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Itinerario nella Sicilia nord-occidentale: una settimana tra mare, borghi e sale

31 maggio 2018
Itinerario nella Sicilia nord-occidentale: Monte Cofano

Forse leggendo questo mio diario virtuale vi siete fatti un’idea sbagliata. Forse avete pensato che, rincorrendo appena posso il grande Nord, io debba per forza detestare il mare.

Non è così, nella maniera più assoluta.

Scrivevo sulla mia pagina Facebook una sorta di dichiarazione d’amore. Io il mare lo amo e tanto. Ma come piace a me. Ovvero costantemente a mollo, dalla mattina alla sera. Senza stare un minuto sulla spiaggia, o magari giusto un secondo per asciugarsi e poi rientrare. Perché il mare non aspetta.

 

La mia vacanza balneare ideale sarebbe in barca ma avendo due figlie che vomitano alla prima onda, al momento è off limits.

Lo scorso anno il Mare Nostrum mi ha chiamata. Ha preteso che lo raggiungessi dopo tantissimi anni di assenza. Ne sentivo proprio il bisogno fisico.

Itinerario nella Sicilia nord-occidentale

Di quel mix di sabbia e salsedine, dei capelli che diventano mossi, selvaggi, ribelli e si schiariscono, delle pesche che mangi dopo essere uscita dall’acqua e sanno inevitabilmente di sale, della pelle che diventa leggermente (ma proprio leggermente) dorata, degli occhi che brillano, dei tramonti in spiaggia quando la gente se ne torna a casa e ti sembra di avere il mondo ai tuoi piedi.

Avete presente la sensazione?

Itinerario nella Sicilia nord-occidentale: giorno dopo giorno

Per vivere la nostra prima vera vacanza balneare in modalità pre-figli, abbiamo scelto la Sicilia. E la prima settimana di settembre. Perché volevamo evitare il più possibile la folla di agosto e goderci spiagge, borghi e saline con un pizzico di tranquillità in più.

A posteriori direi che la scelta è stata azzeccatissima. San Vito Lo Capo in realtà è piena anche a settembre, del resto è la località più conosciuta. Negli altri posti abbiamo sempre incontrato gente ma nel limite dell’accettabile.

Ecco il nostro itinerario nella Sicilia nord-occidentale. Uno schema in breve, giorno dopo giorno che spero possa esservi utile se state progettando una vacanza da quelle parti. Seguiranno poi post più dettagliati su alcune località particolari.

Giorno 1 Lombardia – Sicilia

Partenza in tarda mattinata dall’aeroporto Orio al Serio di Bergamo con volo Ryan Air. Arrivo all’aeroporto di Palermo, ritiro dell’auto a noleggio prenotata tramite il sito Rentalcars. Partenza per San Vito Lo Capo dove arriviamo nel tardo pomeriggio, giusto il tempo per respirare finalmente  – dopo 20 anni – aria di Sicilia, ammirare un bellissimo tramonto e trovare la casa prima che faccia buio. In realtà entriamo a fare la spesa al supermercato e all’uscita il sole sta già tramontando. Ci attende un pizzico di fatica per trovare l’alloggio, con il dubbio costante di non capire dove siamo finiti. Ma alla fine arriviamo a destinazione. Ci attende una bella chiacchierata con i proprietari di casa che ci danno subito alcune dritte, anche in base alla nostra idea di viaggio slow, senza strafare. Capiamo subito che Favignana in giornata non fa al caso nostro perché vedremmo tutto e non vedremmo nulla. Alle Egadi va dedicata la giusta attenzione. Il tempo del mordi e fuggi è morto e sepolto. Ci consoliamo con un bicchiere di liquore fatto in casa e la certezza di essere approdati in paradiso.

Giorno 2 – Erice –  Trapani

Alla mattina partiamo subito per Erice, non prima di aver comprato gli arancini take-away che accompagneranno praticamente tutti i nostri pranzi siciliani. Ho un ricordo sbiadito di questo spettacolare borgo medievale avvolto nella nebbia e ho voglia di rifarmi. Il cielo è perfetto. Non total blue ma con delle meravigliose nuvole candide che lo rendono più scenografico.

Itinerario nella Sicilia nord-occidentale: EriceItinerario nella Sicilia nord-occidentale: EriceItinerario nella Sicilia nord-occidentale: vista da Erice

Erice non ha bisogno di grandi presentazioni, è bellissima. Per me che amo i borghi con le viuzze acciottolate è semplicemente un sogno.

Itinerario nella Sicilia nord-occidentale: EriceItinerario nella Sicilia nord-occidentale: EriceItinerario nella Sicilia nord-occidentale: Erice

L’aria fresca, la vista mozzafiato, l’assenza di auto… serve altro? A Erice abbiamo passato tutta la mattinata e la prima parte del pomeriggio prima di percorrere la strada panoramicissima che scende verso Trapani.

Itinerario nella Sicilia nord-occidentaleItinerario nella Sicilia nord-occidentale

Un modo alternativo per raggiungere Erice da Trapani è la funivia (che ha più dell’ovovia a essere sinceri). A noi, abituati ad altri tipi di funivie da prendere  imbacuccati con caschi e tute da sci, l’idea fa sorridere. Ma in effetti è un ottimo modo per approdare direttamente al borgo, se venite dalla città.

Ricordate: a Erice fa sempre fresco, a volte anche freddo. E non è raro trovare la nebbia. D’obbligo una felpa anche se vi sembra impossibile. Non si sa mai.

Abbiamo poi visitato Trapani velocemente, pensando non fosse minimamente all’altezza di Palermo, ma ci siamo ricreduti. È una bellissima città che merita un’esplorazione più attenta.

Giorno 3 – San Vito Lo Capo  – Macari

Quando tutti ci chiedevano dove saremmo andati in Sicilia, la risposta più semplice era San Vito Lo Capo. In realtà distavamo cinque chilometri dalla cittadina ma era come se fossimo lontani mille miglia.

Itinerario nella Sicilia nord-occidentale

Sarò sincera.

San Vito è meravigliosa e vi consiglio di ammirarla dall’alto. Le casette bianche creano un effetto “gregge di pecore” davvero suggestivo. Sembra di essere in un villaggio dell’Africa settentrionale. Sa più di Marocco o Tunisia che d Italia e credo risieda in questo gran parte del suo fascino.

Itinerario nella Sicilia nord-occidentale: San Vito Lo CapoItinerario nella Sicilia nord-occidentale: San Vito Lo CapoItinerario nella Sicilia nord-occidentale: San Vito Lo CapoItinerario nella Sicilia nord-occidentale: San Vito Lo Capo

Il golfo, sempre dall’alto, disegna una mezzaluna perfetta. il mare è una favola, davvero una piscina.

Ma … c’è un ma.

Non fa per me. C’era davvero troppa gente per i miei gusti ed era la prima settimana di settembre, non oso pensare ad agosto. Il momento ideale per andarci credo sia al di fuori delle vacanze scolastiche, quindi fino ai primi di giugno e da metà settembre in avanti.

Detto questo, se avete prenotato per settembre non scoraggiatevi. Non c’era ressa, intendiamoci.

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Però la spiaggia era affollata con tutti gli ombrelloni occupati. Io sono più da spiaggia selvaggia, senza strutture. Per questo ho preferito di gran lunga Macari, dove abbiamo trascorso il tardo pomeriggio per ammirare il tramonto, uno dei più belli della Sicilia occidentale.

Itinerario nella Sicilia nord-occidentaleItinerario nella Sicilia nord-occidentale

Se vi capita non lasciatevelo sfuggire. E probabilmente ci ritornerete più volte.

Giorno 4 – La tonnara di Scopello

Partiamo la mattina presto per quella che si sarebbe rivelata la giornata più bella di tutta la vacanza. La tonnara di Scopello per me è meravigliosa.

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In rete si trovano pareri molto discordanti tra loro, io mi sono fidata di amici che c’erano già stati e di alcune persone del posto che mi hanno consigliato di visitarla arrivandoci da terra e dedicandole una giornata intera piuttosto che approdare in barca in un tour organizzato.

L’accesso alla spiaggia – che poi spiaggia non è – è limitato, possono entrare soltanto 200 persone al giorno. L’apertura della biglietteria è alle ore 9, probabilmente ad agosto già alle 9.20 si raggiunge il limite massimo. Noi siamo arrivati alle 9.30 e c’era ancora posto. Abbiamo acquistato il biglietto combinato, accesso più visita alla tonnara (sui 6 euro a persona se non ricordo male, solo gli adulti pagano) che ai bambini è piaciuta molto. La guida è stata molto brava e ha raccontato tutta la storia della pesca del tonno in maniera coinvolgente e affascinante.

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La spiaggia, come già detto, non è una spiaggia ma una colata di cemento. C’è un enorme telo che garantisce l’ombra e si possono prendere le sdraio gratuitamente. A mio avviso, con bambini piccoli non è consigliabile. Non c’è la sabbia per giocare e l’accesso in acqua non è comodissimo. Ma per i miei figli (la più piccola aveva 5 anni appena compiuti) è stato un paradiso, il posto in cui sarebbero tornati ogni giorno.

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Pinne e maschera per raggiungere i faraglioni e per entrare nelle tante grotte vicinissime a riva. Una località perfetta per un primo approccio allo snorkeling. Siamo stati in acqua, letteralmente, tutto il giorno. Da mattina a sera.

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Il parcheggio è a pagamento, 5 euro per tutta la giornata.

Alla Tonnara non ci sono bar o ristoranti, solo dei distributori automatici di bibite e snack. Ricordate quindi di portarvi tutto il necessario da casa.

Itinerario nella Sicilia nord-occidentale

[Controllate bene l’accesso. Pare che l’area sia sotto sequestro ma dovrebbe riaprire per la prossima stagione. Informatevi perché davvero ne vale la pena]

Giorno 5 – Macari – Saline di Trapani

Mattinata di mare dedicata al bellissimo golfo di Macari.

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La prima baia che visitiamo è quella del Bue Marino, dichiarata spiaggia più bella d’Italia nel 2015. Si tratta di una spiaggia di sassi ma purtroppo non ci possiamo fermare perché è sbarrata per terreno franoso.

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Ovviamente la maggior parte della gente se ne frega bellamente, ma credo che uno dei doveri di un genitore sia insegnare il rispetto delle regole.

Ci dirigiamo quindi alla Baia Santa Margherita. Stupenda e selvaggia come piace a me.

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Ma volendo potete noleggiare sul posto un ombrellone e c’è un camioncino che vende panini e bibite. La si può raggiungere a piedi dal parcheggio oppure con il trenino gratuito che percorre tutte le calette. Ne approfittiamo per arrivare fino a ridosso del Monte Cofano, quello ammirato nel tramonto della sera precedente.

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Poi perdiamo un cappello di paglia ed è la tragedia. Ripercorro a piedi tutta la strada per cercarlo ma credo sia già in Tunisia. Sediamo il capriccio e ci godiamo nuovamente il mare.

Nel pomeriggio lasciamo la spiaggia per dirigerci alle Saline di Trapani. Le saline meritano decisamente un post a parte. Sono bellissime.

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Il programma ovviamente prevedeva di vederne più di una, ma, dopo la visita al museo, la passeggiata in mezzo a tutto quel bianco e la camminata nella riserva WWF per avvistare i fenicotteri, il sole sta già calando e decidiamo di fermarci ad ammirare il tramonto.

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Abbiamo scelto le saline di Culcasi per due motivi. Perché qui viene commercializzato il sale che usiamo abitualmente (perché l’attenzione a cosa si mangia è fondamentale) e perché avevamo letto ottime recensioni sul museo. Con bambini al seguito mi sento assolutamente di consigliare una visita guidata.

Giorno 6 – Riserva dello Zingaro

Soggiornando praticamente a due chilometri dall’ingresso della Riserva dello Zingaro dalla parte di San Vito lo Capo questa è ovviamente una tappa obbligata.

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Avevo un ricordo poco piacevole della Riserva, lo confesso. Non per il mare, da urlo. Ma per la folla. C’eravamo stati in un afosissimo agosto di 20 anni fa, dall’ingresso Sud di Scopello. Non c’era nemmeno il posto per appoggiare i piedi e farsi largo verso il mare. Non so se siamo stati particolarmente sfortunati o se, semplicemente, agosto è il mese peggiore per andarci.

Confermo che a settembre è decisamente più vivibile.

Ci fermiamo alla prima baia, Cala Tonnarella dell’Uzzo, più volte al primo posto tra le spiagge più belle d’Italia. Confesso che prima di addentrarmi alla Riserva dello Zingaro a piedi con i bambini ho letto molti post e sono stati, in alcuni casi, fuorvianti.

Alla biglietteria della riserva ci sconsigliano vivamente di proseguire oltre la prima caletta (distante circa 20 minuti) con i bambini al seguito. Diffidate quindi di chi vi dice di aver percorso a piedi tutta la riserva in estate con i figli piccoli. Forse l’ha fatto a dorso di un asino, perché il caldo è davvero insostenibile.

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Per godere della Riserva e percorrerla interamente a piedi, l’estate non è la stagione più indicata. Calcolate che per raggiungere Scopello dall’ingresso Nord o San Vito lo Capo dall’ingresso Sud ci sono 8 chilometri da percorrere a piedi solo in andata. A cui si aggiunge il ritorno per un totale di 16 chilometri. Al momento non esiste un servizio trasporti che consenta di tornare al luogo da cui si è partiti evitando di percorrere la distanza a piedi sia all’andata che al ritorno.

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In estate già arrivare alla Tonnarella dell’Uzzo, o meglio tornare indietro dopo una giornata di bagni e sole, è stato impegnativo.

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L’alternativa è prendere un gommone e visitare tutte le calette fino a Scopello, un’idea che avevamo valutato. Ma nell’ottica di una vacanza slow abbiamo preferito raggiungere a piedi la meta.

A titolo informativo le calette della Riserva sono sette:

  1. Cala Tonnarella dell’Uzzo
  2. Cala dell’Uzzo
  3. Cala Marinella
  4. Cala Beretta
  5. Cala della Disa
  6. Cala del Varo
  7. Cala Capreira

L’obiettivo che ci eravamo prefissati era Cala Marinella ma l’abbiamo accantonato dopo i primi cinque minuti a piedi sotto il sole rovente.

A Cala Tonnarella dell’Uzzo potete visitare il Museo delle Attività Marinare, un ottimo diversivo per sfuggire alla calura.

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Il mare è davvero bellissimo, difficilmente riuscirete a rimanere fuori dall’acqua.

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Ricordate che alla Riserva non c’è nulla, dovete portarvi da mangiare e da bere. Soprattutto da bere, fondamentale.

Costo di ingresso: 5 euro gli adulti, gratis sotto gli 11 anni, 3 euro dagli 11 ai 14 anni.

Orario di ingresso estivo (da aprile a settembre) dalle 7 alle 19.30. Orario invernale (da ottobre a marzo) dalle 8 alle 16.

Per informazioni consultate il sito ufficiale.

Giorno 7 – Macari – San Vito lo Capo

Ultima giornata di mare in totale relax suddivisa equamente tra Macari e San Vito lo Capo. O meglio, praticamente tutto il giorno a Macari.

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A San Vito lo Capo ci andiamo nel pomeriggio per mangiare un gelato e uno dei cannoli più buoni (e giganti) della vacanza. E per passeggiare fino al faro.

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Salutiamo quest’angolo di Sicilia che ha saputo conquistarci. Giuro, non faremo passare altri 20 anni prima di tornarci, è una promessa.

Giorno 8 – Segesta – Aeroporto

Avendo il volo la sera tardi, scegliamo di visitare Segesta mentre siamo di strada verso l’aeroporto.

Il sito archeologico merita anche se, va detto, non è la Valle dei Templi. Ma se vi trovate in questa parte di Sicilia è sicuramente una tappa d’obbligo da non perdere

Il tempio è perfettamente conservato e il teatro è bellissimo, così come il paesaggio che lo circonda che per certi versi mi ha ricordato le mie Marche.

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Il parcheggio costa 5 euro e comprende la navetta per raggiungere l’ingresso. Il biglietto per il parco costa 6 euro (pagano solo gli adulti) mentre la navetta per salire al teatro costa 1,50€ a persona (il percorso di per sé non è lungo ma è tutto in salita, valutate la cosa con bambini al seguito).

Segesta è uno di quei tanti, troppi luoghi italiani che vorresti teletrasportare immediatamente all’estero. Per avere guide per bambini, audioguide con storie e leggende, un baule con i travestimenti, opuscoli dedicati non solo ai piccoli ma anche ai grandi. Ti fai bastare il trafiletto della guida con la delusione di chi sa benissimo che ci potrebbe essere dell’altro. Molto altro.

Lo so, siamo abituati troppo bene ma la visita mi ha lasciato un pizzico di amaro in bocca, lo confesso.

Della serie la grande bellezza. Sprecata.

Torniamo poi in autostrada per raggiungere l’aeroporto di Palermo e partire alla volta di Bergamo.

Itinerario nella Sicilia nord-occidentale: dove abbiamo dormito

Solitamente cambiamo spessissimo alloggi nei nostri itinerari. In un viaggio di una settimana per noi è abbastanza normale dormire in tre posti diversi.

Per questo itinerario della Sicilia nord-occidentale ci siamo invece dati allo slow travel, alle colazioni lente e abbiamo fatto base per tutto il tempo in un posto da favola. Da favola per me, lo preciso. Perché non è per tutti.

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Le case dello Zingaro.

Un baglio meraviglioso tra San Vito Lo Capo e la Riserva dello Zingaro, in mezzo agli ulivi, agli scoiattoli, alle lepri e ai cinghiali.

Itinerario nella Sicilia nord-occidentale

Un posto che, se ci arrivi di notte, non vedi a un palmo di naso e ti chiedi dove sei finito. Dove il cellulare non prende e per chiamare casa devi spostarti continuamente e sperare che ci sia campo. Un rifugio dove approdare la sera dopo una giornata a zonzo. Doccia, pigiama, un piatto di pasta e chi si schioda più.  Non siamo da passeggiata serale sul molo, giostre e gelato. Siamo da sdraio in mezzo al nulla, pila e libro. O partita a carte. Con la felpa addosso perché il fresco si fa sentire. Per questo dico che non è per tutti.

Itinerario della Sicilia nord-occidentale: consigli utili

Se vi mostrassi il programma che mi ero fatta per questa settimana siciliana mi dareste della pazza. Avevo incluso una giornata intera a Favignana, e poi Mazara del Vallo, Selinunte e, perché no, la Scala dei Turchi.

Mi sono dovuta ridimensionare subito, percorrendo la strada dall’aeroporto a San Vito. Quasi un’ora e mezza per poco più di 80 chilometri.

Le strade in Sicilia non sono proprio il massimo, autostrada esclusa.

Itinerario nella Sicilia nord-occidentale

Ragionare in chilometri ti frega. Partendo dalla Riserva dello Zingaro ogni spostamento per noi era un viaggio. Un’ora per percorrere una quarantina di chilometri.

Valutate bene il posto in cui soggiornare se intendete fare una vacanza totalmente on the road. In quel caso è sempre meglio cambiare alloggio.

La Sicilia è grandissima. Tanto per fare un esempio, per raggiungere da San Vito Lo Capo una località sulla punta opposta come Modica, ci vogliono cinque ore circa. Come da Milano a Orvieto.

Impensabile fare una gita in giornata.

Siate realistici ed evitate tour de force. La Sicilia è meravigliosa e va degustata come merita.

Tra un tramonto e una vista mozzafiato. Itinerario nella Sicilia nord-occidentaleItinerario nella Sicilia nord-occidentale

Tra un cannolo e un piatto di cous-cous.

Ah, dimenticavo, la dieta lasciatela a casa. Che qui tanto non vi serve.

Buon viaggio!

 

 

 

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