PianoCity emozioni in musica

Era proprio quello che mi serviva in questo momento.

Avevo bisogno di qualcosa che mi facesse evadere, che portasse la mia mente lontano a quando le dita scivolavano ogni giorno su quei tasti bianchi e neri. Prima che la ruggine vi si depositasse inesorabilmente, sulle mie dita intendo…

Perché un pianista è come un atleta. E se manca l’esercizio quotidiano, si perde agilità e diventa un’impresa eseguire anche solo una semplice scala musicale di do maggiore.

Gli spartiti di Debussy, Liszt, Mozart, Bach, Rachmaninov e Beethoven sono ancora lì, dove li ho lasciati prima di imbarcarmi con un biglietto di sola andata per il Pianeta Mamma.

Ogni tanto li prendo, li apro, mi siedo al pianoforte, regolo il seggiolino come se dovessi starci per ore, accarezzo delicatamente i tasti e comincio a suonare.

E sento le farfalle nella pancia.

Come quando ci si innamora.

Poi un “mamma suono io” interrompe la magia.

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E dopo una strimpellata vigorosa che fa la gioia dei vicini, il pianoforte si richiude.

Si prepara tristemente a ricoprirsi di polvere, a diventare un insulso oggetto d’arredo su cui magari appoggiare i panni stirati piegati.

Pensandoci bene, è forse questa la rinuncia più grande che ho dovuto fare da quando sono mamma.

Ovviamente con la consapevolezza che non si tratta di un addio, soltanto di un arrivederci. Prima o poi riuscirò a riappropriarmi del mio tempo e a immergermi nuovamente nelle mie passioni.

Questa premessa infinita per dire che amo la musica classica così come amo i viaggi.

E forse come, da domenica scorsa, amo Milano. Una città che non ho mai apprezzato molto per tanti motivi, in primis, banalmente, la vicinanza.

Perché si sa, l’erba del vicino è sempre più verde e la meta dall’altra parte dell’Oceano sembra più interessante di quella che ti sta a un tiro di schioppo.

Ma Milano ieri mi ha incantata.

Complice un cielo terso quasi da montagna e quelle note che echeggiavano un po’ dappertutto, anche nei posti più impensati.

E che mi hanno fatta innamorare.

Sto parlando di PianoCity, un evento meraviglioso che ha come protagonista assoluto il pianoforte.

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Una città che si veste di musica, un tripudio di note in ogni quartiere, ad ogni angolo. Concerti in cortili privati, su barche e nei tram.

Un weekend intenso e denso di appuntamenti per grandi e piccoli per celebrare questo meraviglioso strumento.

Domenica mattina ci accoglie una città semi-deserta, è presto e decidiamo di dirigerci subito in zona Navigli.

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La nostra missione è avvistare la PianoBoat che ospita concerti per tutta la giornata. Non abbiamo prenotato e non ci sono posti liberi. Ma ci divertiamo ugualmente a inseguire da terra la barca e a lasciarci trascinare dalla sua musica coinvolgente.

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Poi è la volta del Pianotram che parte da Piazza Castello.

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La gente è tanta ma è davvero un percorso emozionante. Ecco non sono mai stata a New Orleans ma, non so perché, me la immagino un po’ così.

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E infine la ciliegina sulla torta. Il fulcro di PianoCity, ovvero il parco della Villa Reale di cui non conoscevo nemmeno l’esistenza. Troneggia un cartello in cui sta scritto che i giardini sono accessibili tutto l’anno solo ai bambini sotto i 12 anni e agli adulti che li accompagnano!

Nello splendido palazzo in stile neoclassico ha sede la Galleria d’arte moderna, detta Gam.  E nel cortile interno sono schierati, appositamente per l’occasione, 10 pianoforti colorati  a completa disposizione dei bambini che strimpellano felici.

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Un insieme di note che non hanno un senso, un’accozzaglia di suoni di certo non armonici ma che creano comunque allegria.

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La villa bianca sullo sfondo, il parco con ponti e paperelle e… pianoforti a coda che spuntano in mezzo al verde.

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Uno spettacolo per la vista e per l’udito.

I bambini trovano la loro postazione ideale ….

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…. e io mi sdraio nel prato in mezzo a una folla composta e attenta.

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Chiudo gli occhi e sogno.

Mi sembra di essere stata catapultata in uno dei quadri di Bert, l’amico di Mary Poppins che disegnava paesaggi sul selciato, ve lo ricordate?

Un’atmosfera che ha un non so che di british e che mi piace. Tanto.

Mi perdo nelle note del bravissimo pianista che rende quel momento magico.

Riconosco pezzi che un tempo suonavo, mi struggo nei ricordi e mi crogiolo in quell’atmosfera nostalgica e romantica.

Questa è la mia PianoCity e non vedo l’ora che arrivi l’anno prossimo per rivivere l’esperienza.

Ma non senza seguire qualche piccolo accorgimento per rendere la visita ancora più entusiasmante.

Piano City Milano: consigli utili

L’edizione di quest’anno, 2017, per Piano City Milano si svolgerà il prossimo weekend, il 19-20-21 maggio.

A questo link potete trovare tutti i programmi pensati appositamente per i bambini, se viaggiate in famiglia.

L’evento è seguitissimo e super affollato e chiaramente a ogni edizione si arricchisce sempre di numerose novità. Il consiglio fondamentale è cercare di prenotare gli eventi prenotabili, soprattutto con bambini al seguito. La delusione di non poter partecipare a un laboratorio potrebbe essere uno scotto poco piacevole da pagare.

Sono davvero tanti gli eventi gratuiti prenotabili, se poi dovesse sopraggiungere un imprevisto ricordatevi di disdire in tempo per consentire ad altri di partecipare.

Mi sono accorta troppo tardi che sul sito, nella selezione degli eventi, c’era anche la voce “kids” con tantissime proposte pensate per i più piccoli, tra cui i laboratori musicali al MUBA.

Se comunque non doveste riuscire a prenotare in tempo agli appuntamenti per i bambini non preoccupatevi. L’atmosfera è davvero bellissima, il sottofondo di musica per tutta la città. E se il tempo è favorevole, vale la pena anche solo stendere una coperta e ascoltare un concerto in una location unica all’aria aperta.

Per respirare aria di internazionalità senza aver varcato nessun confine. Addirittura, nel mio caso, senza essere uscita dalla mia regione. Un’occasione imperdibile per gli appassionati di musica, ma in generale per chi apprezza le cose belle e ama circondarsene il più possibile.

Posso segnalarvi un evento organizzato da una mia amica a cui mi piacerebbe molto partecipare? Maratona di Twin Peaks con colonna sonora. Ho già i brividi. Qui trovate il link. 

 

2 pensieri su “PianoCity emozioni in musica”

  1. In barba a tutte quelle mamme che dicono – e mi capita ripetutamente – che Milano non offre nulla per i bambini!!!
    Io non sono una grande appassionata di musica, sono stonata come una campana e ho una pessima cultura musicale… al contrario di Rospo!! Peccato che fossimo già impegnati, ma l’anno prossimo non mi scappa!! Qui però dobbiamo fissare incontro tra milanesi ehhh!!

  2. Assolutamente sì! Milano offre davvero tanto per i bambini, io credo che chi si lamenta forse non si dà da fare a cercare… L’anno prossimo ci spaparanziamo nel parco insieme 🙂

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