St. Michaels’ Mount in Cornovaglia, l’isola gemella

Una sfortunata serie di eventi di cui non sto a raccontare ci ha costretti ad annullare un viaggio che sarebbe stato un po’ città, un po’ campagna, un po’ stanziale e un po’ on the road.

Come piace a noi.

E in questi giorni, dopo aver lasciato Bruxelles, i suoi fumetti e la sua cioccolata, ci saremmo messi in viaggio, destinazione Normandia.

Spiagge infinite, scogliere a picco sul mare, paesaggi mozzafiato, luoghi della memoria, musei importanti e coinvolgenti e un’isola che poi una vera isola proprio non è.

Mont Saint-Michel.

Un luogo molto suggestivo che ho visitato tantissimi anni fa in una giornata uggiosa con una pioggerella fitta che non dava tregua.

Un sito talmente famoso da potersi definire unico nel suo genere.

Ma così non è.

Pochi sanno infatti che esiste un fratello gemello in terra celtica, simile nella struttura ma anche, curiosamente, nel nome.

St. Michael’s Mount.

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Una somiglianza impressionante e non casuale. Anche questo luogo è intitolato all’Arcangelo Michele a cui gli stessi monaci benedettini provenienti da Mont Saint-Michel vollero dedicare un’abbazia.

Un’abbazia di cui oggi rimane ben poco, ed è forse questa la differenza sostanziale con il gemello francese. Col tempo l’isola ha perso la sua connotazione religiosa per assumere un ruolo più militare. Ed è quindi la fortezza che troneggia dall’alto a colpire il visitatore.

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Arrivando a Marazion, il villaggio sulla costa, è impossibile non rimanere affascinati da questo incredibile spettacolo della natura.

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E sono forse i bambini a rimanere ancora più stupiti.

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Perché è un primo incontro emozionante con il fenomeno della marea, qualcosa su cui magari non ci siamo mai soffermati più di quel tanto a riflettere ma che ha davvero un non so che di misterioso.

Un’isola che al mattino si raggiunge in barca.

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Ma ecco che piano piano, dall’alto del castello, si vede affiorare un sentiero che prende sempre più forma fino a trasformarsi in un vero e proprio passaggio da ripercorrere a piedi per tornare a riva.

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C’è qualcosa di più emozionante che raccogliere conchiglie che fino a un’ora prima erano sommerse nel mare? Non direi.

E se le insolite barche con le ruote …..

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…. e il fascino irresistibile della marea dovessero lasciare i bambini indifferenti, e non credo sia possibile, entrano in gioco le leggende.

Va da sè che un’isola così bella e misteriosa si presta a essere la location ideale di storie più o meno curiose.

Come quella del pastore Jack che con una trappola ingegnosa catturò il gigante. O quella secondo la quale il gigante fu addirittura sconfitto nientepopodimeno che dal mitico Re Artù. Sempre lui. Dopo tutto siamo in Cornovaglia.

E allora ecco che si cercano i segni della battaglia ovunque. “Mamma ma il gigante aveva tutti quei cannoni? E come ha fatto re Artù a sconfiggerlo?”. Con l’aiuto della fantasia, anche la salita per raggiungere la fortezza non sembra più tanto lunga e faticosa, a meno che non abbiate un pancione di cinque mesi e mezzo come la sottoscritta, ovviamente.

E la faccenda si fa d’improvviso seria, bisogna cercare dappertutto le tracce del gigante.

Una vera e propria corsa a chi scova più dettagli, l’impronta lasciata sul sentiero, la pietra dove si è appoggiato, la sedia dove si è seduto, i cannoni da cui ha sparato.

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Una visita attenta e minuziosa ma con un occhio sempre puntato verso il basso, a quel paesaggio mozzafiato

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…e a quel viottolo ciottoloso che riaffiora quasi miracolosamente dalle acque….

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…. e che non vediamo l’ora di calpestare per raggiungere la costa e concludere la nostra avventura.

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Per rifocillarci in un vero covo di pirati

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…. ops volevo dire pub.

E non un pub qualsiasi, ma uno con la view più bella che si possa desiderare.

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Per gustare fish and chips senza smettere di sognare.

St. Michael’s Mountain: consigli utili per la visita

Siamo approdati a St. Michael’s Mount una mattina di maggio, quindi fuori stagione, e c’era pochissima gente. Ma dopo essere stati di recente a Mont Saint Michel sono sicura che non si possa mai raggiungere la bolgia infernale del gemello francese. Il fatto che St. Michael’s Mount sia rimasta un’isola tidale,  cioè in balia delle maree e quindi non sia sempre raggiungibile via terra, è sicuramente un deterrente per le visite. Arrivate a Marazion e parcheggiate l’auto nei posti contrassegnati (quasi tutti a pagamento). Quando c’è l’alta marea l’isola è raggiungibile soltanto con barca a motore, in alta stagione le partenze sono frequenti. Noi abbiamo dovuto attendere che si riempisse l’imbarcazione, ma l’attesa è stata davvero breve. Con la bassa marea l’isola può essere raggiunta a piedi attraverso il sentiero che emerge dalle acque. Informatevi sugli orari delle maree per pianificare la visita.

Il luogo è molto suggestivo, sicuramente esteticamente meno affascinante del gemello francese, ma la visita è di gran lunga più godibile.

Se viaggiate con i bambini non dimenticate di raccontare loro le leggende legate a questo luogo misterioso.

In alta stagione i bambini possono assistere ai racconti animati sulle storie del gigante (in inglese).

Sull’isola c’è un Café dove è possibile mangiare un boccone e alcune botteghe dove fare acquisti.

Per informazioni consultate il sito web ufficiale.

 

4 thoughts on “St. Michaels’ Mount in Cornovaglia, l’isola gemella”

  1. Wow, bello leti….mi piacciono un sacco tutti questi tuoi racconti….mi dispiace per i vostri imprevisti….spero non si tratti di nulla di grave…..ma qui avevi eravate in quattro vero?! Mancava l ultima se non sbaglio…..quanti anni avevano i cuccioli?

  2. Sì Marta esatto, eravamo in 4 all’epoca con terza nella pancia. I bimbi avevano 5 anni e quasi 4, ma è stata davvero una vacanza rilassante nonostante io fossi distrutta, come puoi ben immaginare :))

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