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Premana rivive l’antico: il sapore dei bei tempi che furono

24 Settembre 2018
Premana rivive l'antico

I gesti antichi, quelli lenti ma allo stesso tempo curati a mo’ di rituale prezioso. I giochi di una volta, che poi – in fondo in fondo – sarebbero anche quelli di oggi. Perché nella semplicità a volte si nasconde l’indispensabile, quello che a noi manca.

Premana rivive l'antico

Che è un po’ il principio per cui un bambino si diverte di più con le mollette per i panni, un cestino pieno di stoffe o i coperchi presi dal cassetto che con un gioco di ultima generazione.

Siamo alla costante e incessante ricerca della felicità, che sembra esserci stata sottratta come per incantesimo da parte di un mago malvagio che ha oscurato le nostre menti, irrigidito i nostri gesti, indurito il nostro cuore.

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Il famoso “si stava meglio quando si stava peggio” che a volte fa sorridere, in realtà, se ci si sofferma un attimo a riflettere, nasconde una verità disarmante. Una sorta di desiderio di tornare a quando era tutto più semplice, più gestibile. Quando ti fidavi del vicino, si giocava per strada e non c’erano caramelle degli sconosciuti da cui difendersi.

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I racconti toccanti da Libro Cuore li conosciamo tutti. Li abbiamo ascoltati magari fino all’ossessione pendendo dalle labbra dei nostri nonni fino ad arrivare a quell’età in cui li abbiamo zittiti con uno sbuffo. Eppure, adesso, tutto questo ci manca terribilmente.

Una nostalgia a tratti struggente che ci fa rimpiangere i bei tempi che furono. I sapori intensi, genuini. Di quando l’uovo era davvero giallo e il latte era schiumoso.

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I profumi forti, uno schiaffo all’olfatto ormai anestetizzato. La paglia, il legno, l’erba. Tutti odori che un tempo erano la quotidianità e che oggi cerchiamo nelle spa. Non credo sia un caso.

La saggezza contadina, quella disarmante nella sua semplicità. Frutto dell’esperienza maturata a ogni ruga, più ne hai più ne sai. Un po’ come con i cerchi dei tronchi.

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Siamo partiti alla ricerca di tutto questo a Premana, per crogiolarci in quel mondo di altri tempi. Così faticoso e allo stesso tempo così eroico nella sua semplicità.

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Per un giorno siamo tornati ai tempi della Casa nella Prateria o dell’Albero degli Zoccoli. La vecchia scuola, le anziane che lavorano a maglia, il fabbro, il panettiere.

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Abbiamo ammirato da spettatori con gli occhi a cuore quello che per i nostri nonni e bisnonni era la quotidianità. Quella rassicurante di gesti ripetuti e di certezze scolpite nella pietra. O, per le anime irrequiete, quella da cui fuggire. Ma questa è tutta un’altra storia.

Non so dirvi se alla fine si stava davvero meglio quando si stava peggio. Quando i panni andavi a lavarli al fiume o al lavatoio e te li riportavi in spalla. Con la cervicale come la mettiamo?

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Quello che so è che è importante avere radici profonde, altrimenti è un attimo che ti sradichi. E la vita rurale che fa parte del nostro DNA merita di essere ricordata. E celebrata.

Premana rivive l’antico: il paese delle forbici

Forse avrete già sentito parlare del paese di Premana anche se non siete di questa zona o comunque lombardi. Perché qui ha sede il distretto delle forbici e degli articoli da taglio, un’eccellenza tutta italiana con tanto di marchio di qualità. La produzione di forbici in questa valle affonda le radici addirittura nel XIII secolo, grazie alla presenza di vene di siderite. L’industria siderurgica si è sviluppata conferendo al borgo un’importanza strategica in tutte le epoche storiche. Arrivando ai giorni nostri, nel distretto di Premana viene prodotto più del 90% delle forbici e degli articoli da taglio del Belpaese. Ed è notevole anche l’esportazione a livello mondiale. Un’eccellenza tutta italiana che si è sviluppata in un piccolo borgo, uno dei pochi che è riuscito a sopravvivere al lento spopolamento delle montagne. Perché qui le attività industriali e commerciali legate alle forbici sono fiorenti e i giovani trovano lavoro.

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La tradizione che continua e che prolifera. Non solo quella delle forbici ma anche quella contadina. Con le feste degli alpeggi che ogni anno si svolgono tra le montagne che circondano il borgo, situato a mille metri d’altitudine.

La conformazione del villaggio che sembra un po’ sospeso e isolato si presta magnificamente a far da cornice a una delle manifestazioni più belle e autentiche a cui mi sia mai capitato di partecipare. Non una messinscena nel senso più negativo del termine. Ma uno spaccato reale di quotidianità in cui si entra con delicatezza da ospiti, in punta di piedi.

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Se siete da queste parti, non perdetevela.

Premana rivive l’antico: informazioni utili

La manifestazione Premana rivive l’antico si svolge ogni due anni ed è giunta alla sua decima edizione. Noi ci siamo stati nel 2016 e, compatibilmente con i vari impegni, vorremmo tornarci anche quest’anno. L’appuntamento è per il 13-14 ottobre 2018. A questo link potete trovare il programma ufficiale. L’apertura è alle 8.30, la chiusura alle 17. Il costo è di 8 euro per gli adulti, 3 euro per i ragazzi fino ai 13 anni e gratuito per i bambini sotto i 6 anni. Questo è il link Ciaotickets da cui acquistare i biglietti.

Premana rivive l'antico

L’organizzazione è impeccabile. Si parcheggia nei paesi limitrofi (a Premana i posti sono limitatissimi) e si prende la navetta gratuita. Si segue un percorso predefinito per arrivare al borgo. La prima parte è su un sentiero di montagna in mezzo al bosco e nei prati.

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Sarebbe superfluo indicarlo, ma sempre meglio non dare nulla per scontato. No a infradito, tacchi e sandali, servono scarpe comode per camminare. Il percorso non è lunghissimo e nemmeno impegnativo, se l’ho fatto io può farlo chiunque. In più la presenza di tante scene allestite lungo il percorso rende piacevole la camminata anche per i più pigri e svogliati. Si cammina senza accorgersene, in poche parole.

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I passeggini sono sconsigliati. Se avete bambini piccoli, meglio munirsi di una fascia o un marsupio.

La manifestazione si svolge anche con la pioggia. Ma, in caso di condizioni meteo davvero avverse, il sentiero in montagna viene chiuso e il percorso è ridotto. A noi è capitato due anni fa, ma per fortuna ha cominciato a piovere quando ormai eravamo al borgo e non ci siamo persi nulla.

Che il sole vi assista.

Premana rivive l’antico: considerazioni

Premana rivive l’antico, come ho già scritto, si svolge ogni due anni.

Quando ci siamo stati, abbiamo chiesto come mai non si facesse ogni anno visto che è davvero molto bella. Ci ha risposto un signore gentilissimo che aveva voglia di chiacchierare, uno dei tanti che danno vita, non senza una buona dose di impegno e fatica, a questa meraviglia. Premana rivive l’antico richiede tanto lavoro e non avrebbe senso se fosse una manifestazione organizzata soltanto dagli adulti. Ci vogliono i bambini e gli adolescenti. Se l’impegno dovesse trasformarsi in un peso, i primi a mollare sarebbero proprio i più giovani. Si perderebbe il senso, diventerebbe una realtà che, invece di unire il borgo, lo dividerebbe. Non potrei essere più d’accordo. E, se posso permettermi, aggiungerei che a volte una cosa bisogna un po’ sudarsela e pregustarsela. Un’attesa di due anni rende il momento ancora più desiderato. Roba da segnarsi sul calendario, insomma.

Ormai non avete scampo, per tanti post che scriverò vi dovrete beccare le mie considerazioni finali. Le metto in fondo così, se volete farne a meno, potete chiudere la pagina senza problemi.  Qui vi spiego il motivo.

La manifestazione è locale ma è una di quelle che meritano davvero, a mio avviso. E mi sento di dirvelo a cuor leggero perché i biglietti si acquistano online. Una volta raggiunto un certo numero, non si entra. Questo non significa che non possiate acquistare i biglietti anche sul posto, ma non è detto che ne troviate ancora. Personalmente, per una migliore fruizione della manifestazione da parte di tutti, credo che sia giusto limitarne l’ingresso. Di eventi il cui tamtam folle e spropositato ha condotto al disastro ormai ne è piena la rete.

Servono una certa dose di educazione e di rispetto assoluto dei luoghi. Di pazienza nell’aspettare la navetta, senza prevaricare nella fila. Serve anche un pizzico di buon cuore, quello che vi spinge a lasciar passare una mamma sfinita con un bimbo piccolo in braccio che dorme. Sarebbe carino, invece che accalcarsi e fare la corsa ai primi posti. Del resto, non dimentichiamolo, siamo appena usciti da un’atmosfera da Libro Cuore.

Da ultimo serve anche un pizzico di pianificazione, per prenotare in tempo. Poi, certo, vostro figlio si può ammalare il giorno prima. Credetemi, sono un’esperta in materia. È un rischio che si corre. Ma nel grande disegno della vita, è un’inezia.

Ciò che conta è mantenere la bellezza di una manifestazione che è pura poesia.

Premana rivive l'antico

E che tale deve rimanere.

 

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2 Comments

  • Reply Famiglia Cuoco 30 Settembre 2018 at 3:00 pm

    Chissà, magari fra due anni vivremo un po’ più vicino e potremmo venirci, sembra davvero bellissimo! Tu fra due anni me lo ricordi??

    • Reply letiziadorinzi 1 Ottobre 2018 at 8:18 am

      Affare fatto! Io tra due anni te lo ricordo. Sono sicura che ti piacerà tantissimo :))

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