Ficcanaso al parco di Monza

Dite quello che volete ma a me sto tempo non dispiace poi così tanto. Sarà che non appena chiudo gli occhi mi sembra ancora di rivivere quella terribile sensazione di afa dell’estate 2012.

L’estate in cui è nata la moda di chiamare le ondate di calore per nome. Come se sapere che Caronte stava per abbattersi su di noi rendesse più sopportabile il caldo torrido e umido.

L’estate segregata in Brianza con un panzone di 9 mesi, due bambini piccoli da gestire e temperature che rendevano impossibile uscire di casa prima del tramonto.

Allora tanto vale avere i nuvoloni e il freschino, non si andrà in piscina ma si può uscire quando si vuole.

E le città nei weekend si svuotano. La gente emigra alla ricerca disperata del raggio di sole che scaldi le ossa e noi ne approfittiamo per goderci un parco di Monza praticamente deserto.

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Un parco enorme, un polmone verde alle porte di Milano da percorrere a piedi, in bici o in monopattino.

Un parco voluto addirittura da Napoleone, un complesso gigantesco che comprende cascine, strade, campi, ville e giardini.

Un parco che sembra un bosco e dove è possibile perdersi, a me succede quasi sempre.

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Un parco che fa da cornice a una villa meravigliosa che sembra assurdo ma non ho mai visitato. E anche in questo caso bisogna assolutamente rimediare.

Dopo tutto è la nostra Versailles.

Oltre alla Villa Reale, il parco ospita un’altra villa un tantino malmessa ma dove spesso vengono allestite mostre interessanti, come quella dei dinosauri dello scorso anno. Villa Mirabello.

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Ora è la volta di Ficcanaso al parco, un “viaggio olfattivo” approdato dalla vicina Svizzera.

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Una mostra interattiva e davvero super divertente che, se siete in zona, vi consiglio assolutamente di non perdere.

Il tema sono gli odori, 100 per la precisione. Puzze e profumi, nessuno escluso.

La mostra è piccola, le sale sono cinque più uno spazio all’esterno per annusare “dal vivo” alcune piante.

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Ma volendo ci si può passare un paio d’ore se si vuole annusare tutto. E per tutto intendo proprio tutto.

Tipo puzza di piedi mescolata a vomito. Oppure puzza di sedere di castoro. O ancora puzza di escrementi. Ma anche profumo di santità, profumo di vaniglia, di agrumi o di lavanda.

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Nella prima sala ci accoglie un naso formato gigante con fili di lana al posto dei peli.

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La pazientissima guida si diverte a far ridere i bambini mostrando loro naso, capelli, pelle e tessuti vari al microscopio. E così scopriamo che in ogni naso ci sono dei peli e che mani apparentemente pulite nascondono in realtà un’infinità di germi disgustosi.

Poi si entra nel vivo del percorso sensoriale, si inizia subito ad annusare e a mettere il proprio naso alla prova.

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Sei provette in ordine di abilità, l’ultima solo per annusatori esperti. Chi indovina di che odore si tratta? Chi sa distinguere l’odore del cetriolo da quello dell’anguria? Sembra facile ma vi assicuro che non lo è. La sottoscritta sbaglia alla terza. Bocciata.

Si passa poi nella sala scenograficamente più bella, con tanto di lampadario di cristallo, soffitto decorato e pianoforte in bella vista. Ma non lasciatevi ingannare.

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Tutta questa scenografica bellezza fa da cornice agli odori del mondo animale. Il famoso sedere del castoro, per intenderci. Ecco se avete appena mangiato, passate oltre.

Nella sala successiva si alternano profumi dolcissimi a odori allucinanti. Lo confesso, tutti non sono riuscita ad annusarli. Alcune puzze vanno oltre l’umanamente sopportabile. I bambini ovviamente in tutto questo ridono a crepapelle e girano all’impazzata da un annusatoio (si dirà così?? Vabbé dai ci siamo capiti) all’altro cercando di fregare i più piccoli che, non sapendo leggere, si avvicinano ignari anche alle puzze più disgustose.

E ancora ci lasciamo incuriosire da profumi insoliti, come quello di santità, il famoso profumo di Padre Pio o di Santa Teresa d’Avila.

O la puzza della malattia, l’odore tipico dei quartieri appestati.

O ancora il profumo di mamma e di bebé, quello, core de mamma,  non si può non annusare.

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E infine ci lasciamo deliziare dall’odore del legno e cerchiamo di indovinare i diversi profumi degli alberi e dei frutti.

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E non è per niente facile, ve l’assicuro. Chi sa distinguere il profumo del vetiver alzi la mano.

All’uscita c’è un bellissimo albero con appese le impressioni dei bambini che hanno visitato la mostra.

Una lettura interessantissima che ci fa capire come a volte i piccoli siano avanti anni luce.

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Visita conclusa, riflessione post-mostra d’obbligo.

L’olfatto questo sconosciuto, almeno per la sottoscritta.

Mi sono resa conto che davvero a naso non saprei orientarmi. Siamo così stimolati e bombardati da suoni e immagini che vista e udito la fanno da padroni.

Gli altri sensi hanno un ruolo un po’ marginale, da comparsa diciamo.

Eppure i pochi profumi che sono riuscita distintamente a riconoscere hanno mandato un imput immediato e fortissimo al cervello.

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Ed è stato un attimo pensare ai biscotti di Natale annusando la cannella.

O ricordare lo strepitoso sugo al pomodoro di mia zia annusando il basilico.

Beh il cibo c’entra sempre.

D’altra parte abbiamo anche il gusto, usiamolo.

INFORMAZIONI UTILI

Il Parco di Monza è bellissimo. Non limitatevi a visitare la mostra, prendetevi tutto il tempo necessario per gironzolare in bici o in risciò e concedervi un picnic nei prati. Anche il trenino può essere un’alternativa valida per bambini pigri o stanchi di camminare.

Il biglietto per la mostra costa 7 euro per gli adulti e 5 euro per i bambini dai 3 anni in su. Ma ogni bambino ha diritto a portare con sé due adulti (badate bene non il contrario!!) che pagano come lui. Ingresso in cinque con quattro biglietti ridotti, non male.

All’uscita della mostra, nel cortile della villa, c’è un piccolo bar che offre snack a km0. Ottimi i ghiaccioli di frutta frullata o lo yogurt, a prova di bimbi affamati.

Buona visita!

 

11 thoughts on “Ficcanaso al parco di Monza”

  1. Tu vuoi farmi venire un infarto!!!!!!! Sai che sei la mia mentore e i tuoi complimenti valgono all’infinito!!! Grazie per tutto, grazie di esistere! ❤❤❤❤❤

  2. Ho visto cento volte (beh si fa per dire!) il cartellone che “pubbliccizzava” la mostra fuori dal parco della Villa Reale e l’ho sempre snobbato, ma dopo aver letto il tuo post, direi che non posso non portare i bambini!!!!

  3. Ma dai!! Che bella recensione che hai fatto sul parco di Monza e su questa strana mostra che non ho avuto ancora l’occasione di vedere o meglio di sentirne gli odori. Che strano seguire una blogger che abita nella tua stessa città, si vede che a noi abitanti di Monza piace proprio viaggiare. Ciao Bea

  4. Ficco il naso anche io e mi precipito a Monza!! Non avevo idea della mostra e stra concordo sulla bellezza del parco!! Nota sul meteo: per certi versi sono in linea con te… ma io (siccome sono ostinata) continuo a non voler uscire con l’ombrello, l’acquazzone serale mentre esco dall’ufficio, ormai è diventato routine!! 🙂
    Grandissima Letizia!! Io mi associo ai complimenti della tua mentore!! Continua così!!

  5. Certo!! Magari, dopo le vacanze, la prima volta che vieni al parco inviami un’e_mail e ci organizziamo. Troppo carina l’idea. Non metto nomi sul blog ma ho una carissima amica che vive proprio a Merate. A presto Bea 🙂

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