in alcuni punti, sembrano quasi caraibici.

Val Trebbia con bambiniVal Trebbia con bambiniVal Trebbia con bambini

Quando il fiume si allarga crea delle pozze dove l’acqua non è fredda e in cui è davvero piacevole fare il bagno. Un’alternativa valida al mare, a una giornata in spiaggia tra il caos di mille ombrelloni e al vociare che sovrasta il mormorio delle onde.

Abbiamo scelto di testare la Val Trebbia con bambini per vedere se è davvero il paradiso a un’ora da Milano che tutti decantano.

Val Trebbia con bambini

Ecco com’è andata.

Val Trebbia con bambini: la nostra esperienza

Innanzi tutto chiariamo subito una cosa, perché certi slogan che fanno tanto figo sono facilmente confutabili. La Val Trebbia non è a un’ora da Milano, a meno che non consideriate il casello della A1, da cui comunque Google Maps calcola un’ora e 20 di viaggio. Da Milano città dovete calcolare un’ora e 40 circa, tanto per essere cristallini come le acque del fiume.

Val Trebbia con bambini

Il Trebbia è un fiume molto lungo, la zona più bella quindi non è troppo circoscritta e merita sicuramente un’esplorazione più approfondita. Noi siamo riusciti a fermarci soltanto un giorno e abbiamo deciso di vivere la Val Trebbia in modalità bambini piccoli. Dopo esserci un pochino informati, abbiamo optato per la spiaggetta attrezzata che si trova subito dopo Bobbio, borgo Bandiera Arancione davvero incantevole con il ponte Gobbo che da solo vale una sosta.

Val Trebbia con bambini

La zona dove ci siamo fermati è la spiaggetta Berlina Beach, la trovate dopo qualche curva sulla destra.

Rispetto ad altre pozze o anse che sono totalmente sprovviste di servizi, qui ci sono in ordine di importanza: un’altalena, il furgoncino che vende gelati, piadine e panini e un paio di tavoli con panche all’ombra.

Un refrigerio da non sottovalutare se, come noi, prevedete una giornata balneare.  Se arrivate al mattino presto potete parcheggiare praticamente a ridosso della spiaggia. In caso contrario, potete lasciare l’auto nelle due piazzole che troverete prima di scendere a piedi verso il fiume.

Posizionatevi nel punto che vi sembra più adatto alle vostre esigenze e al vostro nucleo familiare. Noi abbiamo tarato la giornata in base alle necessità della più piccola di casa, quindi abbiamo scelto lo spazio con la sabbia e mai scelta fu più congeniale.

Val Trebbia con bambiniVal Trebbia con bambiniVal Trebbia con bambiniVal Trebbia con bambini

La zona del fiume antistante al furgoncino dei gelati è molto tranquilla, l’acqua non è certo fredda come la nostra amata Val di Mello o la Val Vertova e l’esperienza è di quelle che più si avvicinano al mare.

Val Trebbia con bambini

Ci sono diverse rocce da cui tuffarsi, per la gioia dei bambini più grandi che sono rimasti praticamente a mollo per tutta la giornata, cosa assolutamente non fattibile per esempio in Val Verzasca.

Val Trebbia con bambiniVal Trebbia con bambiniVal Trebbia con bambiniVal Trebbia con bambiniVal Trebbia con bambiniVal Trebbia con bambiniVal Trebbia con bambini

Nei punti in cui si fa il bagno, l’acqua è molto tranquilla ma si tratta comunque sempre di un fiume perciò prestate un pizzico di attenzione in più alla corrente. Si consiglia di portare le scarpette acquatiche per entrare in acqua, i sassi potrebbero dare fastidio ai bambini.

Una precisazione: il paragone con le Maldive che ho letto da molte parti è acchiappa-like, sempre se alle Maldive ci siete stati davvero. L’acqua però è veramente molto pulita e limpida, i colori sono belli, tendono al verde e si ha l’impressione di essere comunque in un paradiso selvaggio, senza fronzoli, senza musica a palla e senza ressa. Praticamente l’unica idea di weekend o vacanza che al momento concepisco.

Val Trebbia con bambini

Val Trebbia con bambini: consigli per un itinerario più completo

Come ho già scritto, la nostra esperienza in Val Trebbia con bambini è durata soltanto un giorno ma ci siamo ripromessi di tornare per esplorare la zona con più calma. Per arrivare fino a Brugnello per tuffarci nella spiaggia della Chiesetta, da molti ritenuta la più bella, e per salire in alto in modo da ammirare questo imponente e meraviglioso canyon da una prospettiva unica.

Se intanto volete cominciare a farvi un’idea, ecco l’itinerario di Daniela di Due Per Tre Fa Cinque, spesso nostra compagna di merende. Lei è rimasta due giorni in zona  con il camper (ma in auto vale lo stesso discorso) e ha potuto testare diverse spiagge.

Se avessi dovuto scegliere un luogo dove pernottare, probabilmente avrei optato per Bobbio, davvero molto suggestivo anche alla sera. Un borgo che assolutamente vale una sosta.

p.s. So che la Val Trebbia si trova in Emilia Romagna, una regione che il mare ce l’ha eccome, ma è una zona comunque vicina alla Lombardia per cui la inglobiamo a pieno titolo nelle nostre mete #nonabbiamoilmare. Se conoscete altri paradisi simili, avete voglia di aggiungerli nei commenti?

Val Trebbia con bambini

Che le esplorazioni continuino!

L’Orrido di Bellano, un canyon in riva al lago

Quando circolano in rete parole famose che descrivono l’imponenza e la maestosità dell’Orrido di Bellano, direi che non vale la pena misurarsi con chi è decisamente più in gamba. Mi faccio da parte e inizio con una citazione.

In luglio a Bellano fa un caldo della malora. L’aria è densa di umidità e il cielo una cappa di afa. Eppure l’acqua che scorre rombando tra le rocce dell’Orrido è capace di tagliare in due il respiro, perché è fredda gelata, certo, ma anche perché nelle viscere della roccia il fiume cattura da sempre i segreti, le passioni, gli imbrogli, le bugie e le verità che poi vorrebbe correre a disperdere nel lago….

Questo è l’incipit de “Di Ilde ce n’è una sola“, un celebre romanzo di Andrea Vitali, scrittore nativo proprio di Bellano.

In realtà, arrivando dalla Brianza schiacciata tra montagne e pianura, a Bellano si sta quasi bene. Anche in un giorno torrido di luglio. L’aria è simil-fresca, il cielo è terso, l’atmosfera è vacanziera.

Orrido di Bellano con bambini

Per noi che abitiamo a meno di un’ora di distanza, Bellano e tutta la costa di quel famoso ramo del Lago di Como è un po’ la nostra riviera, la valvola di sfogo nelle domeniche afose quando si ha voglia di rinfrescarsi con un tuffo ma non si ha la forza di affrontare la coda dei pendolari dalla Liguria.

La nostra meta, prima di spiaggiarci al lido, è l’Orrido di Bellano, un monumento naturale considerato uno dei canyon più spaventosi d’Italia.

Orrido di Bellano con bambini

E non si tratta di un’esagerazione.  Vi risparmio i dettagli sulla formazione geologica perché non è una questione così semplice come potrebbe sembrare. Sul pannello illustrativo all’ingresso, infatti, si dice che ciò che viene riportato in tutti i libri, e cioè che l’Orrido di Bellano sia stato scavato lentamente dal fiume Pioverna, non corrisponde totalmente a verità. Entra in gioco anche la DGPV, ovvero la deformazione gravitativa profonda di versante, un fenomeno franoso. Quello che conta è che l’insieme di diversi fenomeni geologici ha dato vita  15 milioni di anni fa a questo spettacolare canyon, dove le acque del fiume Pioverna hanno modellato gigantesche marmitte e grotte.

L’Orrido di Bellano: come in una giungla

Una volta acquistato il biglietto di ingresso, si salgono le scale che conducono all’Orrido di Bellano vero e proprio. Non pronunciate mentalmente delusi un “tutto qui?” perché ammetto che all’inizio potreste pensare a una fregatura.

Orrido di Bellano con bambini

Si supera una passerella in ferro abbastanza fatiscente, lasciandosi alle spalle la cosiddetta Casa del Diavolo (giusto per rendere l’atmosfera ancora più paurosa), fino ad arrivare all’ingresso dell’Orrido di Bellano vero e proprio.

Orrido di Bellano con bambiniOrrido di Bellano con bambiniOrrido di Bellano con bambini

Seguite la passerella che costeggia la roccia e, se non soffrite di vertigini, guardate verso il basso. Sembra di essere in una giungla. Il verde smeraldo delle acque, il fragore delle cascate, davvero assordante, la vegetazione rigogliosa, a tratti selvaggia. E la luce che penetra nelle rocce, sempre diversa in base al momento della giornata, crea riflessi particolari e suggestivi.

 

Orrido di Bellano con bambiniOrrido di Bellano con bambini

Orrido di Bellano con bambiniOrrido di Bellano con bambini

È come essere da tutt’altra parte del mondo, non nell’Orrido che unisce la Val Muggiasca al Lago di Como. Il fatto che il luogo sia molto frequentato da stranieri, soprattutto in estate, crea ancora di più la sensazione di essere approdati in una foresta chissà dove.

Seguite tutta la passerella, il percorso è molto breve. Salite le scale in pietra e seguite il sentiero fino ad arrivare allo sbarramento oltre il quale non si può più procedere. E poi riscendete per lasciarvi suggestionare ancora una volta dall’imponenza di questo luogo.

Orrido di Bellano con bambiniOrrido di Bellano con bambiniOrrido di Bellano con bambini

Le immagini parlano da sole.

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L’Orrido di Bellano: info utili per visitarlo con bambini

Cercate parcheggio dove potete. In settimana riuscirete a trovarlo abbastanza facilmente, altrimenti faticherete un pochino. I parcheggi sono quasi tutti a pagamento oppure con disco orario (e i vigili passano spessissimo). Una soluzione valida per evitare il traffico domenicale potrebbe essere il battello. A questo link trovate le informazioni sugli orari e i costi (esiste l’offerta Happy Family per i nuclei familiari). Esiste anche la possibilità di combinare treno e battello con l’opzione Girolario.  A questo link trovate informazioni più dettagliate a riguardo.

Una volta arrivati a Bellano, in auto, in treno o in battello, entrate nelle viuzze del centro storico pedonale fino a raggiungere la piazzetta San Giorgio (dove si può anche parcheggiare, ma bisogna avere fortuna). Lasciate la chiesa sulla sinistra e percorrete la scalinata fino a raggiungere una porta nel muro. L’ingresso all’Orrido di Bellano non è ben segnalato, ma è davvero impossibile sbagliare. Entrando, sulla destra troverete subito la biglietteria. Il costo è di Euro 3,50 per bambini dai 6 ai 12 anni, 4 Euro per gli adulti. Fino ai 5 anni l’ingresso è gratuito. La visita di per sé è molto breve, calcolate anche meno di mezz’ora a seconda di quanto vorrete fermarvi lungo il percorso.

Se soffrite di vertigini, lasciate stare ed evitate la visita. Parlo per esperienza. Noi ci siamo andati tre volte e mio marito che ne soffre non è mai riuscito a oltrepassare il primo ponte. Lo stesso dicasi per mia figlia, che è arrivata fino in fondo ma tremante e spesso in braccio.

Orrido di Bellano con bambini

Prestate attenzione ai bambini piccoli, la visita non è pericolosa se si segue il percorso ma ovviamente bisogna avere quel pizzico di prudenza in più.

Lasciate il passeggino all’ingresso e munitevi di fascia o marsupio se arrivate all’Orrido di Bellano con bambini molto piccoli. Il percorso è davvero stretto in alcuni punti e ci sono delle scale. Inoltre, nei momenti di maggior afflusso, potrebbe capitare di trovare visitatori che tornano indietro ed è difficile passare contemporaneamente nei due sensi di marcia.

Orrido di Bellano con bambini

L’Orrido di Bellano è aperto tutto l’anno, con orari variabili in base alla stagione. Li potete consultare a questo sito.

All’ingresso c’è un piccolo chiosco che vende bibite e gelati ma non è sempre aperto.

L’Orrido di Bellano: i dintorni

La visita all’Orrido di Bellano, come ho già detto, non dura molto quindi vale la pena abbinarla ad altre mete per una gita o per un weekend. A seconda del tempo a disposizione, potete scegliere se trascorrere il resto della giornata al lago, nella spiaggia libera di Bellano oppure nello stabilimento con piscina dove si possono noleggiare sdraio e ombrelloni (ingresso 6 Euro, noleggio ombrellone e due sdraio 20 Euro).

Orrido di Bellano con bambini

In alternativa potete prendere il battello e arrivare a Varenna o a Bellagio, la perla del Lario. 

Bellissimo anche il castello di Vezio, il classico abbinamento alla visita all’Orrido di Bellano. Ci siamo stati qualche anno fa in una giornata non particolarmente limpida e i bambini chiedono spesso di tornarci per assistere allo spettacolo di falconeria. Il luogo è davvero molto suggestivo di per sé, i rapaci sono la cosiddetta ciliegina sulla torta che rendono la meta accattivante quando si viaggia con i bambini. Consultate gli orari che variano settimanalmente a questo sito. 

Per chi mi segue su Instagram, sto usando molto spesso l’hashtag #nonabbiamoilmare da abbinare proprio a tutte quelle località lombarde dove è possibile fare il bagno, trovare refrigerio pur non disponendo del Mediterraneo. Questo post rientra a pieno diritto in questa categoria, così come la Val di Mello, le pozze di Erve, la Val Vertova e tantissime altre località. E se le mappassimo in modo da creare un meraviglioso database da fare invidia a chi vive sul mare? Ecco, magari invidia proprio no, ma ci siamo capiti. Allora vi aspetto su Instagram e sui social.

È vero, #nonabbiamoilmare ma un modo per sopravvivere all’afa lo troviamo sempre.