Cinque Terre: soggiorno balneare

Mare e bambini.

Un binomio felice per molti. Non per me.

Sarà che per due anni ho dovuto convivere con impetigine e varicella. Avete idea di che cosa significhi portare al mare una bambina che non può assolutamente entrare in contatto con la sabbia? Un incubo.

Questo non significa che io non ami il mare.

Al contrario. Lo amo alla follia.

Ma la mia concezione di vacanza al mare poco si adatta alle esigenze di un bambino piccolo.

Per me mare significa solo e soltanto acqua, stare a mollo 10 ore su 13. Arrivare in spiaggia alle 7 del mattino e tornare a casa alle 8 di sera. Non mi interessa minimamente abbronzarmi e mi stendo al sole giusto il tempo strettamente necessario per asciugarmi e capire che no, il caldo non lo sopporto… mi rituffo! Quella distesa blu e rinfrescante mi chiama e io non riesco a resistere.

Ed è una modalità di vacanza su cui non riesco a scendere a compromessi. Chiamatelo pure egoismo, ne sono consapevole.

Ho cercato in passato di soffocare questa mia indole, di comportarmi da mamma coscienziosa in spiaggia, di scottarmi la schiena a fare buche e castelli o di stare sotto l’ombrellone a giocare. Ma la vacanza, se così si poteva definire, si trasformava in un tour de force, un’esperienza da dimenticare.

Tornavo a casa più stanca di prima da quello che ero solita definire un soggiorno balneare curativo e preventivo per otiti.

E poi il mio mare non è il mare che, si dice, piaccia ai bambini.

Ho bisogno di tuffarmi, di bagnarmi i capelli, di vedere i pesci, di allontanarmi il più possibile dal chiacchiericcio del bagnasciuga, di immergermi fisicamente e mentalmente in un’altra dimensione.

Lontano da tutto e da tutti.

Non sono però così crudele da negare totalmente il mare ai miei figli, soprattutto ai più grandi che adesso si divertono come pazzi.

Quando siamo nel nostro angolo di paradiso mi concedo qualche ora di mare al mattino, quando l’acqua è pulita e la gente scarseggia.

Un paio di bagni, un pezzo di focaccia appena sfornata e si torna di corsa a casa. A fare i selvaggi.

C’è però un mare a cui sono molto affezionata.

Un mare bello e non troppo lontano da casa.

E’ il mare delle Cinque Terre.

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Scomodissimo da raggiungere in macchina, niente sabbia, se non in pochissimi punti, mare che diventa subito profondo… Insomma l’opposto di quello che una mamma coscienziosa cercherebbe.

Eppure di bambini ce ne sono. Forse tutti figli di mamme come me che proprio non ce la fanno a percorrere chilometri prima che l’acqua superi il ginocchio. Lo riconosco, è un mio limite.

O figli di mamme che detestano mini club, altoparlanti chiassosi, giochi organizzati in spiaggia e ogni genere di animazione per qualunque fascia d’età.

Come se ai bambini non bastasse correre sul molo e chiedere al pescatore di gettare la lenza e pescare il loro primo pesce, una guizza.

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Come se raccogliere sassi, costruire una torre altissima e pescare granchi non fossero attività  abbastanza stimolanti e divertenti.

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Io amo il mare così.

Un mare che al mattino presto sembra un pezzo rubato alla Sardegna e che sa regalare emozioni incredibili.

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Un mare che profuma di salsedine ma anche di limone.

Un mare su cui si affacciano borghi da favola che da soli valgono un viaggio.

Case variopinte a ridosso della montagna.

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E alle pendici di quella montagna spiagge che vere spiagge proprio non sono. Piccole insenature, spazio rubato al mare per accogliere i tanti, troppi, turisti che ogni giorno sbarcano in questo angolo di Liguria.

Un paradiso (quasi perduto) che va aiutato e tutelato.

Un posto per chi rifugge dal baby-friendly eccessivo.

Un posto dove raramente i ristoranti hanno un menù specifico per i bambini. Dove ci si svezza subito a spaghetti e vongole.

Monterosso 2010 143

Monterosso 2009 115

Dove la gente del posto può apparire rude, ma, quando la conosci, ha il cuore in mano.

Un mare spartano insomma, concedetemi il termine.

Il mare che amo.

6 thoughts on “Cinque Terre: soggiorno balneare”

  1. Ognuno ha il suo..io hoil mare dell’Eolie, niente spiagge quasi ( e se ci sono le evito) scogli neri e puntuti, pesci, granchi, e acque profonde, un’altra dimensione…l’unica che concepisce la mia anima.

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