Rilascio delle tartarughe nel Conero

Il rilascio delle tartarughe nella riviera del Conero: le Marche che non ti aspetti

Ci sono emozioni forti, che non ti aspetti.

Perché nonostante il rilascio delle tartarughe nella riviera del Conero fosse un evento che rincorrevo da tanto tempo non senza una buona dose di determinazione, non mi aspettavo fosse così commovente.

Rilascio delle tartarughe nel Conero

Una creatura che torna nel suo habitat, la frenesia di potersi rituffare in mare, di poter tornare a nuotare tra le onde. L’esperienza ce la siamo guadagnata. Il rilascio che avevo prenotato con un discreto anticipo era previsto per il 7 agosto ma il mare era molto mosso, perciò il Tartaday è stato rimandato al giorno successivo.

Noi fortunatamente eravamo ancora in zona e non ce lo siamo perso. Siamo partiti alle 16 dal porto di Numana, direzione spiaggia delle Due Sorelle, un paradiso nelle Marche.

Rilascio delle tartarughe nel Conero

Una di quelle spiagge selvagge, tutta sassi, raggiungibile soltanto in barca (al momento un’ordinanza comunale vieta l’accesso al sentiero).

Rilascio delle tartarughe nel Conero

Una di quelle mete che un pochino ti devi sudare ma che, proprio per la sua difficile accessibilità, regala quella sensazione di essere chissà dove.

Niente ombrelloni, chioschi, nemmeno i cestini. Perché il concetto è che ogni singolo rifiuto, anche il nocciolo di una prugna, deve essere riportato a terra. Per preservare il mare e prenderci un po’ cura dell’ambiente. E ovviamente niente deve essere portato a casa.

Siamo approdati alla spiaggia delle Due Sorelle (chiamata così per i due faraglioni bianchi che la caratterizzano) dopo circa mezz’oretta di navigazione. La tartaruga era già pronta ad aspettarci, impaziente di tornare in mare dopo essere stata salvata e curata all’ospedale delle tartarughe di Riccione.

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Nel nostro caso, la tartaruga in questione si chiamava Spaccaossa, un nome che le è stato dato innanzi tutto per le dimensioni,  63 centimetri di lunghezza, un discreto bestione. E poi per il caratterino non particolarmente facile che ha dimostrato anche al momento del rilascio.

Ci siamo sistemati tutti a semicerchio, dietro un filo rosso, per lasciare ampio spazio di movimento alla tartaruga.

Rilascio delle tartarughe nel Conero

Ci è stato chiesto di fare silenzio per non spaventare l’animale che molto probabilmente sarebbe stato disorientato dall’esperienza.

In realtà Spaccaossa ha dimostrato di fregarsene bellamente dei convenevoli, non ha mostrato alcun segnale di indugio e ha fatto il suo ingresso in acqua alla velocità della luce, lasciandoci pochi secondi a disposizione per ammirare il suo ritorno alla natura.

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Pochi attimi che sono bastati per provare davvero una grande emozione, la sensazione di aver assistito a una sorta di miracolo della natura.  Di essere stati spettatori di una cosa grande, quasi indescrivibile.

Abbiamo osservato Spaccaossa che nuotava tra le onde e si allontanava dalla spiaggia verso la libertà. E subito abbiamo seguito le sue orme, tuffandoci nelle acque cristalline di questa bellissima baia, nonostante il mare non fosse certo calmo e tranquillo.

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Con uno sguardo sempre rivolto all’orizzonte, quasi a voler controllare che Spaccaossa fosse ancora lì a guardarci da lontano.

Rilascio delle tartarughe nel Conero

Per augurare alla nostra tartaruga di fare buon viaggio. Ovunque le onde e le correnti la porteranno.

Il rilascio delle tartarughe nella riviera del Conero: informazioni utili

I Tartaday sono gestiti dalla Fondazione Cetacea, se non la conoscete andate a visitare il sito.  L’ospedale delle tartarughe si trova a Riccione, ma i rilasci avvengono in diversi punti dell’Adriatico. Sicuramente la spiaggia delle Due Sorelle è una cornice molto suggestiva che rende l’esperienza davvero speciale.

Rilascio delle tartarughe nel Conero

Il rilascio della tartarughe nella riviera del Conero avviene una volta a settimana, il lunedì, in primavera e in estate, ad esclusione dei due lunedì a ridosso del periodo di ferragosto, quando i turisti che arrivano alle Due Sorelle con i battelli o gommoni privati sono troppo numerosi.

Una volta saliti a bordo del battello che porta alla spiaggia, la guida presenta la Fondazione Cetacea e parla un pochino della tartaruga che verrà rilasciata, una ogni lunedì. La spiegazione breve di come è stata salvata e curata è molto interessante anche per i bambini.

Appena sbarcati ci si sistema a semicerchio seguendo le indicazioni dei volontari. Si richiede un pochino di silenzio e di compostezza, nel totale rispetto delle regole che l’evento e il luogo richiedono.

Dopo che la tartaruga viene rilasciata in mare, è possibile fare il bagno e godersi la baia.

La spiaggia delle Due Sorelle, come già specificato, non è attrezzata. Dopo le 16 è quasi totalmente all’ombra, l’ideale in una giornata caldissima.

Portate il necessario, acqua, merenda, asciugamani e un eventuale cambio. Nel nostro caso, il mare era mosso ed è capitato che qualcuno si bagnasse completamente in attesa che la tartaruga venisse rilasciata.

La partenza dalla spiaggia è prevista verso le 17.30 con rientro al porto di Numana per le 18.

Per informazioni e prenotazioni potete consultare il sito dei Traghettatori del Conero, mandare una mail all’indirizzo info@traghettatoridelconero.it oppure telefonare al numero 071-9331795.

Il costo dell’escursione è di 20 euro a persona, senza distinzione per adulti e bambini. Sotto i due anni è gratuito. Metà dell’incasso viene devoluto totalmente alla Fondazione Cetacea che si finanzia anche grazie a queste escursioni.

Per prenotare è necessario versare 10 euro a persona di acconto, direttamente in biglietteria oppure tramite bonifico (i dati vengono inviati via mail dopo la conferma).

Consiglio di prenotare in anticipo perché i posti sono limitati e l’evento è richiesto. Capitano anche disdette dell’ultimo minuto, eventualmente potete provare a chiamare il giorno stesso.

I prossimi rilasci, gli ultimi due di questa stagione 2017, saranno il 28 agosto e il 4 settembre. Se siete nelle Marche non perdeteveli.

Buon Tartaday!

Rilascio delle tartarughe nel Conero

P.s.  per le foto non contrassegnate dalla mia firma, oltre che per la compagnia, ringrazio di cuore Luca e Michela.

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